Un traguardo finanziario senza precedenti riscrive la storia del tennis mondiale. Giovedì 20 agosto, la USTA (United States Tennis Association) ha ufficializzato il montepremi complessivo per l’edizione 2026 dello US Open e, per la prima volta in assoluto, infrange il muro a nove cifre. Infatti, il prize money si attesta sulla quota record di 108 milioni di dollari. Lo Slam neyworkese si conferma così il più ricco e remunerativo del pianeta, registrando una crescita del 20% rispetto ai $90 milioni stanziati nel 2025. Allargando l’orizzonte temporale, il balzo economico sfiora il 50% rispetto al 2024, con un incremento complessivo pari al 44% nel biennio. Un netto cambio di passo che punta a scongiurare sul nascere i malumori e le tensioni sindacali emerse recentemente tra i tennisti in occasione di altri grandi appuntamenti come il Roland Garros e Wimbledon.
La distribuzione dei premi
L’adeguamento delle cifre coinvolge l’intero tabellone, bilanciando compensi faraonici per i vincitori e un consistente sostegno economico per chi esce nelle fasi preliminari. Nello specifico, i due campioni che solleveranno il trofeo nei singolari maschile e femminile incasseranno un assegno da capogiro pari a 5,5 milioni di dollari, calcolati al lordo delle imposte. La vera notizia, tuttavia, non risiede solo nei premi per i vincitori, bensì nei 140.000 dollari riservati a chi si fermerà all’esordio nel tabellone principale: una cifra record che si traduce in un aumento del 27% rispetto alla passata stagione. Gli organizzatori dello US Open hanno pensato davvero a tutti, prestando grande attenzione anche al montepremi per il tabellone cadetto maschile e femminile. Infatti, la sola presenza al primo turno di qualificazione garantirà 32.000 dollari, segnando un incremento del 16%. Infine, viene confermato il prestigioso assegno da un milione di dollari destinato a ciascuna coppia vincitrice del titolo di doppio maschile, femminile e misto.
Le Parole della Governance USTA
Per suggellare la portata storica dell’iniziativa è intervenuto Craig Tiley, neo Chief Executive Officer della USTA: “Lo US Open continua a rappresentare la migliore opportunità economica per i giocatori. Oltre ad essere la piattaforma più preziosa nel tennis per atleti, tifosi e partner. Siamo orgogliosi di offrire premi da record e vantaggi ampliati per i tennisti, oltre a fornire una nuova piattaforma per collaborare attivamente con loro“.
Il “fondo pensione” dello US Open: stanziati due milioni di dollari
Non è tutto qui: lo US Open, infatti, comunica di aver stanziato due milioni per un nuovo “Playing Supporting Program”, di fatto un fondo “pensione” destinato alla fase di transizione post carriera agonistica dei giocatori. Nell’ambito del montepremi complessivo previsto per il 2026, lo US Open ha destinato una somma iniziale di 2 milioni di dollari – suddivisa equamente tra giocatori e giocatrici – che verrà depositata in un conto di garanzia in attesa di definire i dettagli del programma, avvalendosi della consulenza e del contributo del neonato Consiglio dei giocatori del Grande Slam (Grand Slam Player Council). Concepito per affiancarsi ai fondi pensione di fine carriera già esistenti, questo nuovo programma dello US Open offrirà una serie di benefici legati sia agli eventi della vita durante la carriera agonistica, sia alla transizione verso il ritiro. Il programma si baserà su criteri di idoneità semplici, indipendenti dalle fasce di classifica, rendendo così possibile l’accesso a tutti i partecipanti ai tabelloni principali di singolare e doppio dello US Open. “Gli US Open hanno una lunga tradizione di ascolto dei giocatori; questo programma di supporto e il relativo Consiglio rafforzano tale impegno. Non vediamo l’ora di collaborare direttamente con i giocatori per comprendere meglio le opportunità e le sfide che devono affrontare e per continuare a individuare modi concreti per sostenerli, sia dentro che fuori dal campo”, ha spiegato Brian Vahaly, presidente USTA.
