[2] A.Zverev b. [6] T.Fritz 6-4 6-4 6-2
Alexander Zverev at his best. 💥 pic.twitter.com/KU7fcOtHiJ
— Wimbledon (@Wimbledon) July 8, 2026
Zverev spezza due sortilegi in un colpo solo, quello inerente all’avversario e l’altro che riguarda la location da sempre risultata ostica. La sostanza è che Sascha si prende la semifinale annientando Taylor Fritz in tre set, sovvertendo un pronostico che lasciava presagire una battaglia sicuramente più duratura rispetto alle quasi due ore di gioco trascorse sul Campo 1 dell’All England Club. Il tedesco domina 6-4 6-4 6-2 interrompendo la striscia negativa di sette incontri contro l’americano.
Una partita ordinata quella del tedesco, tracimante al servizio e chirurgico nell’approfittare, invece, di una giornata disastrosa da parte di Fritz, condizionata dalla moltitudine di errori di rovescio e dalla tenuta fisica soggetta ai dolori al ginocchio destro. Prima dell’edizione corrente di Wimbledon, Zverev si era spinto non oltre gli ottavi, mentre il traguardo del penultimo atto dà una rinverdita all’almanacco del tennis teutonico su erba: l’ultimo a riuscirci era stato Tommy Haas nel 2009. L’avversario in semifinale sarà Arthur Fery, vittorioso 3-0 su Flavio Cobolli. Sullo sfondo, un passo importante anche in termini di ranking. In caso di accesso alla finalissima, infatti, supererebbe Carlos Alcaraz e si siederebbe al n.2 del mondo, con conseguenze evidentissime per i tabelloni dei Masters 1000 americani.
Primo set: Fritz risponde, ma il servizio premia Zverev
Tutto liscio il primo turno di servizio di Fritz, con l’americano a stampare un poderoso ace di seconda, lasciando Zverev a 15. Sembrava fargli eco anche il tedesco, ma sopra 30-0 incappa in una spirale di errori, un dritto e due rovesci fuori misura, che lo portano al pronti via a difendere una palla break. Lo fa benissimo, riscattandosi con il suo colpo migliore. C’è spazio anche per il primo doppio fallo, ma arrivano tre servizi bomba e Sascha si salva. La sbadataggine sembra contagiosa, primo doppio fallo anche per il californiano che è costretto a fronteggiare, a sua volta, due palle break. Ok la prima, ma sulla seconda viene brekkato al termine di uno scambio lungo e una palla corta rivedibile.
Zverev legittima il break senza problemi in un avvio di match contraddistinto dalle tante imprecisioni per entrambi i giocatori. Dopo un inizio turbolento, i servizi la fanno da padrone e si arriva al 5-3 Sascha con il tedesco a sciorinare un portentoso 85% di prime al servizio, con 5 ace e 2 doppi falli. Fritz serve per rimanere nel set e lo fa in modo impeccabile, sperando che la mano del vincitore del Roland Garros faccia cilecca nel momento clou. Il sesto ace del teutonico non sembra accogliere la richiesta del californiano, ma un errore di valutazione e due errori causati da un’ottima difesa di Taylor concedono a quest’ultimo due palle per portare il set a oltranza. Il servizio per Sascha è una vera ancora di salvezza. Arrivano 4 punti in cui fa tutto con il primo colpo e ribalta da un pericolosissimo 5-5 a un 6-4 da mettere in cascina.
Secondo set: il ginocchio non aiuta Fritz, 2-0 Zverev
Fritz approccia al secondo set portandosi dietro più di un’incertezza e gli albori del nuovo parziale rischiano di riservagli un’altra sgradita sorpresa. Sul 30-30 sale in cattedra Zverev che, sulla diagonale, si coordina alla grande e spara un vincente di dritto che lo porta subito a palla break. Come il collega, l’americano si appella al servizio e ne viene fuori. Sascha apre, neanche a dirlo, con un ace per la sesta volta consecutiva e difende il proprio turno di battuta a 15. Qualche consulto con il proprio angolo c’era già stato, ma alla fine del terzo game il californiano richiede un medical timeout per farsi trattare il ginocchio che ha tanto tenuto banco negli ultimi tempi.
Fritz prova a sorvolare sulle possibili, e comprensibili, incognite della propria tenuta fisica e, nonostante abbia già raggiunto in 6 game il numero dei gratuiti di tutto il primo set, regge botta. Si continua on serve anche se sul Campo 1 la sensazione è che sia Zverev a essere leggermente in vantaggio nei pochi scambi che si protraggono. Il sentore diviene certezza e l’occasione non tarda ad arrivare. Nell’arco del nono gioco, il nativo di Amburgo, sotto 30-15, aumenta la cilindrata del suo motore e insistendo con due dritti si guadagna una palla break che ha il retrogusto del set point. Arriva una risposta profondissima che scombussola i piani dell’americano che con il rovescio non trova più il campo. E’ la zampata decisiva con una prima vincente che chiude ancora 6-4 e vola 2-0.
Terzo set: Zverev domina e si prende la semifinale
Taylor è chiamato a scalare l’Everest e prova a rimettersi in carreggiata stampando al pronti via due ace di fila che lo aiutano a partire bene nel proprio turno di battuta. Curiosamente rispetto al curriculum, l’americano non riesce ad impensierire in risposta. Anzi, balla ancora il turno in battuta dove si va ai vantaggi e Zverev è sempre più padrone del campo. Il tedesco sente il momento, si procaccia un’altra palla break e Fritz continua a pagare dazio con una delle giornata più disastrose per il suo rovescio. Il n.2 del seeding tiene immacolato il turno di servizio e spacca il parziale 3-1.
Fritz è sull’orlo del baratro. Il primo colpo non basta per tenersi a galla e la capitolazione definitiva è dietro l’angolo. La palla break targata Germania si palese ancora sul Campo 1, l’americano prova un servizio ad uscire, ma non c’è soluzione odierna che tenga: Sascha si prende il doppio break con una risposta in rovescio vincente che vale il 4-1. I buoi sono ampiamente scappati dalla stalla per Taylor, con Zverev che si affretta a chiudere 6-2 in un match vinto inaspettatamente in modo netto.
