Jannik Sinner, Novak Djokovic, atto XII.
Il re di oggi contro il re di ieri, colui che si è ormai spogliato dai panni dell’allievo contro colui che, nonostante i 39 anni, proprio non vuole togliersi quelli di maestro. Saranno loro i protagonisti della semifinale più attesa – e quasi sicuramente la prima alle 14.30 italiane sul Centre Court, visto che rispetto a Zverev e Fery hanno avuto un giorno di riposo in più – in un duello che è ormai un vero e proprio classico moderno.
Dopo aver perso 4 dei primi 5 incontri contro Djokovic Sinner ha cambiato marcia, ha inflitto a Nole una delle sconfitte più dolorose cancellandogli davanti agli occhi tre match point in semifinale di Coppa Davis 2023 e ha trovato il modo di batterlo. Cinque volte di fila per l’esattezza, vincendo anche 10 set consecutivi e dando la continua impressione di non poterci più perdere. Poi però quest’anno è arrivata l’Australia e lì si è ribaltato tutto, con il 24 volte campione Slam capace di battere l’attuale n. 1 del mondo in un’epica maratona al quinto set, proprio come l’ultima partita da cui è reduce.
Nessuno meglio di Djokovic sa cosa vuol dire giocare un 5° set – 50 in carriera per il serbo, nessuno come lui nell’Era Open – parecchi invece hanno un rapporto col 5° migliore di Sinner, che ha vinto soltanto due delle ultime dieci partite terminate al set decisivo in uno Slam e soprattutto deve ancora sfondare il muro delle quattro ore. Alla vigilia di un’altra super sfida, andiamo a ripercorrere le nove precedenti semifinali Major di Sinner, che in Djokovic ha ormai una costante quasi spaventosa: 6 volte su 10 è stato proprio il serbo a contendergli un posto in una finale Slam.
1. Wimbledon 2023 – N. Djokovic b. J. Sinner 6-3 6-4 7-6(4)
Il 2023 è la stagione che lancia definitivamente nello spazio la navicella Sinner: prima semifinale Slam, primo titolo in un Masters 1000, prima ‘vera’ qualificazione alle Finals e prima Coppa Davis. In mezzo a tante gioie c’è qualche incidente di percorso che non può essere definito delusione, per esempio il tre set a zero subito da Djokovic al penultimo atto di Wimbledon quando l’anno prima la stessa partita si era conclusa al quinto. Quando Sinner disse che si era sentito più vicino al serbo in questa partita rispetto a quella apparentemente più lottata del 2022 molti avevano storto il naso. Eppure, come sempre, aveva ragione lui.
2. Australian Open 2024 – J. Sinner b. N. Djokovic 6-1 6-2 6-7(6) 6-3
Dopo averlo già battuto nel Round Robin delle ATP Finals, averci poi perso in finale e essersi preso un’altra cinematografica rivincita in Coppa Davis, Sinner si ritrova davanti Djokovic in uno Slam. Non uno qualunque, ma lo Slam di Nole, quello vinto 10 volte e in cui si presenta con un record di 20-0 tra semifinali e finali. Alla vigilia sembra un’impresa titanica, ma complice anche una condizione fisica non ottimale del serbo, Jannik lo soffoca dall’inizio alla fine e si prende di forza la prima finale Slam della carriera, regalando poi all’Italia un nuovo titolo Slam che mancava da quasi 48 anni. È una vittoria che, unita a quella rocambolesca di Malaga di un paio di mesi prima, sembra segnare il definitivo passaggio di consegne.
3. Roland Garros 2024 – C. Alcaraz b. J. Sinner 2-6 6-3 3-6 6-4 6-3
Nello Slam che nella storia ha regalato più sorrisi all’Italia del tennis Sinner e Alcaraz tornano a sfidarsi a questo livello per la prima volta da quell’epico quarto di finale newyorkese del 2022, vinto dallo spagnolo in cinque ore e un quarto di tennis elevato a poesia. Jannik vuole riportare la bandiera tricolore in finale a Parigi per la prima volta dal leggendario ’76 di Adriano Panatta, ma nell’incontro forse meno spettacolare della dinastia Sincaraz finisce imbrigliato nella ragnatela di Carlitos, che gli recupera due volte un set e lo ferma a un passo dalla finale. È una sconfitta dolorosa, ma che lascerà tanti insegnamenti.
