Vittoria in tre set, ma certamente non una passeggiata per Jannik Sinner, che ha conquistato i quarti di finale di Wimbledon per il quinto anno consecutivo superando il qualificato Shintaro Mochizuki.
Oggi il servizio ha girato bene: 15 ace e 71% di prime palle dentro. È un colpo che, più vai avanti, più stai mettendo davanti nel torneo.
JANNIK SINNER: “Sicuramente è stato più semplice servire con il tetto chiuso: non c’è vento, non c’è sole, è tutto più facile. Però finora sto servendo abbastanza bene, è un colpo su cui stiamo lavorando tanto, quindi sono contento di come stanno andando le cose al servizio. Anche oggi, nei punti importanti, soprattutto nel terzo set sullo 0-40, mi ha aiutato tanto. Stiamo ancora mettendo molta attenzione su piccoli dettagli che in questo momento mi aiutano. Però, ripeto, può anche cambiare giorno per giorno, quindi speriamo di no. Vediamo.”
È un giocatore che non conoscevi: talentuoso, veloce, con un tennis che non si affronta spesso. Come ti trovi in campo a dover trovare le soluzioni in tempo reale? Cosa pensi? Ti dici: “Adesso devo stare attento al rovescio, poi vado di là”? È un discorso che ti piace fare o magari ti crea ansia?
JANNIK SINNER: “Ansia no, però credo che i tennisti in generale debbano cercare di trovare una soluzione. Secondo me è un po’ più difficile giocare contro un giocatore totalmente nuovo e all’inizio ho provato a studiarlo. Allo stesso tempo ho cercato di andare un po’ sopra il ritmo, per fargli capire un po’. Però è stato molto intelligente: rovescio ottimo, dritto anche, a rete gioca molto bene, si muove bene, quindi è un ottimo gioco da erba. Però posso essere contento di come ho gestito la partita. Nel terzo set credo che tutti e due abbiamo giocato un po’ meglio, quindi il livello si è alzato un po’, però è proprio quello che mi serviva. Adesso vediamo poi sotto come va.”
Quinta volta nei quarti, non è poco. Hai detto che sei contento e soddisfatto di come hai servito. Cosa mi dici della tua risposta? Potevi rispondere meglio, secondo te?
JANNIK SINNER: “Sì, potevo rispondere meglio, ma potevo rispondere anche peggio. È un servizio strano: a volte è lento, poi a volte ti schizza la palla. È abbastanza difficile trovare un buon equilibrio. Però finora non ho giocato contro giocatori che sono dei grandi servitori. La prossima partita sarà molto difficile, ci sarà molto meno ritmo, però vediamo come va. Sto cercando di essere un po’ più aggressivo, sto cercando di andare un po’ più a rete; a volte ci riesco, a volte un po’ meno, però secondo me oggi abbiamo alzato di nuovo un po’ l’asticella. Adesso vediamo la prossima partita come va.”
Come l’anno scorso ti sei allenato con due giocatori che poi hanno fatto il torneo Juniores, Giurnelli e Massellani. Che giudizio mi puoi dare su di loro? Ti hanno chiesto qualche consiglio o suggerimento durante queste ore di allenamento? Come li hai trovati in generale?
JANNIK SINNER: “Sono giocatori forti. Io credo che ormai tutti giochino bene a tennis, sia a livello Juniores sia al nostro livello. La differenza è talmente piccola che magari in un allenamento insieme non la vedi neanche. Però mi sembrano due ragazzi con i piedi per terra, molto talentuosi, due giocatori differenti: uno con il rovescio a una mano, fisicamente un po’ più forte; oggi invece ho giocato con un giocatore molto solido. Sono due giocatori diversi, ma forti. Mi fa piacere sempre giocare con degli Juniores, soprattutto italiani, perché comunque sono anche il nostro futuro. Dopo di noi speriamo che ci siano più italiani possibile, quindi tutti hanno un potenziale molto alto e gli auguro un grande in bocca al lupo.”
Abbiamo parlato prima con Novak dell’uso della tecnologia per il recupero a questo punto della sua carriera. Al punto in cui sei della tua carriera, quanto peso dai alla tecnologia in sé e quanto tempo passi tra gioco e recupero?
JANNIK SINNER: “Sto cercando di fare tutte le cose sensate. Credo che sia una parte molto importante. Non dico la parte più importante, però siamo lì, perché dopo una partita è importante dormire bene, mangiare bene. Sto anche investendo tanto sul mio corpo, perché il mio capitale, il mio motore, è quello. Quindi sicuramente sto provando a studiare per vedere come certe cose funzionano e se mi possono dare una mano oppure no. Per me il recupero è fondamentale e credo che stiamo facendo molto bene, però ognuno ha una visione diversa. Secondo me ora ci sono talmente tante cose che possiamo usare in modo positivo, però devi provare e devi anche sbagliare per capire che forse una cosa non funziona: è la cosa più normale. Però diciamo che è la parte dove sto investendo di più.”
