Us Open, Tiafoe: “Sto iniziando a carburare, che feeling col Louis Armstrong”

"Adoro le canotte Lululemon; i Knicks? che cavalcata"

Di Niccolò Moretti
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Frances Tiafoe - US Open 2026 (x @Usopen)

Frances Tiafoe ha superato senza particolari patemi il match di secondo turno, dopo il brivido vissuto al primo turno contro il connazionale Martin Damm. Lo statunitense si è imposto sul giovane giapponese Rei Sakamoto con il punteggio di 6-3 7-6(2) 7-5, conquistando il pass per il turno successivo. In conferenza stampa Tiafoe si è detto soddisfatto di un tennis che sta progressivamente entrando a regime, prima di lasciarsi andare al consueto show tra l’amore per il Louis Armstrong, i Knicks e qualche divertente frecciata a Nike.

D. Sei al turno successivo. Come valuti il livello del tuo tennis nella vittoria di stasera?

TIAFOE: “Sì, penso di aver giocato davvero bene. Ovviamente ci sono stati alcuni alti e bassi, ma sono contento di come ho giocato e soprattutto di essere riuscito a chiuderla in tre set. È giovane ed è un buon giocatore. Non è mai facile quando affronti qualcuno che praticamente non conosci e contro cui non hai mai giocato. Nel complesso penso di aver giocato piuttosto bene. Una prestazione discreta, abbastanza buona per passare il turno. Sono ancora qui, vediamo cosa succede”.

D. Hai la sensazione che il tuo torneo stia cominciando a ingranare? Ti è già successo qui e anche altrove. Immagino ci siano delle sensazioni familiari che cominci a riconoscere: quali sono?

TIAFOE: “Sì, adoro giocare qui. Adoro giocare partite su questi campi. Il Louis Armstrong è fantastico e vorrei restarci ancora un po’. Perché no? Mi sento bene per il punto in cui sono e per le sensazioni che ho. Ho un sacco di persone qui con me, mi sto divertendo e sto cercando di vivere questo torneo come se fosse un evento qualsiasi. Però sì, sento decisamente che sto cominciando a carburare”.

D. E in campo cosa ti fa capire che sta succedendo? Quando pensi: “Okay, sto entrando nel torneo”?

TIAFOE: “Credo sia il fatto di riuscire a tirare fuori il meglio quando conta. Cominci a entrare in una specie di flow: sei tranquillo e vai, senza pensarci troppo. È chiaro che siamo ancora molto lontani da ciò che voglio ottenere, ma per il momento sono contento. E forse mi ha fatto persino bene prendermi un piccolo spavento al primo turno. Dopo una cosa del genere cominci davvero a entrare nel torneo”.

D. Hanno mostrato il video in cui parlavi con Ben Stiller. So che sei arrivato piuttosto tardi dopo Cincinnati, ma hai notato che quest’anno sembra esserci ancora più gente in giro con maglie e cappellini dei Knicks?

TIAFOE: “Non so di quale squadra tu stia parlando. Chi sarebbero questi? (sorride, ndr) No, seriamente: innanzitutto ho visto Ben Stiller in prima fila praticamente a ogni partita dei playoff. È stata una cosa pazzesca. Una cavalcata incredibile. Spero di riuscire a sfruttare un po’ di quell’energia dei Knicks, anche se io sono un grandissimo tifoso delle squadre di Washington. Però quello che hanno fatto è stato assurdo. Che cavalcata. Sono contento per loro. Gli ho anche scritto per congratularmi. Questi ragazzi andavano persino fino a San Antonio, quindi erano davvero coinvolti. È stato bellissimo. Comunque l’anno prossimo i Wizards vincono il titolo, quindi va tutto bene“.

D. Sei ancora imbattuto sul Louis Armstrong, c’è qualcosa di questo campo che ti fa sentire particolarmente a tuo agio?

TIAFOE: “C’è una bella energia lì dentro. Ne parlavo anche con gli addetti alla sicurezza e dicevo: “A me il Louis non dispiace affatto”. E loro: “Sai che ti dico? Piace anche a me”. C’è proprio una bella atmosfera. La gente parla continuamente. Non ci sono suite dove nascondersi: le persone stanno davvero lì a guardare la partita. Bevono qualcosa, si divertono, chiacchierano senza sosta. Sul Louis c’è una gran bella energia. Mi piace davvero”.

