Osaka sorprende: “A Wimbledon sono arrivata ai quarti, ma ero delusa”

"Non ho mai voluto essere famosa", spiega la giapponese, "aver permesso a mia madre di smettere di lavorare mi sembrava il massimo"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Naomi Osaka - Wimbledon 2026 (foto X @wimbledon)

Naomi Osaka è un volto importante del tennis femminile. Nonostante negli ultimi anni i risultati non sempre abbiano sorriso, la qualità della giapponese non è in discussione. Tanto dentro quanto fuori dal campo, tra abiti iconici e l’aver messo il suo Paese in maniera prepotente sulla mappa del tennis. Per quanto lei non sia esattamente contenta di questa situazione: “Non ho mai desiderato diventare famosa. Non mi sono mai considerata tale e quindi ho continuato a fare le stesse cose“.

“Quando ho vinto a Indian Wells, ho pensato che la vita non potesse diventare più folle che in quel modo“, ha raccontato Osaka durante il WTA 500 di Washington, “perché mia madre lavorava sempre e la vedevo raramente, e grazie a quella vittoria è riuscita ad andare in pensione. Mi sembrava che quello fosse il massimo. Poi è arrivato lo US Open con il primo titolo Slam e tutto quello che è successo dopo“. Una storia di rivalsa quella di Naomi, con la quale oggi si parla quasi più di moda che di tennis.

Osaka tra tennis e moda

Se i risultati tennistici non sempre sono all’altezza di una ex n.1 al mondo, Osaka in qualche modo riesce comunque a guadagnarsi le prime pagine. Scendendo in campo con outfit a volte difficili anche da descrivere: “Indossare questi abiti mi ha in un certo senso costretta a parlare molto di più, soprattutto di argomenti di cui non sono necessariamente un’esperta. Essendo una tennista, probabilmente potrei stare seduta davanti a questo microfono e parlare di tennis per tantissimo tempo. Espandere i miei orizzonti e dedicarmi alla moda mi ha portato a parlare con persone che non avevo mai incontrato. Anche perché mi piace affidarmi a piccoli stilisti indipendenti“.

Esigente al massimo

Osaka si è sempre caratterizzata per richiedere il massimo da sé stessa. Lo dimostra l’amarezza per aver perso a Wimbledon…ai quarti, dove non era mai arrivata in carriera: “Per un paio di giorni sono stata davvero delusa da me stessa. Forse è solo il mio modo di pensare, perché sono molto esigente. Arrivare così lontano a Wimbledon, è qualcosa di cui essere felici, ma sentivo davvero che fosse il mio momento di fare qualcosa di ancora più grande…ma la vita va avanti, ora sono qui. È la superficie su cui ottengo i risultati migliori, quindi non posso che essere ottimista e sperare di giocare bene“. Sul cemento Osaka ha vinto i suoi quattro Slam, l’ultimo più di cinque anni fa in Australia. Ma ancora sogna di poter vincere l’ultimo. Alla fine, è la mentalità a fare la differenza.

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