Olimpiadi, scoppia la polemica sul calendario di LA28. Sabalenka:”Doveroso alleggerire la programmazione”

Il torneo a cinque cerchi inizierà tre giorni dopo la finale di Wimbledon: Sabalenka e Rybakina chiedono una revisione delle date

Di Sabrina Giorgi
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Aryna Sabalenka - Roland Garros 2026 (x @rolandgarros)

Il mondo del tennis alza la voce contro il calendario internazionale. Aryna Sabalenka, Elena Rybakina e altri fuoriclasse del circuito hanno aspramente criticato la programmazione delle Olimpiadi di tennis di Los Angeles 2028, definendola “ridicola” a causa della sua estrema e problematica vicinanza alla conclusione di Wimbledon.

La sovrapposizione delle date e il problema del recupero

Il comitato organizzatore di LA28 ha recentemente ufficializzato che l’evento tennistico a cinque cerchi si disputerà dal 19 al 28 luglio 2028. Considerando che la finale maschile dei Championships londinesi è in programma per il 16 luglio, i giocatori impegnati fino all’ultimo atto avranno a disposizione appena tre giorni per affrontare un volo intercontinentale, smaltire il fuso orario e, soprattutto, gestire il drastico adattamento tattico e fisico dall’erba ai campi in cemento. Sebbene l’estate olimpica rappresenti fisiologicamente uno snodo denso di impegni – incastrandosi tra lo Slam britannico e la tournée sul cemento nordamericano – i margini di recupero per Los Angeles risultano nettamente inferiori rispetto ai 13 giorni di pausa concessi per l’edizione di Parigi 2024.

I campioni: “Uno stress eccessivo per il corpo”

Interpellata sulla necessità di un intervento istituzionale sulle date, Aryna Sabalenka non ha usato mezzi termini, sottolineando l’importanza del riposo fisico. “È sicuramente un’ipotesi da prendere in considerazione, perché iniziare le Olimpiadi di tennis tre giorni dopo la finale maschile di Wimbledon è ridicolo. I Giochi sono un evento di proporzioni enormi, un traguardo che si presenta solo una volta ogni quattro anni. Ritengo sia doveroso cercare di alleggerire la programmazione per garantirci almeno una settimana di stacco. Altrimenti si tratta di uno stress insostenibile per il corpo“, ha dichiarato la numero 1 del mondo.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è posta Elena Rybakina: “Sapere che il torneo olimpico inizierà pochi giorni dopo Wimbledon è da pazzi. Tuttavia, le date di quest’anno sono state modificate in corsa, quindi chissà cosa potrà accadere. L’auspicio è che ci sia un cambiamento per il prossimo quadriennio, in modo da garantire condizioni più agevoli a tutti gli atleti.”

Anche Daniil Medvedev, pur non essendo inizialmente a conoscenza del calendario così ristretto, ha ribadito l’urgenza di una modifica strutturale: “Ora che lo so, sarebbe fantastico se si potesse fare qualcosa. Invece di tre giorni, facciamo in modo che siano almeno sei, anche se ammetto che nemmeno sei giorni sono l’ideale. Ma proviamo a ottenere almeno sei o sette giorni di pausa; bisogna assolutamente fare un tentativo.”

A chiosare sulla questione è intervenuta anche Iga Swiatek, che ha evidenziato come questo episodio sia l’ennesima dimostrazione di una gestione che spesso trascura il benessere psicofisico dei tennisti. A tale proposito, si esprime: “In generale, è evidente che il calendario sia folle, ed è un tema che denuncio da anni. All’inizio venivo etichettata da tutti come una piagnucolona, ma ora un numero crescente di colleghi sta prendendo posizione. È dura. Questa situazione si prospetta davvero critica per chi dovrà disputare la finale a Londra e, subito dopo, volare dall’altra parte del mondo per competere sul cemento.”

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