ATP Montreal, analisi Jodar-Fils: in risposta Rafa si dimostra sempre più una bestia da cemento

Forse non la miglior versione di Jodar, ma la soldità tecnica e mentale dello spagnolo e la sua attitudine al gioco sul cemento fanno la differenza

Di Federico Bertelli
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Rafael Jodar - Montreal 2026 (Foto X @ATPTour_ES)

Continua l’ascesa del nuovo pretendente al trono del regno del cemento outdoor: il suo nome è Rafa Jodar. Sinner è avvisato. Al netto delle estemporanee fiammate di Alcaraz, nessuno negli ultimi due anni si era proposto con tanta decisione su questa superficie. Magari non sarà quest’anno quello buono, ma il castigliano si sta guadagnando senz’altro i galloni dello sfidante. Viste queste premesse abbiamo allora ritenuto utile andare a scavare un po’ più a fondo nel gioco di Jodar, approfittando del fatto che contro Fils questo è stato già il terzo incontro nel giro di neanche quattro mesi.

Analisi di Jodar-Fils (Montreal)

Per iniziare ricordiamo che molti dei dati riportati sono derivati dalla piattaforma courtside, sviluppata da TennisViz su dati Tennis Data Innovation (TDI), la società di ATP che gestisce i dati hawkeye raccolti nei tornei.

Per un dettaglio di queste metriche – che ormai sono presentati normalmente anche da Tennis TV nei riepiloghi di fine set e match – rimandiamo a un post esplicativo e alle spiegazioni ufficiali ATP.

Il primo parziale è un set dai due volti, nel quale Fils parte molto male, ma poi si accende e cambia passo, anche a livello di qualità dei colpi.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Performance rating

Un set che ha avuto un andamento quasi sovrapponibile a quello del folle primo turno del 500 di Washington, dove alla fine a spuntarla è stato ancora una volta Jodar.

Folle incrocio perché è facile dubitare che in qualsiasi altro torneo questi due potranno mai tornare a sfidarsi al primo turno negli anni a venire, vista la qualità che riescono a esprimere. Quarti di finale di un 1000 è invece un momento del torneo molto più consono.

Da un punto di vista tattico la chiave di questo primo parziale è la maggior aggressività di Jodar. Fils, nonostante la fiammata da metà set, è comunque per lo più sulla difensiva, con lo spagnolo che quando riesce a far partire lo scambio spinge spesso e volentieri indietro il suo avversario, che deve remare da fondocampo all’altezza della scritta Montreal.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – In attack distribution

Discorso a parte merita invece il tie-break, nel quale è il minibreak a scavare il solco decisivo sia nel punteggio che nella testa di Fils.

Non essere riuscito a concretizzare il vantaggio creato in quello scambio ha poi portato fuori giri il francese, che nel resto del tie-break ha sparacchiato col dritto, di fatto precludendosi la possibilità di rientrare in partita. Fils, dopo aver subito quel punto da highlight, ha cercato di essere ancor più aggressivo per non esporsi ai contrattacchi dello spagnolo. Ma ha finito per andare regolarmente fuori misura.

Secondo set che invece ha sostanzialmente poco da dire, se non che la tendenza a prendere il controllo dello scambio di Jodar si esaspera, con Fils che getta tutto quello che ha nel tentativo di tenere testa, ma finisce per fondere il motore a furia di difesa disperate.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – In attack distribution

Jodar-Fils, i precedenti

Il vantaggio di coprire questo match è che possiamo vedere contro un avversario di qualità come Fils (che difatti a Barcellona lo ha battuto, finendo poi per vincere il titolo) come cambino alcune dinamiche del gioco di Jodar. Gioco che verrà ben presto – se non lo è già stato fatto – passato al microscopio un po’ da tutti, giocatori e addetti ai lavori, vista l’ascesa furibonda del cyborg di Madrid.

Alcuni dati in particolare meritano attenzione.

Top spin generato con il dritto

Questa metrica, nella quale di solito Fils eccelle, dato che il francese normalmente abbina alle rotazioni da specialista del rosso anche grande potenza, è utile per capire come il francese si sia approcciato all’avversario e alle diverse superfici.

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Top spin rpm

Cosa ci dicono questi numeri?

  1. Il cambio di superficie influisce rispetto alla meccanica di come lo spagnolo colpisce dal lato del dritto, ma solo fino a un certo punto. A Barcellona e Montreal Jodar è stato esattamente sulle sue medie annuali. Solo a Washington ha giocato un po’ più piatto, il che ci porterebbe a pensare che per Rafa il modo di interpretare il tennis nella conduzione del dritto da fondo rimane pressoché invariato.
  2. Fils, invece, quando gioca sul cemento sembra propenso a scambiare velocità per pesantezza di top spin, cercando di premere sull’acceleratore ove possibile. Il problema per il francese è che sul cemento Jodar sembra trovarsi tremendamente a suo agio (cosa che in effetti ci si chiedeva durante lo swing europeo sul rosso) e l’aggressività che già aveva messo in mostra sul mattone tritato del vecchio continente è andata aumentando. Mentre per Fils il passaggio dal rosso al cemento ha comportato il perdere quel vantaggio sulla pesantezza di palla, che lo aveva portato a essere uno dei tennisti di primissima fascia sul rosso.

Ma questa aggressività di Jodar, testimoniata anche dalla percentuale di punti giocati in attacco, trova spiegazione anche in un altro fattore: la straordinaria capacità di anticipare in risposta.

Posizione in risposta

Sebbene il primo precedente fosse su una superficie ben diversa, la lenta terra catalana dell’ATP 500 di Barcellona, è utile mettere a confronto come i due giocatori abbiano interpretato il match in quella sede e come invece si sono sistemati in campo all’atto di rispondere sul cemento nord americano.

Posizione in risposta di Rafael Jodar

Fonte: Analysis by TennisViz; Data provided by Tennis Data Innovations – Return contact point

Qua sì invece che si vede come fra il rosso e il cemento cambino le cose. Rafa sul rosso, complici i kick da gestire e i rimbalzi più irregolari, aveva tenuto un atteggiamento (relativamente) più prudente. Ma sul cemento sta facendo saltare il jackpot. La sua aggressività ed efficacia in risposta in questo momento non trova paragoni nel circuito: dalla posizione numero 2 in poi ovviamente. E pure Sinner, nell’unico precedente giocato a Madrid, ha dimostrato che tocca stare in guardia contro questo ragazzetto terribile. Rafa, sulla superficie più rapida e regolare a lui ben nota (ricordiamo che nel 2024 era andato a giocare al college presso l’università della Virginia), in risposta dimostra con la massima evidenza di essere insensibile al canto dei teloni di fondo campo.

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