Coco Gauff (tds 7) vs. Karolina Muchova (tds 10)
Per analizzare la semifinale della parte alta di tabellone tra Coco Gauff e Karolina Muchova, comincerei dai numeri più sbilanciati e soprendenti. Mi riferisco agli scontri diretti: Gauff ha vinto 6 volte su 7 contro Muchova. Il loro primo match risale al 2023 e da allora i primi sei confronti sono tutti stati sul cemento, sempre con successo di Coco, con un parziale inequivocabile: 12 set a 1. L’ultimo match, però, risale a Stoccarda 2026 (terra indoor) ed è stato vinto da Muchova (6-3 5-7 6-3). A proposito degli scontri diretti, in conferenza stampa Karolina ha detto: “Sono contenta che sull’erba partiamo da zero a zero”, perchè per una parte di carriera per lei Gauff è stata letteralmente tabù. Considerando il successo sulla terra tedesca e il cambio di superficie, lo scenario diventa più aperto.
Che tipo di giocatrici si confrontano? Se analizziamo la lunghezza media dei loro scambi (ho spiegato qui più in dettaglio cosa significa), per ricavare il loro indice di aggressività i dati dicono: Muchova 4,0 Gauff 4,2. (le giocatrici in assoluto più offensive hanno in questo momento 3,1 come dato). Sono valori che identificano giocatrici con un livello di aggressività medio (Muchova), e medio-basso (Gauff).
Anche se questi valori le inseriscono in una fascia piuttosto simile, il loro modo di giocare non ha molte affinità. Muchova fa leva sulla qualità e la varietà del servizio per comandare lo scambio in modo costante nei turni di battuta. E se il suo primo colpo funziona, è davvero molto complicato farle il break. Basti dire che in tutto il torneo ha subito soltanto cinque break (su cinque match disputati in totale). Un risultato che dipende anche dalla qualità della sua seconda palla, particolarmente ricca di soluzioni.
Definire invece il colpo di inizio gioco di Gauff è più complicato; dispone di una prima tra le più potenti in assoluto del circuito, e questo le permette di raccogliere anche un discreto numero di ace; ma, specie nelle giornate-no, ha nella seconda di servizio un colpo che può trasformarsi in una zavorra difficile da gestire (sotto forma di doppi falli). Sotto questo aspetto i numeri del torneo in corso restituiscono chiaramente la differenza di rendimento: Karolina ha totalizzato 36 ace e 8 doppi falli. Coco 25 ace e ben 29 doppi falli.
Se consideriamo i colpi al rimbalzo ci troviamo di fronte a due giocatrici opposte: Muchova ha nel dritto il colpo più incisivo e sicuro, mentre il rovescio (bimane) è un po’ la sua cartina di tornasole: quando è in forma è un colpo abbastanza efficace, mentre quando è meno in condizione (o anche quando il match si allunga e la stanchezza comincia ad affiorare) allora può procurarle qualche errore di troppo. Karolina però può anche fare ricorso allo slice a una mano, che ha forzatamente molto allenato lo scorso anno, quando a causa di problemi al polso sinistro ha giocato un tratto di stagione solo con lo slice, per evitare di sollecitare l’articolazione.
Discorso opposto per Gauff: il suo colpo forte al rimbalzo è il rovescio (probabilmente uno dei migliori del circuito), mentre il dritto le può procurare problemi anche seri.
Le partite precedenti di questo Wimbledon hanno suggerito scenari piuttosto differenti: mi sembra probabile che per Muchova la vittoria debba passare da una grande solidità nei suoi game di servizio, con il tentativo di ottenere break variando il ritmo attraverso gli slice e le discese a rete; ma attenzione anche alle risposte aggressive di dritto.
Per Gauff, invece, qualsiasi svolgimento è possibile; e non lo dico per esagerare. In questa edizione di Wimbledon è stata nell’arco della stessa partita Dottor Jekyll e Mister Hyde: ha offerto porzioni di match (spesso l’inizio) insufficienti. Però poi è stata anche capace di cambiare marcia; diventare più offensiva, variare le soluzioni di gioco, ridurre gli errori di dritto e in questo modo fare sua la partita.
