A. Mannarino b. [6] F. Cobolli 6-1 4-6 6-3
Arriva un altro brutto passo falso all’esordio per Flavio Cobolli, sconfitto per mano di Adrian Mannarino al secondo turno del Rolex Shanghai Masters con il punteggio di 6-1 4-6 6-3.
Il primo set è una dura lezione per l’azzurro, anche se il punteggio è sicuramente più severo di quanto il campo non suggerisca, dato che il numero 7 del mondo ha palla break in ogni turno di servizio del francese. Il 38enne di Soisy-sous-Montmorency, però, è assai più cinico e capitalizza ogni occasione cha passa dalla sua racchetta. Cobolli è in confusione – come testimonia un improvviso servizio da sotto nel gioco che conclude il primo parziale -, ma nella seconda frazione si ritrova e alimenta i sogni di rimonta. Tuttavia, nel terzo set il diritto di Flavio si rifà ballerino – il romano termina con 21 errori con il suo colpo migliore, la metà di quelli commessi – e sul 4-3 cede un turno di battuta fondamentale. Per la sesta forza del seeding arriva la 12esima sconfitta stagionale contro un avversario fuori dalla top 50.
Mannarino torna, così, a battere un top 10 a più di un anno di distanza dalla vittoria su Ben Shelton allo US Open – il quale, però, si è ritirato per un problema alla spalla. Per il transalpino si tratta del 12esimo successo su un giocatore tra i migliori 10 del mondo e sfiderà al terzo turno uno tra Karen Khachanov e Arthur Fery.
Dopo Pechino, Cobolli stecca ancora al debutto e spreca punti preziosi per rimpinguare il proprio tesoretto. L’azzurro è quinto nella Race e, vista l’assenza di Jannik Sinner fino al 2027, deve monitorare il proprio vantaggio sulla decima posizione, attualmente occupata da Alex de Minaur, che insegue a 810 lunghezze – 3540 punti a 2730.
Primo set: Mannarino capitalizza le occasioni, Cobolli no
Il primo set di Mannarino è autoritario e cinico. Smista bene da fondocampo e si appoggia sui colpi di Cobolli, che non riesce a cambiare passo. Già nel gioco che inaugura la sfida si palesano difficoltà per l’azzurro, che si complica la vita con un doppio fallo e si auto condanna ai vantaggi. Ne esce indenne, ma questo rimane l’unico turno di servizio salvato da Flavio. Eppure il numero 7 del mondo è il primo a rendersi pericoloso in risposta, con una palla break non capitalizzata sull’1-0. Invece è proprio il francese a rompere gli indugi nel terzo game. Cobolli è impreciso con i colpi al volo, nello specifico una volée e uno smash, e regala due occasioni all’avversario. Se sulla prima rimedia con un ace, sulla seconda è Mannarino a recriminare con un errore di diritto in avanzamento. Tuttavia, il romano infila errori e ingenuità e deve cedere la battuta.
L’italiano reagisce e si procura la possibilità del controbreak immediato, ma deve fare i conti con un serve and volley vincente del numero 83 ATP. Arriva allora un crollo verticale per la sesta forza del seeding. Portatosi 40-15, perde ancora il servizio, falloso come non mai. Nonostante anche nel sesto gioco Cobolli abbia altre due opportunità in risposta, dimostrandosi attaccato a un primo set sciagurato, Mannarino si salva ancora, prima di chiudere per 6-1, con il terzo break e un doppio fallo dell’azzurro a sigillare il parziale.
Secondo set: Cobolli si scuote e pareggia i conti
A Cobolli serve una svolta per scuotersi. E quella scossa è il diritto che gli consegna il break nel primo gioco, alla quinta possibilità del match. Mannarino, però, non si lascia irretire dalla reazione del rivale e centra il controbreak. Benché il risultato torni in parità, qualcosa nella testa e nell’azione tennistica di Flavio sta cambiando. A dimostrazione di ciò, l’azzurro si riporta avanti di un break grazie a un’accelerazione di diritto. E stavolta piazza l’allungo del 3-1, annullando una chance di 2-2 con un contropiede vincente. Dopo i tre break nei primi tre game, il set procede a cadenza regolare, scandito da turni di battuta rapidi. Alla fine Cobolli riesce a pareggiare i conti nel computo dei parziali e rimanda i verdetti alla terza frazione.
Terzo set: Mannarino doma Cobolli e vola al terzo turno
L’incontro rischia di finire in volata. Almeno questa è la sensazione in avvio di terzo set. I turni di battuta continuano a filare via lisci, senza insidie particolari per chi serve. Mannarino è costretto ai vantaggi nel terzo game, ma Cobolli manca l’appuntamento con la palla break. Spiragli, invece, si aprono per il 38enne transalpino sul 3-2, quando si arrampica 0-30. Flavio ribalta il gioco, con la complicità del rivale, ma sbanda con il diritto ed è a sua volta spinto ai vantaggi. Con il quarto errore dal lato destro, la testa di serie numero 6 concede la prima palla break del set. Adrian risponde ancora bene, ma stavolta il diritto dell’azzurro detta legge, con un’accelerazione incrociata che disarma la difesa del francese.
Sul 3-3 l’occasione è per Cobolli. Il francese non concretizza due palle game e, con uno smash in rete tutt’altro che infattibile, concede il break point e scaglia la racchetta. Tuttavia, Mannarino si salva di gran carriera, con un ace a uscire. Il classe 2002 nato a Firenze cede a sua volta al nervosismo e si lamenta con il giudice di sedia della presunta lentezza del suo avversario tra un punto e l’altro. L’italiano prova a non perdere il focus, anche quando si ritrova 15-30 – e con una smorzata che bacia il nastro si rimette in parità. Dall’altro lato della rete, però, il francese comprende che è il momento decisivo. Il diritto di Flavio torna non collaborare e, dopo aver cancellato una palla break con una prima vincente, perde il servizio alla seconda occasione e spedisce Mannarino a servire per il match.
Il veterano transalpino accusa la tensione proprio quando deve chiudere e per Cobolli ci sono due preziose opportunità di rifarsi sotto. Altrettanti grandi scambi, che si prolungano e terminano entrambi con il romano sdraiato per terra, sono da semaforo verde per il numero 83 del mondo, il quale chiude al secondo match point.
