Il tabellone dello US Open si allinea agli ottavi di finale. Sono due le grandi sorprese di giornata nel lato femminile: Amanda Anisimova, finalista del 2025, saluta New York anzitempo, superata in due set da Anastasia Potapova; niente da fare neppure per Madison Keys, rimontata da una ritrovata Qinwen Zheng – la statunitense cede da un vantaggio di 5-0 nel set decisivo. Insomma, gli Stati Uniti vanno perdendo pezzi, sia al femminile che al maschile, con la clamorosa eliminazione di Taylor Fritz.
Avanzano, invece, le altre teste di serie. Tutto facile per Mirra Andreeva e Coco Gauff contro Nikola Bartunkova e Cristina Bucsa, mentre Iga Swiatek, pur vincendo in due set, deve lottare con Marie Bouzkova.
[24] A. Potapova b. [10] A. Anisimova 6-2 7-5
(Di Niccolò Moretti)
Colpo di Anastasia Potapova in quel di Flushing Meadows. La numero 24 del seeding, russa fino al 2025 e oggi rappresentante dell’Austria, elimina Amanda Anisimova, numero 10 del mondo e finalista della passata edizione, al termine di una partita nella quale riesce quasi sempre a imporre il proprio piano di gioco. Potapova spinge forte fin dalle prime battute, soprattutto con il servizio e con i primi colpi da fondo, accettando anche una certa dose di rischio (saranno sei i doppi falli complessivi) ma senza mai perdere davvero il filo del match.
Paradossalmente è Anisimova ad avere per prima l’occasione di indirizzare il primo set. Nel secondo game la statunitense costruisce addirittura sei palle break, ma Potapova le cancella tutte e porta a casa un turno di battuta che finisce per cambiare immediatamente l’inerzia del parziale. Nel game successivo Anisimova sembra ancora risentire dell’occasione mancata e cede il servizio a zero. L’austriaca prende fiducia, concede appena due punti nei due successivi turni di battuta e continua a martellare da fondo senza lasciare tempo all’avversaria, una delle migliori giocatrici da fondo del circuito ma che oggi sembra fallosissima e completamente fuori tempo.
Sul finale del set arriva anche il secondo break, questa volta a 15. Potapova va a servire per il parziale, non riesce a chiudere immediatamente, ma alla quarta occasione mette definitivamente in archivio il set sul 6-2. Anisimova prova a rispondere con la consueta potenza, ma la ricerca sistematica dell’accelerazione comincia già a produrre una quantità di errori troppo elevata.
Il secondo set è molto più combattuto. L’avvio sembra quasi la fotocopia del primo, con Potapova che strappa subito il servizio ad Anisimova, ma questa volta la statunitense reagisce immediatamente e trova il controbreak. Da lì nasce una lunga battaglia, fatta di continui cambi di inerzia e game molto combattuti. Anisimova aumenta ulteriormente la velocità dei colpi da fondo e prova a sommergere l’avversaria con la pressione, mentre Potapova rimane estremamente fedele al proprio tennis fatto di poche soluzioni, ma eseguite con grande convinzione e continuità.
Tra break e controbreak si arriva sul 2-2, poi sul 3-2 Anisimova costruisce ancora diverse opportunità in risposta senza riuscire a concretizzarle. È uno dei temi della partita: la statunitense riesce spesso a mettere Potapova in difficoltà, ma nei punti che possono cambiare il set è quasi sempre l’austriaca a trovare la soluzione migliore. Sul 4-4 arriva un altro passaggio decisivo. Potapova alza nuovamente la pressione e strappa il servizio ad Anisimova addirittura a zero. La numero 10 del mondo, però, non si arrende e trova immediatamente il controbreak, riportando il parziale in equilibrio. La tregua dura pochissimo, nel game successivo Anisimova cede ancora la battuta e Potapova questa volta non si lascia sfuggire l’occasione di chiudere.
La differenza, alla fine, sta soprattutto nella gestione dell’aggressività. Anisimova mette a segno 22 vincenti, ma li accompagna con ben 46 errori non forzati in appena due set. Una mole troppo elevata per poter sostenere una strategia basata quasi esclusivamente sulla ricerca della profondità e della potenza. Potapova, invece, accetta di rischiare ma rimane molto più centrata sul proprio piano tattico e raccoglie così una delle vittorie più prestigiose della sua stagione.
[Q] Q. Zheng b. [22] M. Keys 1-6 7-6(3) 7-5
(Di Niccolò Moretti)
Continua il torneo da favola di Qinwen Zheng. La cinese classe 2002, sprofondata fino al numero 121 del ranking dopo due stagioni segnate dai problemi fisici e discontinuità di risultati, firma una delle vittorie più spettacolari dello US Open 2026. Partita dalle qualificazioni, Zheng raggiunge il quarto turno a New York dopo i quarti disputati nel 2023 e nel 2024, battendo in rimonta Madison Keys, campionessa dell’Australian Open 2025 e finalista a New York nel 2017.
