PREMIUM US Open, i cinque match da non perdere: Berrettini-Wawrinka, il ritorno di Alcaraz e…

The Hammer contro The Man, rivincita della spettacolare sfida di Wimbledon. Carlos Alcaraz alle prese con Safiullin e l'incognita polso. Vediamo cosa aspettarci dai cinque incontri maschili che ci sembrano più promettenti

Di Michelangelo Sottili
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Stan Wawrinka (sinistra) e Matteo Berrettini (destra) - Wimbledon 2026 (foto Ubitennis)

[2] C. Alcaraz – R. Safiullin

Non un esordio comodo per Carlos Alcaraz. Che poi esordio non copre neanche lontanamente la situazione, visto che lo spagnolo campione in carica ha disputato l’ultimo match a Barcellona a metà aprile. Il desiderio di vederlo di nuovo in campo è chiaramente fortissimo, ma a questo punto pesa forse più la curiosità di capire a che punto è il suo tennis – per non parlare del timore per il polso. Meglio un avversario che tira a tutta o uno che ti fa colpire un sacco di palle? Probabilmente dipende se il problema principale da risolvere in un match vero è la tenuta del polso o la mancanza di ritmo partita. Ma l’avversario c’è già, Roman Safiullin, ora n. 98 ATP ma con un picco al 36 a inizio 2024, con più incontri a livello Challenger che nel Tour, amante delle superfici veloci, uno che spinge senza pensarci su troppo. Questo classe 1997 di Podolsk ha già battuto Carlos, nell’indoor di Bercy tre anni fa, con rivincita spagnola l’anno dopo sempre a Parigi, ma nel torneo olimpico. Alcaraz favoritissimo nelle quote, d’altra parte è anche il primo indiziato dai bookies per il titolo, che sembra folle finché non ti viene chiesto di indicare un altro nome come più il probabile trionfatore allo US Open.

M. Berrettini – [WC] S. Wawrinka

Sarà la seconda volta in carriera che Matteo Berrettini affronterà Stan Wawrinka. L’altra sfida, appena due mesi fa a Wimbledon, è stata vinta dall’azzurro 6-7(7) 7-6(16) 7-6(7) 7-6(5). Già quel precedente in cui hanno incantato gli appassionati è un motivo molto più che sufficiente a sintonizzarsi sul tentativo di rivincita di Stan, al quale gli organizzatori dello US Open non avevano inizialmente concesso la wild card e tutti a pensare, “Berrettini ha messo fine alla carriera Slam di Wawrinka” riferendosi al match in Church Road. Poi si libera un invito e la frase diventa assolutamente falsa per un giorno. Ora può tornare vera. E, appunto può essere l’ultima apparizione allo US Open del campione 2016. Per concludere, quando l’uomo (con ‘) Hammer incontra l’uomo The Man, bisogna proprio vedere come va a finire.

[13] L. Musetti – A. Fery

Arthur Fery, classe 2002 britannico nato in Francia, è stata la favola di Wimbledon, fermato solo in semifinale da Alexander Zverev. Alto 175 cm, ha messo in crisi gli avversari con i suoi anticipi, mostrando di non temere nessuna zona del campo. Lorenzo Musetti è alle prese con il lungo rientro dopo i problemi fisici che gli hanno ormai più che dimezzato la stagione e con la testa che, comprensibilmente, fatica a lasciare andare l’infortunio patito a Melbourne quando era a un set dalla semifinale e dal numero 3 del mondo. Ora si tratta di ritrovare quel tennis che sa di avere. Nel frattempo, ci sono dei match da vincere, tre di fila a Cincinnati dove finalmente un lanciatissimo Rafael Jodar ha smesso di piantarglisi di traverso dopo Washington e Montreal. In Ohio è toccato a Cobolli fermare Jodar, quindi sarebbe corretto se il Muso si occupasse di Fery, vale a dire colui che ha sorpreso Flavio a Wimbledon. Per stili di gioco il match dovrebbe divertire, l’importante è che Lorenzo faccia sentire il suo maggior peso di palla evitando di farsi comandare.

[8] B. Shelton – T. Griekspoor

Jannik non c’è, Carlos non si sa cosa metterà in campo, Nole prima o poi diventerà troppo vecchio, questa potrebbe essere la volta buona e, anche se ormai abbiamo perso il conto di quante “volte buone” non sono state tali, ora i tennisti statunitensi hanno una chance. Che significa anche più pressione. Attualmente, il più alto in classifica è Ben Shelton, nono del mondo, seguito a ruota da Fritz e Tiafoe che però sono impegnati in derby (Blanch e Damm), quindi vincono sempre “loro”, non ci interessa. Trionfatore a Montreal e subito fuori a Cincinnati (contro Faria), Ben non ha un primo turno agevole contro Tallon Griekspoor. L’olandese ha un bilancio di 8-33 contro i top 10, con qualche spunto particolarmente luminoso, come quello recente in Canada contro Zverev o l’anno scorso contro Sinner e ancora con Sascha. In Ohio non ha giocato, un fastidio addominale, ora assicura di essere a posto. Lui e Shelton non staranno a remarsela, questo dovrebbe essere sicuro.

[10] A. Fils – S. Tsitsipas

Bisogna ammettere che non abbiamo esattamente avuto l’imbarazzo della scelta nel trovare i cinque match (ma siamo ovviamente aperti a opinioni diverse). I nomi di Stefanos Tsitsipas e Arthur Fils non potevano non richiamare l’attenzione, però i loro precedenti non sono… promettenti. Cinque volte si sono incrociati finora, cinque volte ha vinto il francese, terra, cemento all’aperto e indoor. Un solo set perso. L’ultima sfida a Miami, 6-0 6-1. Stefanos assicura di essere nella sua migliore versione, va pure a letto presto (speriamo non lo mettano in notturna, allora), anche se per chi scrive sembrava meglio quando era numero 3 del mondo, finalista al Roland Garros e all’Australian Open. Tuttavia pare che stia giocando con le racchette di quando ha vinto le ATP Finals, significherà pur qualcosa. E che dire di Fils che, lanciatissimo, di 3.140 punti ne ha racimolati appena 50 negli Slam? Certo, ne ha giocato solo uno, però…

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