US Open, Darderi: “Preferirei la convocazione in Davis alla Top 20”

Luciano Darderi parla degli ottavi di finale conquistati in questo US Open. Ora Zverev o Tabilo

Di Vanni Gibertini
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Luciano Darderi - US Open 2026

Dopo la sua vittoria al terzo turno contro Dane Sweeny, Luciano Darderi è l’ultimo italiano ancora in corsa in questo US Open 2026.

Ultimo tricolore

LUCA BALDISSERA: Seconda settimana in uno Slam sul cemento per la seconda volta quest’anno. È stata una partita non semplicissima, perché il tuo avversario è un giocatore che non ti dà ritmo. Ci racconti la tua serata? Il doppio non è andato bene, ma parliamo del singolo: come ti senti, come va?

LUCIANO DARDERI: “Sì, sono contento: di nuovo seconda settimana, è bello. Come ho detto ieri e l’altro ieri, non è una partita facile da gestire, però lui non aveva nessuna pressione addosso. Penso che la cosa in cui sono stato più bravo sia stata gestire le emozioni, sapendo che era una partita che potevo vincere.”

CARLO GALATI: Sei l’unico italiano rimasto nei tabelloni maschile e femminile, dei tredici che avevano iniziato questa avventura nei tabelloni principali. Ti aspettavi questa situazione? E che cosa significa per te: ti mette più pressione, ti inorgoglisce?

LUCIANO DARDERI: “No, cerco sempre di fare il massimo. In uno Slam non è mai facile arrivare agli ottavi, ai quarti o in semifinale, a parte negli anni in cui quasi tutti gli Slam, dalle semifinali in poi, erano sempre gli stessi. Non è facile e non è un’abitudine fare gli ottavi in uno Slam. Alla fine non è una pressione: è bello, è tutta gioia. Essendo l’unico, spero di poter andare ancora avanti, così avremo ancora sempre un italiano.”

L’ottavo di finale

LUCA BALDISSERA: Che cosa succede adesso? Hai giocato due volte con Alex e quattro volte con Alejandro. Siete anche molto amici e l’ultima l’hai vinta tu, sia con Zverev a Roma sia con Alejandro ad Auckland, se non sbaglio, a inizio anno. Le condizioni sono diverse e tutto è cambiato, ma loro adesso giocano: immagino che, con tutto il rispetto per gli avversari, tu speri che facciano cinque set.

LUCIANO DARDERI: “Sì, sicuramente. Sono due giocatori forti. Ci ho giocato su diverse superfici: con Zverev mi sembra che sarebbe la prima sul cemento, se dovesse vincere; con Alejandro, invece, abbiamo giocato sia sulla terra sia sul cemento. Aspettiamo la partita, che vinca il migliore. Stasera la guarderò dal letto, sicuramente, in hotel. Vediamo chi vince, per poi preparare meglio la partita. Avrò un giorno di riposo domani, che servirà tantissimo. Oggi non ho fatto una partita lunghissima ed è venuto bene.”

I progressi sul cemento

CARLO GALATI: Ti stai lasciando alle spalle l’etichetta di terraiolo: alla fine stai ottenendo risultati sul cemento, sul veloce. Ti aspettavi questo miglioramento, questo cambio di sensazioni su questa superficie?

LUCIANO DARDERI: “Sì, perché sono già anni che stiamo lavorando. Non si sa quale sarà il risultato finale, ottavi, quarti o semifinale, però già quest’anno sto dimostrando di aver fatto bene nei tornei grandi sul cemento. È una cosa positiva, molto positiva, e mi dà una carica in più sapere che posso fare bene qui. Come hai detto tu, quest’anno ho fatto gli ottavi in Australia, i quarti a Montréal e qui di nuovo gli ottavi; manca ancora metà della stagione, quindi bene.”

Davis mon amour

VANNI GIBERTINI: Se dovessi scegliere un solo obiettivo di fine anno tra entrare nei primi venti e la convocazione in Coppa Davis, quale sceglieresti?

LUCIANO DARDERI: “Tutte e due. Sono due traguardi che voglio raggiungere, quindi prima o poi voglio fare tutte e due.”

No, ma ti dicono che ne puoi scegliere uno entro fine anno.

LUCIANO DARDERI: “Sicuramente la Coppa Davis. Sono tre anni di fila che sono tra i primi trenta e non ho ancora giocato. È vero pure che ci sono tanti giocatori, però mi piacerebbe.”

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