D. In questi giorni si è parlato molto della cultura dello US Open e, in particolare, degli influencer che fanno determinate cose durante le partite, soprattutto sull’Arthur Ashe. Come confronteresti l’atmosfera del Louis Armstrong con quella dell’Ashe? E cosa pensi del dibattito sulla presenza degli influencer e di un pubblico più occasionale?

TIAFOE: “Secondo me lo US Open è fantastico proprio perché vengono persone di ogni tipo a vedere il tennis. E alla fine è esattamente quello che vuoi: che il tennis venga seguito da tutti. Non importa che lavoro facciano. Vuoi che persone di ambienti diversi, con vite diverse, professioni diverse, vengano a vedere il tennis. Personalmente adoro questa cosa. Non ho alcun problema con chiunque voglia venire qui a guardare una partita, qualunque cosa faccia nella vita. Portare gente sugli spalti, di età diverse e proveniente da mondi diversi, è importantissimo per il nostro sport. È l’unica cosa che mi interessa“.

D. All’inizio della partita immagino che tu abbia dovuto capire un po’ come affrontare il tuo avversario, visto che per te era praticamente nuovo. A che punto hai pensato: “Okay, adesso ho capito come giocare contro di lui”?

TIAFOE: “Ci sono stati momenti in cui pensavo di averlo capito e poi subito dopo mi dicevo: “Ah, forse no” (ride, ndr). È un buon giocatore. Ha davvero un ottimo servizio e, considerando quanto è alto e grosso, si muove molto bene. È stata semplicemente una bella partita. Anche lui ha avuto le sue occasioni. Avrebbe tranquillamente potuto vincere il terzo set. E nel secondo è stato molto bravo a recuperare immediatamente il break. Ha davvero un grande potenziale. Sono curioso di vedere cosa riuscirà a fare”.

D. Al prossimo turno affronterai Vacherot. Ci hai mai giocato contro? Cosa ti aspetti?

TIAFOE: “Non ci ho mai giocato e non mi sono nemmeno mai allenato con lui. Uno dei miei amici era al college con lui, ma personalmente non lo conosco granché. Ovviamente ha fatto quella cavalcata eroica a Shanghai, anche se quest’anno ha avuto qualche problema fisico. Sarà una bella partita e non vedo l’ora di giocarla. Come dicevo, non so moltissimo di lui, ma sicuramente nei prossimi giorni farò i compiti“.

D. Cosa fai quando devi affrontare un giocatore che conosci così poco?

TIAFOE: “Guardo un po’ di video e torno a fare lo studente. Mi riguardo le sue partite, cerco di capire contro chi ha giocato, cosa ha fatto e così via. Tra un paio di giorni ne saprò parecchio di più”.

D. Mi sembra che ultimamente Lululemon ti faccia giocare spesso in canotta. A livello di comodità o libertà di movimento, soprattutto al servizio, senti differenze rispetto a giocare con una normale maglietta?

TIAFOE: “Io mi alleno spesso in canotta. Quando giochi così sei decisamente più libero nei movimenti, non c’è dubbio. Non hai le maniche e naturalmente è anche tutto più leggero. Ultimamente mi stanno viziando con le canotte. A loro forse non fa impazzire quando non le indosso, ma sono stato io stesso a chiederle. E devo dire che con le canotte ho fatto anche dei bei tornei. Le canotte sono il massimo. Adoro giocarci, è divertente. Ovviamente amo il basket e quindi per me hanno proprio quel tipo di vibe. E stanno benissimo. Tra l’altro, secondo me il completo che avevo a Cincinnati non aveva rivali. Era fantastico. Spero di poter giocare ancora più spesso in canotta in futuro”.

D. Lululemon te le fa indossare spesso e potresti quasi considerarlo un distintivo d’onore. Non tutti possono giocare in canotta: Nike, per esempio, tende a scegliere quelli che pensa possano stare bene con quel look. Hai mai pensato: “Eh già, io sono uno di quelli da canotta”?

TIAFOE: “Nike? Non so cosa sia. Cos’è Nike? (sorride, ndr) Me ne sono dimenticato. Non conosco nessuno con quel nome. No, seriamente, rispondo alla domanda. Penso che sia una bella cosa. Ovviamente, per poter indossare certi completi devi essere in qualche modo “scelto” dall’azienda. Quindi quando è successo è stato bello. Però, sapete com’è… le canotte di Lululemon sono un po’ meglio“.

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