E attenzione che a rete ci sa fare anche Coco, anche se non è stilisticamente elegante come Karolina. Infine sappiamo che sul piano fisico, se il match dovesse allungarsi, quasi sicuramente arriverebbe più fresca alle battute finali. Del resto sul piano atletico è difficile trovare nel circuito attuale giocatrici che possano risultare alla sua altezza.
Linda Noskova (tds 9) vs Marta Kostyuk (tds 12)
La seconda semifinale di giornata vede protagoniste due giocatrici nel miglior momento della loro carriera: entrambe nelle ultime settimane hanno raggiunto il loro best ranking e stanno vivendo una parte di stagione estremamente positiva. Marta Kostyuk da aprile a oggi ha vinto 22 partite perdendone una sola (la semifinale del Roland Garros contro Andreeva). Significa anche che nel giro di qualche settimana ha conquistato due semifinali Slam: la prima sulla terra parigina, la seconda sui prati inglesi.
D’altra parte Linda Noskova recentemente ha vinto il WTA 500 di Berlino sull’erba ed è entrata per la prima volta in Top 10. In questo Wimbledon, per approdare in semifinale probabilmente ha avuto un cammino leggermente più difficile di Kostyuk visto che ha dovuto sconfiggere, oltre a Mertens nei quarti, anche Keys e Cirstea.
Se ripartiamo dal dato della classifica di aggressività, troviamo due valori piuttosto differenti: Noskova 3,2 mentre Kostyuk è a 4,0. Sulla carta, questi numeri suggerirebbero che Linda dovrebbe comandare molto più spesso lo scambio. Ma in realtà Marta è talmente in fiducia che potrebbe anche decidere di aumentare il proprio livello di aggressività per mettere Noskova nella scomoda posizione di difendere più di quanto non sia abituata a fare di solito nei suoi match.
I numeri del torneo ci dicono che il servizio di Noskova procura più vincenti: in 5 match ha messo a segno 32 ace e 20 doppi falli. Kostyuk è a 18 ace e 20 doppi falli. D’altra parte Kostyuk in questo Wimbledon ha risposto più solidamente (77% in campo contro 70%), in parte riequilibrando lo scarto fra i due colpi di inizio gioco.
Da fondo entrambe spingono di più con il dritto; nel corso di questo torneo Noskova ha ottenuto 59 vincenti con il dritto e 33 con il rovescio. Kostyuk 67 con il dritto e 27 con il rovescio. Tuttavia non si può dire che abbiano un rovescio debole; bisogna anche ricordare che nel tennis contemporaneo quasi tutti i tennisti producono più vincenti di dritto. Forse una piccola differenza la si può trovare nel modo di variare e verticalizzare il gioco: direi che Noskova usa più spesso la smorzata per sparigliare lo scambio, mentre Kostyuk preferisce le discese a rete.
Noskova rientra nella categoria delle cosiddette “hard hitters“; ma se c’è una qualità che Kostyuk ha sempre mostrato, anche quando era in posizioni di classifica meno prestigiose, è proprio la capacità di assorbire la potenza avversaria senza venire travolta. Per esempio ha sempre dato molto filo da torcere a Sabalenka.
Chiudiamo con il dato degli scontri diretti, prealtro ai minimi termini: un solo match, disputato sulla terra di Madrid 2026 con successo di Kostyuk per 7-6(1) 6-0. Ricordo che Marta avrebbe poi vinto quel torneo (in finale su Andreeva). Ma in questo caso la superficie potrebbe essere stata un fattore determinante. Lo ricordo perchè, ancora nella intervista dopo il successo con Paolini nei quarti, Kostyuk ha confermato di ritenere la terra la sua superficie d’elezione. Noskova invece, per il momento ha mostrato il suo miglior tennis su superfici più veloci. Anche per questo il confronto sull’erba si annuncia particolarmente interessante.
