Nel corso della sua carriera, Aryna Sabalenka ha incassato complessivamente oltre 50 milioni di dollari, piazzandosi al secondo posto nella classifica storica dei guadagni della WTA, preceduta unicamente da Serena Williams. Eppure, il percorso della fuoriclasse bielorussa non è sempre stato lastricato di lusso e certezze finanziarie. Al contrario, come svelato dal suo performance coach Jason Stacy in una recente intervista rilasciata a Front Office Sports, la solidità economica di cui il team gode oggi è un traguardo raggiunto solo negli ultimi tempi. Le spese legate all’attività tennistica professionistica sono esorbitanti e, anche quando Sabalenka era già una presenza fissa nella Top 10 mondiale, la realtà quotidiana era ben diversa da quella che si evince oggi sui social. Jason Stacy, entrato nel team nel 2018, e il capo allenatore Anton Dubrov, subentrato nel 2020, hanno vissuto in prima persona le difficoltà di quegli anni.
Le difficoltà economiche e lo stipendio al ribasso
“Pagava per tutti i nostri voli, per tutto il nostro cibo ogni giorno, per i nostri hotel… oltre ai nostri stipendi. Pagava per tutto“, racconta Stacy, ricordando il peso economico che gravava sulle spalle della tennista. “Sono un sacco di soldi, e all’epoca non c’erano accordi di sponsorizzazione. Le entrate provenivano esclusivamente da ciò che vinceva nel circuito. Era tutto lì. Ed era un continuo saliscendi“. Consapevoli di questa pressione, Stacy e Dubrov presero una decisione fondamentale per alleggerire il carico della loro giocatrice. “Prima che lei sfondasse davvero, volevamo farle capire che noi siamo qui per la squadra e per lei, non per noi stessi“, spiega il coach. “Per dimostrarlo, abbiamo strutturato il nostro contratto in modo da avere uno stipendio inferiore, ma con delle percentuali, così da renderlo basato sulle prestazioni“.
Aryna aveva guadagnato quasi 2 milioni di dollari nel 2018, ma gran parte di quegli incassi è stata assorbita dalle spese legate all’attività tennistica. Un problema che pesa anche su altre tenniste, tra cui la finalista del Roland Garros Maja Chwalińska. Recentemente aveva, infatti, condiviso le sue difficoltà nel pagare la camera d’albergo durante il torneo, nonostante avesse appena sfiorato il milione di dollari di guadagni in carriera. Uno scenario che adesso sembra molto lontano per Sabalenka. Con il primato mondiale mantenuto dall’ottobre 2024, la bielorussa ha incassato almeno 8,2 milioni di dollari in premi stagionali ogni anno a partire dal 2023.
Stacy: “Serve fiducia nel processo”
Eppure, il tennis non ammette cali di tensione e la difesa della vetta è una sfida continua, specialmente con margini di punteggio ristretti come quelli che la separano dalla numero 2, Elena Rybakina. Le battute d’arresto sono inevitabili, ma per Stacy il segreto risiede nella costanza. “Abbiamo incastrato molti pezzi del puzzle che hanno funzionato molto, molto bene“, afferma. “Ma quando fai queste cose e ti spingi al limite, ci saranno comunque dei momenti in cui usciamo un po’ dal binario… Ma quando hai fiducia nel processo, ti permette di dire: ‘Sai una cosa? Va bene. Continuerò a lottare perché è la cosa giusta da fare per me‘”.
I brand e la nuova popolarità dello staff
Questa fiducia, poi, ha effettivamente pagato, non solo sul campo ma anche a livello commerciale. Nell’ultimo anno, marchi di lusso e brand internazionali non strettamente legati al tennis (come Emirates, Gucci e Stella Artois) hanno scelto Sabalenka come volto. Questo successo ha innescato un circolo virtuoso che ha coinvolto anche il team. Ne è un esempio l’accordo con il marchio di integratori IM8, di cui la tennista è ambasciatrice globale e azionista, e che offre visibilità allo stesso Stacy. “Le telecamere mi inquadrano spesso mentre parlo. Non sono il capo allenatore, non sono la giocatrice. Ma ci sono aziende interessate a scoprire il dietro le quinte“, sottolinea il coach, dimostrando come il lavoro di supporto stia assumendo un nuovo valore mediatico. Per Jason, che in passato ha affrontato periodi di grande difficoltà vivendo persino per strada da adolescente, questo traguardo ha un sapore speciale. Nonostante oggi il team possa godere dei frutti di tanti sacrifici viaggiando in jet privato, ci sono momenti in cui è doveroso fermarsi a contemplare il cammino percorso. “Ricordo di essermi seduto lì per un attimo, pensando: ‘Ma che cavolo. Guardate dove siamo arrivati. È pazzesco’“», racconta Stacy, commosso.