Hai detto che le prime partite negli Slam sono sempre difficili. A questo punto del torneo, quale diresti che sia il rischio più grande nelle prossime partite?
JANNIK SINNER: “Non lo so. Non c’è una regola. Credo che la cosa più importante sia restare con una buona mentalità e con il giusto atteggiamento in campo. Naturalmente le fasi del torneo diventano più grandi, più importanti, come sappiamo. C’è più attenzione su ogni dettaglio. Cerchiamo di preparare ogni partita come se fosse la più importante, poi vediamo. Sto cercando di controllare tutto quello che possiamo controllare, e per il resto provo a risolvere il problema.”
Ovviamente è un giocatore molto particolare. Che idea ti sei fatto di lui? Hai già affrontato molti giocatori come lui?
JANNIK SINNER: “In passato c’erano alcuni giocatori così. È molto complicato, soprattutto su questa superficie. Ha battuto giocatori incredibili per arrivare fino a questo punto. Lo sapevo dal punto di vista mentale, cercando di capire all’inizio della partita come giocare. Ho avuto delle occasioni nel secondo set, ma non sono riuscito a sfruttarle. Nel terzo set ho avuto la sensazione che entrambi abbiamo iniziato a giocare meglio. Quindi sono molto contento di come ho gestito queste situazioni, perché qui a volte puoi davvero trovarti in grossi guai. Sono contento di come l’ho gestita. Tutto considerato, posso essere orgoglioso.”
Si parla molto dell’ondata di caldo prevista per la prossima settimana. Giocando di sera, non sarà un problema per te o per gli altri giocatori?
JANNIK SINNER: “Sembra che tu conosca il programma meglio di me. Non so quando mi metteranno in campo. Ma per me va bene in ogni caso. Sento di essere ben preparato. Abbiamo fatto una buona preparazione. Qualunque cosa sia successa in passato, ormai è già alle spalle. Adesso vediamo se abbiamo trovato una soluzione. Se no, continuiamo a lavorare per la prossima volta. In ogni caso, in un quarto di finale Slam le sensazioni sono diverse. C’è sicuramente più tensione. Allo stesso tempo, sono molto felice di dove mi trovo in questo momento. Poi vediamo come va. Vediamo.”
Si dice che ogni giorno sia una scuola. Oggi hai dovuto affrontare molto gioco di volo. Può essere stato un buon allenamento in vista del futuro? Spesso molte tue partite sono basate sulla potenza, mentre questa è stata una partita diversa.
JANNIK SINNER: “Sì, voglio dire, diversa… È un giocatore che non avevo mai affrontato, quindi ho cercato di essere il più aggressivo possibile. Ho anche cercato di andare un po’ più spesso a rete. Ieri, in allenamento, abbiamo provato ad avanzare un po’, cercando di capire come mi sentissi lì. Tutto considerato, era importante capire all’inizio come giocasse. Naturalmente ho cercato di imparare prima, curando i dettagli. Allo stesso tempo, quando poi giochi, la sensazione è diversa. Ho avuto la sensazione che il suo rovescio fosse davvero molto forte. Ho cercato di spostarlo un po’ di più sul lato del diritto. È un giocatore molto talentuoso. Anche a rete si vedeva che aveva ottime qualità. Forse ho iniziato il tie-break del secondo set un po’ meglio di lui, e ho sentito che quello era un momento davvero importante. Se si va sull’uno pari nei set, forse oggi non finisci la partita. Quindi ho cercato di chiuderla. Però sì, oggi sensazioni migliori in campo, che è la cosa più importante. Adesso vediamo cosa arriva nel prossimo turno.”
Voglio chiederti del secondo set, perché è stato piuttosto equilibrato, punto a punto. Il tetto era chiuso e tu hai vinto il tie-break abbastanza facilmente. Puoi parlare un po’ di quel secondo set e del perché sei riuscito a dominare nel tie-break?
JANNIK SINNER: “Penso che nei tie-break sia davvero importante cercare di partire molto bene. Lui ha fatto un paio di errori. Quando vai sul 3-0 e poi servi, è un po’ più facile giocare. Però è stato un set molto equilibrato. Ho avuto le mie occasioni sul 4-3, con un paio di palle break, ma non sono riuscito a sfruttarle. Poi hanno chiuso il tetto. Ho avuto la sensazione che entrambi abbiamo iniziato a giocare meglio quando il tetto è stato chiuso. Tutto qui. Però è stato un set molto equilibrato. Ho sentito che oggi ho servito bene a tratti, soprattutto nei momenti importanti. Questo mi ha aiutato anche a essere un po’ più libero nei game in risposta. Penso che oggi questa sia stata la chiave.”
