US Open, Alcaraz: “Sorpreso da come sto recuperando”. Wu battuto, ora c’è Tommy Paul

Il campione in carica supera il cinese 6-3 6-4 6-1 e raggiunge la seconda settimana dello US Open. Qualche passaggio a vuoto nei primi due set, poi il dominio nel terzo. Carlos: “È quasi come se avessi continuato a competere per tutto questo tempo”. Domenica la prima vera prova con Tommy Paul

Di Carlo Galati
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Carlos Alcaraz - US Open 2026 (x @atptour)

Continua senza intoppi il ritorno di Carlos Alcaraz, che al terzo turno dello US Open supera Yibing Wu 6-3 6-4 6-1 e raggiunge gli ottavi di finale, dove domenica troverà Tommy Paul. È la terza vittoria in altrettante partite dal rientro nel circuito dopo oltre quattro mesi di assenza e, probabilmente, anche la più significativa dal punto di vista della continuità. Non perché Wu non abbia avuto occasioni: il cinese riesce a recuperare un break sia nel primo sia nel secondo set e per lunghi tratti tiene un ritmo molto alto da fondo, ma Alcaraz trova sempre una soluzione, fino a prendere definitivamente il largo nel terzo.

Il punteggio racconta una partita più semplice di quanto Alcaraz abbia percepito in campo. “Oggi il risultato può far pensare che sia stato abbastanza facile, ma per come mi sono sentito è stata una partita davvero dura e molto esigente. Ho avuto la sensazione di dovermi guadagnare ogni punto, ogni game”. È forse proprio questo l’aspetto più interessante della giornata dello spagnolo: non ancora il miglior Alcaraz, ma un giocatore che dopo tre turni sta già ritrovando quella capacità di gestire anche le giornate nelle quali tutto non arriva automaticamente.

Wu prova a restare dentro la partita

L’inizio sembra poter indirizzare rapidamente la partita. Alcaraz entra subito dentro il turno di servizio del cinese, trova il break nel game inaugurale e conferma il vantaggio per il 2-0. Wu, però, fa immediatamente capire perché sia arrivato al terzo turno senza perdere un set: colpisce presto la palla, soprattutto con il diritto, e cerca sistematicamente di togliere tempo allo spagnolo.

Carlos conserva il vantaggio fino al 3-2, poi arriva il primo momento complicato. Wu sale 0-40 sul servizio dello spagnolo e alla seconda occasione trova il controbreak del 3-3. L’equilibrio dura però soltanto qualche minuto. Alcaraz torna immediatamente aggressivo in risposta, approfitta anche di un doppio fallo del cinese e si riprende il break per il 4-3.

È un passaggio che racconta bene la partita. Wu riesce a mettere Alcaraz in difficoltà, ma ogni volta che sembra poter avvicinarsi davvero lo spagnolo alza il livello. Sul 5-3 il cinese serve per restare nel set: Carlos arriva a set point, spreca il primo con un lob di poco lungo ma sulla seconda occasione Wu manda la palla in rete. 6-3 Alcaraz.

Carlos non scappa, ma resta sempre davanti

Lo spagnolo parte meglio anche nel secondo parziale. Tiene agevolmente il primo turno di battuta e nel game successivo trova subito il break, chiuso dal doppio fallo di Wu. Sembra l’inizio della fuga, invece arriva un altro piccolo passaggio a vuoto. Sul 2-0 Carlos commette un doppio fallo, concede due palle break e con un diritto fuori misura permette al cinese di rientrare immediatamente sul 2-1.

Da quel momento la partita diventa più equilibrata. Wu continua a spingere da fondo e costringe Alcaraz a lavorare parecchio nei propri turni di servizio. Sul 4-3 il cinese arriva anche a palla break, ma spreca l’occasione con un diritto largo. Carlos ne approfitta, trova un grande rovescio lungolinea e resta davanti.

È la fase nella quale Alcaraz appare meno brillante, ma anche quella in cui riesce maggiormente a gestire la partita senza aver bisogno del proprio tennis migliore. Wu tiene per il 4-4, lo spagnolo risponde con un turno di servizio a zero e nel decimo game decide che il set può finire. Uno degli scambi più spettacolari dell’incontro gli consegna due set point: sul primo sbaglia il diritto, sul secondo è Wu a mandare largo. 6-4 e due set a zero.

“Non sento che tutto stia arrivando facilmente”, spiegherà poi Alcaraz. “È anche un modo per restare con i piedi per terra, pensare punto dopo punto e provare a fare il meglio possibile in ogni situazione della partita”.