4. US Open 2024 – J. Sinner b. J. Draper 7-5 7-6(3) 6-2
Sinner-Draper a New York è la semifinale degli amici, nello Slam che Jannik gioca con ancora più occhi addosso del solito perché è il primo in cui il mondo è a conoscenza della sua contaminazione involontaria da Clostebol, avvenuta nel marzo dello stesso anno. Alla vigilia di quel torneo, Sinner dichiarò di aver capito in quel periodo chi fossero davvero i suoi amici nel tour e chi no. Draper rientrava nella ristrettissima cerchia dei protetti, ma in campo non si fanno sconti: tre set a zero, seppur lottati, e secondo titolo Slam prenotato.
5. Australian Open 2025 – J. Sinner b. B. Shelton 7-6(2) 6-2 6-2
Ancora cemento, ancora un mancino e ancora tre set a zero: Sinner contro Shelton non può proprio perdere – a meno che Jannik non arrivi a quella partita quasi senza energie come accaduto nel loro primo confronto diretto. Tolto un primo set lottato, secondo e terzo hanno poco da raccontare se non un’altra finale Slam per l’italiano e un imminente terzo Major da mettere in bacheca.
6. Roland Garros 2025 – J. Sinner b. N. Djokovic 6-4 7-5 7-6(3)
Il percorso di Sinner a Parigi è più che netto, con avversari che esultano quando riescono a conquistare un game e solo due set su quindici in cui l’azzurro perde più di quattro giochi. Contro Djokovic Jannik continua ciò che aveva iniziato, porta avanti il progetto asfalta tutto ciò che ti capita davanti con un po’ di fatica, ma anche contro il GOAT non perde set. Due set point salvati nel terzo, un gioco visibilmente più da terra rispetto all’anno precedente e biglietto prenotato per un sogno chiamato Grande Slam… il finale, nostro malgrado, lo conosciamo tutti.
7. Wimbledon 2025 – J. Sinner b. N. Djokovic 6-3 6-3 6-4
Sinner e Djokovic si ritrovano un mese dopo anche a Wimbledon e sempre in semifinale, ma questa volta c’è meno partita rispetto a Parigi. I 38 di Nole, rimasto in campo più di quanto avrebbe dovuto nei turni precedenti e infortunatosi nei quarti contro Cobolli, presentano un conto salatissimo. Il serbo lotta con quello che ha, ma la partita è decisamente impari e più squilibrata di quanto dica il punteggio. Per Jannik è il preludio della redenzione.
8. US Open 2025 – J. Sinner b. F. Auger-Aliassime 6-1 3-6 6-3 6-4
Chiamato a difendere il titolo conquistato l’anno prima e il n. 1 del ranking dall’assalto di Alcaraz, lo US Open 2025 di Sinner non è così dominante come in altre occasioni. Eppure, lasciando un set qua e uno là, Jannik raggiunge comunque la finale, superando in semi una grandissima versione di Auger-Aliassime nel cuore della notte italiana e riuscendo a evitare un quinto set che il canadese avrebbe decisamente meritato. Due giorni più tardi, tuttavia, Alcaraz tornerà campione a New York e si riprenderà il trono del tennis mondiale, abbandonato poi quest’anno dopo la finale di Montecarlo.
9. Australian Open 2026 – N. Djokovic b. J. Sinner 3-6 6-3 4-6 6-4 6-4
Quando ogni parola sembrava ormai scritta e ogni analisi pareva condurre sempre alla stessa conclusione, all’alba dei 39 Novak Djokovic ha ricordato al mondo una volta di più chi è e soprattutto chi è stato. Dopo cinque sconfitte consecutive il serbo è tornato a battere l’azzurro proprio dove si era sentito così vulnerabile. Sul suo campo era difficile replicare l’epicità di Alcaraz-Zverev, conclusasi al 5° con mille ribaltamenti di fronte, ma Nole è riuscito anche in questo: spostare un’altra volta, un po’ più in là, la linea di un traguardo che sembra non arrivare mai. E anche a Wimbledon, contro ogni pronostico e reduce dalle cinque ore contro Auger-Aliassime, il più forte di sempre tenterà un altro sgambetto al più forte di tutti.
