Il sistema di punteggio del tennis affonda le sue radici nella Francia Medievale, ove, per la prima volta, si sentì parlare di una forma embrionale di score del nobile sport, che nei secoli successi trovò poi una soluzione definitiva, con le regole che conosciamo oggi a menadito.
Nelle ultime ore, sono diventate viralissime le dichiarazioni di Novak Djokovic, rilasciate in una rapidissima intervista all’influencer Nick Knows Ball, al quale ha confessato: “Dobbiamo cambiare il sistema di punteggio nel tennis. “I set dovrebbero essere giocati al meglio dei quattro game e non più dei sei. Inoltre eliminerei il vantaggio sul 40-40. Credo che sarebbe meglio per tutti se la durata delle partite rimanesse intorno alle due ore“.
Una proposta rivoluzionaria – per la verità già utilizzata nel formato Next-Gen -, che ha smosso rapidamente il l’ecosistema social. Quella del serbo vuole essere un’idea che va incontro alla spettacolarizzazione della disciplina o alle proprie esigenze? Il campionissimo di Belgrado, alla veneranda età di 39 anni, è ancora saldo in Top10, ma competere con con chi ha la metà dei suoi anni è divenuto piuttosto complesso, e abbreviare la durata degli incontri potrebbe essere la soluzione definitiva per rendere più longeva la sua carriera, e tentare di lottare ad armi pari con i giovani rivali in questa sua “volata finale”.
