US Open, Darderi: “La partita di Winston-Salem con Bellucci mi ha dato tanta fiducia”

Luciano Darderi soddisfatto dopo la vittoria in quattro set contro il qualificato Wndelken. Ora c'è Svrcina

Di Vanni Gibertini
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Luciano Darderi - US Open 2026

Partita molto lunga quella di Luciano Darderi, che opposto al qualificato Harry Wendelken ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per conquistare il secondo turno dello US Open.

La partita

UBALDO SCANAGATTA: Un match point e un’esultanza rabbiosa.

LUCIANO DARDERI: “Sì, una partita tosta. Sinceramente lui non aveva niente da perdere. Nel quarto set ha alzato il livello, quindi secondo me il quarto è stato di un livello più alto dei primi tre set. Sono contento di questo, ho finito con sensazioni più positive. Dal 5-4 del quarto set mi sono sentito meglio, quindi ho finito alla grande, giocando un grande tennis. Non è mai facile: quasi quattro ore di partita, cinque set, ed è stato stancante. Quindi sono contento.”

UBALDO SCANAGATTA: Il ginocchio non dà problemi?

LUCIANO DARDERI: “No, per fortuna no. Non aver vinto più partite a Winston-Salem mi aiuta, quindi sono pronto per fare un grande US Open, partita dopo partita, e cercare di migliorare il terzo turno dell’anno scorso.”

La stanchezza e la programmazione

Ma cos’era successo a Winston-Salem? Hai avuto un problema fisico?

LUCIANO DARDERI: “Sì, mi faceva un po’ male il ginocchio. A parte questo, lui ha fatto una grande partita. Quando sono andato subito sotto nel primo set, durante la partita non pensavo avesse così tanto senso lottare per pochi punti in un 250 quando avevo uno Slam la settimana dopo. Non volevo neanche ritirarmi, perché non mi piace: proprio se sono al limite faccio questa cosa. Van de Zandschulp è un giocatore che, se non gli metti un po’ di pressione, gioca un grande tennis. È stato un risultato strano, perché la partita prima avevo giocato una grande partita con Bellucci. Il tennis è così, è strano, però sono contento di essere qui, di aver vinto la prima partita e sono felice.”

Ti è capitato due volte nell’ultimo mese di arrivare a un torneo e avere questo problema. Hai pensato se magari è il risultato del fatto che giochi troppo? Magari dici: ‘Ho bisogno di giocare perché è solo così che trovo il ritmo’. Hai provato a capire se si è trattato soltanto di una coincidenza oppure se magari c’è qualcosa dietro?

LUCIANO DARDERI: “No, si sapeva ovviamente che era dura giocare Winston-Salem, però avevo bisogno di una partita. Quella partita con Bellucci mi ha dato comunque un po’ di fiducia, perché è un giocatore sul cemento molto buono. Alla fine non volevo arrivare qui dopo Cincinnati, dove ho fatto il primo turno il 14 agosto, e presentarmi dopo più di due settimane senza neanche un set di partita. Secondo me la decisione è stata giusta e oggi si è visto, perché se non arrivavo con quella partita oggi la vedevo dura vincere, al di là del giocatore che hai di fronte. Le sensazioni di uno sono importanti.”

Ti senti un giocatore migliore quest’anno rispetto a quello dell’anno scorso, quando hai fatto terzo turno?

LUCIANO DARDERI: “Sì, secondo me sì. Sul cemento mi sento molto più comodo, più pronto. È vero che l’anno scorso ho perso con Alcaraz, però non vuol dire tutto dal punto di vista di dove hai perso. Mi sento più sicuro di me stesso, comunque i risultati parlano da soli. In Australia, poi a Montreal: due anni fa non avevo fatto questi risultati sul cemento e quest’anno ne ho fatti di più. Sulla terra sono ancora salito di più. Sono contento perché si migliora sempre, stiamo andando avanti. Ho ancora 24 anni, quindi sono molto giovane, c’è una carriera lunga davanti. Bisogna migliorare sotto tutti gli aspetti ed essere sani mentalmente, perché la carriera è lunga.”

Il secondo turno

UBALDO SCANAGATTA: Cosa ti aspetti dalla seconda partita?

LUCIANO DARDERI: “Sì, Shevchenko è un giocatore ostico. Devi correre tanto perché non fa una marea di vincenti, ma è uno che ti fa lottare su ogni punto. Mi sono ritirato allo scadere, mi sono ritirato sul 3-0, quindi alla fine è arrivato dalla terra. Però tutte le volte che ci ho giocato, mi sembra sempre sulla terra, siamo sempre andati al terzo. Comunque sempre partite toste: è un giocatore ostico.”

UBALDO SCANAGATTA: Che caratteristiche principali ha? Dritto, rovescio, servizio?

LUCIANO DARDERI: “Da fondo campo è molto solido, simile al giocatore di oggi. Sbaglia poco. Forse non ti fa una marea di vincenti, come ho detto prima, però è uno con cui il punto te lo devi guadagnare sempre. Quei campi non sono velocissimi, quindi alla fine le palle si aprono un po’ e oggi ci sono stati palleggi di 25-30 colpi. È tosta, fisicamente bisogna stare bene. Gioco giovedì, quindi ho due giorni di riposo.”

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