Poi la partita cambia volto

L’ultima possibilità per Wu arriva immediatamente all’inizio del terzo. Alcaraz deve cancellare due palle break nel game inaugurale, riesce a tenere il servizio e da lì la partita cambia definitivamente direzione. Dopo l’1-1 Carlos comincia a trovare maggiore profondità, tiene con autorità per il 2-1 e nel quarto game approfitta di qualche errore del cinese per piazzare il break.

È l’allungo definitivo. Sul 3-1 Alcaraz consolida senza problemi, nel game successivo strappa ancora la battuta a Wu e sale 5-1. Il cinese ha un ultimo sussulto quando Carlos serve per il match, ma ormai la partita è nelle mani dello spagnolo. 6-1, partita chiusa e seconda settimana raggiunta.

Tre partite dopo il rientro, però, più del risultato è il corpo a dare ad Alcaraz le risposte che cercava. Ed è lui stesso ad ammettere di essere quasi sorpreso.

“Dopo quattro mesi senza competere, quando torni a giocare una partita ufficiale con i nervi e tutto il resto, pensi che subito dopo o il giorno successivo il corpo possa essere molto rigido. A me non è successo. Mi sento sempre meglio partita dopo partita. È quasi come se avessi continuato a competere per tutto questo tempo. Mi sorprende il modo in cui mi sento e soprattutto il modo in cui sto recuperando dopo ogni match”.

Alla vigilia dello US Open le certezze, inevitabilmente, erano poche. “Le mie aspettative erano semplicemente: vediamo cosa succede. Non ero sicuro di niente. Adesso sono davvero felice di riuscire a esprimermi bene partita dopo partita, indipendentemente dal fatto che siano tre o quattro set”. E quando gli chiedono se, per ritrovare ritmo, avrebbe preferito partite più lunghe, sorride: “Mi piace non passare troppo tempo in campo. Penso piaccia a tutti. Meno tempo trascorri in campo, meglio è per il turno successivo”.

“Voglio sentire la mancanza del tennis”

Il discorso si allarga quindi a un tema che Alcaraz aveva già affrontato dopo la vittoria con Faria: la necessità di scegliere con maggiore attenzione quando giocare. Carlos precisa innanzitutto che l’infortunio non è stato provocato dall’eccessivo numero di tornei.

“Questo infortunio non è arrivato perché ho giocato troppo. Ci sono infortuni che sono semplicemente sfortuna. Però io sono uno di quei giocatori che non ha bisogno di disputare tantissimi tornei. Preferisco stare bene mentalmente e fisicamente quando arrivo agli appuntamenti”.

E il concetto diventa ancora più netto pensando al futuro: “Probabilmente prenderò delle pause, perché voglio arrivare ben preparato agli Slam, ai Masters 1000, a qualsiasi torneo. Voglio entrare in campo e provare gioia, divertirmi. A volte, quando giochi una stagione così lunga e tanti tornei settimana dopo settimana, sento che non sto giocando con gioia, che non mi sto divertendo.

Poi la frase che riassume tutto: “A volte voglio sentire la mancanza del tennis, sentire la mancanza del Tour, persino sentire la mancanza di voi giornalisti. È impossibile giocare ogni torneo e durare per tutta la stagione”.

Paul, la prima vera prova

Domenica, intanto, dall’altra parte della rete ci sarà Tommy Paul, uscito vincitore in cinque set dalla sfida con Alexander Bublik.

“È un giocatore di grande talento, molto difficile da affrontare e pericoloso per chiunque. Per come colpisce la palla è complicato dominarlo e prendere il controllo degli scambi. Abbiamo giocato grandi battaglie e spesso vengono fuori punti bellissimi. Sarà divertente da giocare e da vedere. Ma dovrò essere al cento per cento se voglio passare il turno.

Prima di andare, infine, c’è spazio anche per il tema meno tennistico della giornata. Dopo aver giocato i primi due turni con la canotta, Alcaraz questa volta ha indossato una maglia sotto. Motivo? “Credo di aver mostrato troppo il capezzolo ultimamente”, scherza. “Ho pensato che almeno per una partita avrei potuto nasconderlo”. Nessuna imposizione Nike: “È stata una mia decisione”.

Per il resto, dopo tre turni, le notizie che interessano davvero Alcaraz sono altre: il corpo risponde, il recupero procede e il tennis, un pezzo alla volta, sta tornando. Con Paul inizieremo probabilmente a capire quanto.

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