(7) F. Cobolli b. (18) T. Paul 2-6 6-3 6-4
“Io non mollo mai”, scrive Flavio sulla telecamera a fine match, e in effetti è davvero così. Ancora una volta Cobolli mostra una delle qualità che più stanno caratterizzando la sua stagione: nella lotta sa esaltarsi. Nel 2026 ha giocato 14 partite arrivate al set decisivo, vincendone 12, per un bilancio di 12-2. E qualche rammarico c’è se si pensa che una di queste due è la finale del Roland Garros, persa al quinto contro Zverev. In ogni caso, a Cincinnati tutti e quattro i suoi incontri nel torneo sono arrivati al terzo set e Cobolli li ha vinti tutti, contro Kecmanovic, Blockx, Jodar e ora contro Paul. E’ ormai indubbia la sua capacità di restare lucido e vivo dentro le difficoltà e trovare spesso il meglio del proprio tennis proprio quando la partita si complica. La vittoria contro lo statunitense gli permette di arrivare sedersi al numero sei del mondo nella classifica in tempo reale, piazzamento che gli consentirebbe di ritoccare il suo best ranking, e rappresenta un bel mattoncino in ottica qualificazioni alle ATP Finals. In semifinale trova il vincente della sfida Fils-Tirante: si gioca sabato.
Primo set: Paul domina ritmo e servizio
Paul parte immediatamente all’attacco e indirizza il set già nel primo turno di battuta di Cobolli. L’americano insiste con efficacia sul lato del rovescio dell’azzurro, martellandolo nello scambio e alternando alle accelerazioni un back di rovescio molto efficace, con cui cambia continuamente ritmo e impedisce a Cobolli di trovare riferimenti. Il break arriva subito e Paul lo consolida senza difficoltà.
Il servizio dell’americano diventa presto un altro fattore decisivo. Sul 4-2, dopo tre turni di battuta, Paul ha concesso appena tre punti in risposta a Cobolli. L’italiano, invece, dà progressivamente l’impressione di essere un po’ scarico e fatica soprattutto quando viene costretto a difendersi. Sul 4-2 cede nuovamente la battuta e Paul può chiudere rapidamente 6-2 in appena 27 minuti.
Il dominio dell’americano è fotografato da pochi dati essenziali: solo quattro punti persi al servizio nell’intero set, il 93% di punti vinti con la prima (14/15) e 10 vincenti contro i 3 di Cobolli. L’azzurro mette in campo il 57% di prime, ma ne raccoglie appena il 46% dei punti (6/13): troppo poco per riuscire a restare agganciato a un Paul così solido.
Secondo set: Cobolli cambia passo e porta Paul al terzo
È un altro Cobolli quello che rientra in campo nel secondo set. Più energico, più propositivo e soprattutto più capace di reggere lo scambio senza lasciare a Paul il controllo quasi assoluto del ritmo visto nel primo parziale. Nel quarto gioco arriva così la prima palla break della partita per l’italiano: la pressione di Cobolli cresce e Paul, chiamato a servire per salvarsi, commette un doppio fallo che consegna il 3-1 all’azzurro.
Cobolli protegge il vantaggio anche nel momento più delicato. Sul 4-2 commette due brutti errori di dritto e concede a Paul la possibilità di rientrare, ma cancella la palla break con un ace e con un altro servizio vincente riesce a tirarsi fuori da un game complicato. È soprattutto la battuta, decisamente più efficace rispetto al primo set, ad accompagnare la sua trasformazione.
Sul 5-2 Cobolli si procura due set point in risposta, ma Paul li annulla affidandosi al servizio e resta in partita. L’americano alza ulteriormente il livello nel game successivo e trascina l’italiano ai vantaggi, ma Cobolli non si disunisce: approfitta anche di uno slice di Paul che scappa via e al quarto set point complessivo chiude 6-3 dopo 43 minuti.
Dopo il dominio dell’americano nel primo parziale, la partita cambia completamente volto. Cobolli ha il merito non soltanto di ritrovare vigore e convinzione, ma anche di contenere la reazione di Paul nella parte finale del set, rimandando tutto al terzo.
Terzo set: Cobolli non molla mai, Paul cede nel finale
Nel set decisivo l’equilibrio resiste a lungo, ma progressivamente è Cobolli a dare l’impressione di avere più energie. Paul perde parte della spinta dei primi due parziali e comincia a commettere qualche errore di troppo, mentre l’italiano continua a difendere con grande intensità e a costringerlo a giocare un colpo in più.
La prima grande occasione arriva sul 3-3: Cobolli si procura quattro palle break nello stesso game, ma Paul riesce ogni volta a salvarsi e resta avanti 4-3. L’azzurro, però, non accusa il colpo. Tiene il servizio e sul 4-4 torna immediatamente all’attacco. L’americano gioca un game molto negativo, Cobolli gira uno scambio complicato con una splendida difesa e si procura la quinta palla break del set. Questa volta il dritto di Paul scappa lungo: break e 5-4 Cobolli.
È l’ultimo strappo della partita. Flavio va a servire per il match e completa la rimonta, imponendosi 2-6 6-3 6-4 in circa due ore. Impressionante soprattutto il modo in cui la partita si è ribaltata: dopo aver dominato il primo set, Paul ha perso progressivamente efficacia e lucidità, mentre Cobolli è cresciuto proprio quando la sfida è diventata più fisica e combattuta.
Ancora una volta l’azzurro mostra una delle qualità che più stanno caratterizzando la sua stagione: sta benissimo dentro la lotta. Atletismo, energia e capacità di rimanere emotivamente dentro la partita gli permettono di trasformare un incontro che dopo 27 minuti sembrava completamente nelle mani dell’avversario.
Per Cobolli è la prima semifinale Masters 1000 della carriera e la quinta semifinale raggiunta nel 2026. Un traguardo che cancella anche una curiosa anomalia: prima di Cincinnati, era l’unico giocatore dell’attuale Top 25 a non essere mai arrivato tra i migliori quattro in un Masters 1000. Il risultato lo proietta inoltre virtualmente al n. 6 del ranking ATP, nuovo best ranking. In semifinale Cobolli attende ora il vincitore della sfida tra Thiago Agustín Tirante e Arthur Fils.
