Il vero costo di seguire una stagione intera di tennis nel 2026

Di Redazione
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Melbourne a gennaio, Torino a novembre. In mezzo, undici mesi di tennis e un numero di piattaforme che cambia da torneo a torneo. Nel 2026 la domanda non è più quale canale trasmette il torneo, ma quanto costa arrivare a fine anno senza aver perso i match che contavano davvero.

Dove sono finiti i diritti tv della stagione

La mappa è più stabile di quanto sembri, ma resta divisa. Sky Sport ha l’esclusiva dell’intero circuito ATP e di Wimbledon, e condivide con SuperTennis il tour WTA e lo US Open, che dal 2028 resterà al solo canale federale. L’Australian Open e il Roland Garros stanno nel perimetro Eurosport, oggi distribuito in Italia attraverso HBO Max, DAZN, TIMVision e i canali di Prime Video. SuperTennis, canale 64 del digitale terrestre, manda in chiaro tutto il tabellone WTA, insieme alla Coppa Davis e alla BJK Cup.

Quanti abbonamenti servono davvero a un tifoso italiano?

Meno di quanti se ne temono, più di uno. Il Pass Sport di NOW, la via in streaming a Sky, costa 29,99 euro al mese a listino e comprende ATP, Wimbledon, US Open e le Finals; le promozioni per i nuovi clienti lo portano intorno ai 20 euro al mese per il primo anno, con vincolo di dodici mesi. Il pacchetto sport di HBO Max, che porta Eurosport e quindi Melbourne e Parigi, si aggiunge a 3 euro al mese sopra un piano base che parte da 6,99 euro con pubblicità.

A listino, chi non vuole rinunciare a nessuno dei quattro Slam spende poco meno di 40 euro al mese, circa 480 euro in un anno; con la promozione annuale su NOW la stessa copertura scende sotto i 30 euro al mese, poco meno di 360 nei primi dodici. La parte gratuita, però, non è marginale: il tabellone WTA e la Coppa Davis passano in chiaro su SuperTennis, e la RAI manda una partita al giorno delle ATP Finals. Chi accetta di seguire il femminile in chiaro e il maschile a pagamento resta con una sola voce da pagare, una cifra diversa da quella che l’elenco delle piattaforme fa immaginare.

Fuori dall’Italia le stesse app si comportano diversamente

Il regolamento europeo 2017/1128, applicabile dal 1° aprile 2018, obbliga i servizi a pagamento a seguire l’abbonato che si trova temporaneamente in un altro Stato dell’Unione, e senza costi aggiuntivi. È la ragione per cui una settimana a Parigi o a Madrid non cambia nulla nell’abbonamento acquistato in Italia. Per i servizi gratuiti, invece, il regolamento lascia la scelta al fornitore: la visione in chiaro oltre confine non è garantita da nessuna norma.

Fuori dall’Unione la garanzia non vale, e da Melbourne, da New York o da Londra la stessa applicazione può presentare un catalogo diverso, proprio nelle due settimane in cui il torneo si gioca.

Poi c’è la rete, che nessuno mette in preventivo. Negli hotel, nei campeggi e negli aeroporti la connessione è condivisa, passa da un portale di accesso e ha priorità che il singolo ospite non controlla; una diretta in alta definizione è il primo contenuto a risentirne, e un quinto set alle tre del mattino locali non aiuta. Su queste reti il limite è la banda, e nessun cambio di abbonamento la migliora; tra gli strumenti che i tifosi in trasferta usano più spesso c’è il servizio VPN: vai alla homepage di ExpressVPN per i dettagli.

Organizzare la propria stagione senza perdere i match decisivi

Il calendario aiuta più di qualunque abbonamento aggiuntivo. I quattro Slam si aprono a metà gennaio, alla fine di maggio, alla fine di giugno e alla fine di agosto, e le finali di Melbourne e di New York cadono già nel mese successivo; le ATP Finals chiudono a novembre e resteranno in Italia fino al 2030, a Torino almeno fino al 2027, con una partita al giorno in chiaro sulla RAI. Entrambi i pass si disdicono a fine mese, e quattro mesi di HBO Max con il pacchetto sport, per Melbourne e Parigi, più cinque di Pass Sport, per Wimbledon, New York e le Finals, costano meno di 190 euro contro i 480 di due abbonamenti accesi tutto l’anno.

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