L’inizio, però, è tutto fuorché promettente per la nativa di Shiyan. Keys parte molto meglio: serve con maggiore efficacia, comanda da fondo e soprattutto sembra riuscire a leggere meglio la partita. Zheng appare rigida negli spostamenti e fatica a trovare profondità con i colpi da fondo. Nel quarto game arriva il primo break dell’americana, che sale 3-1, poi tiene il servizio a zero e nel gioco successivo strappa ancora la battuta alla cinese, ancora senza concederle un punto. Zheng sembra completamente fuori dal match e Keys chiude il set alla prima occasione, 6-1, in maniera quasi autoritaria.
Dopo la pausa tra i due parziali, però, probabilmente scatta qualcosa. Zheng rientra in campo con tutt’altro piglio e apre il secondo set tenendo il servizio a zero. Nel game successivo si procura subito una palla break, segnale di una partita che improvvisamente si riequilibra. La cinese cresce nello scambio, trova maggiore profondità e soprattutto comincia a reggere meglio il ritmo dell’avversaria. La svolta arriva nell’ottavo game, quando Zheng trova il break alla seconda occasione utile. Keys reagisce però immediatamente e controbrekka, riportando il set sui binari dell’equilibrio. Si arriva così velocemente al tie-break, dove si procede on serve fino al 3-2. Qui, al termine di uno scambio molto lungo, Zheng trova una splendida soluzione di diritto che vale il minibreak del 4-2. La cinese gestisce il vantaggio con grande lucidità e al primo set point, sul servizio dell’avversaria, chiude il parziale e rimette la partita in perfetta parità.
Il terzo set sembra però riportare tutto dalla parte di Keys. L’americana tiene il servizio in apertura e nel secondo game strappa subito la battuta a Zheng al termine di un gioco combattuto ai vantaggi. Poi consolida il vantaggio e, in un altro lungo game, trova anche il secondo break. La cinese torna a muoversi con maggiore fatica e sembra in netta difficoltà dal punto di vista fisico. Keys vola così sul 5-0 e la partita sembra praticamente chiusa. È proprio lì, però, che cambia di nuovo tutto. Zheng serve per rimanere nel match e tiene il proprio turno di battuta a zero, quasi a dare un segnale di un atteggiamento completamente nuovo alla partita.
Nel game successivo annulla un match point e trova il primo controbreak. Poi tiene ancora il servizio, strappa nuovamente la battuta a Keys e completa il rientro fino al 5-5. L’americana, che fino a pochi minuti prima sembrava in totale controllo, esce progressivamente dalla partita sia mentalmente sia fisicamente. La cinese, al contrario, cresce punto dopo punto. Tiene il servizio per il 6-5 e nel game successivo completa una rimonta che ha dell’incredibile, trova un altro break e chiude la partita dopo sette game consecutivi, trasformando uno 0-5 che sembrava senza appello in un clamoroso 7-5. Quarta vittoria in 3 set consecutiva per la cinese che diventa la prima qualificata a giocare gli ottavi da Emma Raducanu nel 2021, in quel caso ci ricordiamo bene come andò.
[5] M. Andreeva b. N. Bartunkova 6-2 7-5
(Di Niccolò Moretti)
Mirra Andreeva continua la sua corsa a New York. La numero 5 del mondo e quinta testa di serie supera la ceca Nikola Bartunkova in due set e raggiunge per la prima volta in carriera gli ottavi dello US Open. Per la campionessa del Roland Garros si tratta della 43esima vittoria del 2026 e della nona qualificazione alla seconda settimana di uno Slam. Al prossimo turno troverà Anastasia Potapova, reduce dal successo su Amanda Anisimova.
Andreeva mette subito le cose in chiaro. Alla prima palla break dell’incontro la russa strappa il servizio a Bartunkova e consolida immediatamente il vantaggio salendo 2-0. Il suo tennis intenso, fatto di grande atletismo, profondità e soprattutto di una notevole regolarità da fondo, mette fin dalle prime battute la ceca sulla difensiva. Andreeva spinge quando ne ha la possibilità, ma senza regalare quasi nulla: a fine partita saranno appena 15 gli errori non forzati, contro i 19 dell’avversaria. Sul 3-2 la numero 5 del mondo ha già l’opportunità di piazzare un secondo break, ma Bartunkova riesce a salvarsi. È soltanto un rinvio. Sul 4-2 Andreeva torna a premere in risposta, questa volta strappa nuovamente il servizio e vola sul 5-2. Il primo set, nel quale la differenza di valori appare piuttosto evidente, si chiude alla prima occasione utile.
Il secondo parziale è invece decisamente più divertente. L’inizio sembra promettere un’altra cavalcata della russa: Andreeva riparte esattamente da dove aveva lasciato e, alla seconda occasione, trova immediatamente il break. Questa volta, però, Bartunkova reagisce. La ceca trova subito il controbreak e torna sull’1-1, dando finalmente alla partita un equilibrio che nel primo set si era visto soltanto a tratti. Bartunkova acquista fiducia, riesce a reggere con maggiore continuità gli scambi da fondo e nel sesto game piazza addirittura un altro break, salendo 4-2. È il momento più complicato della partita per Andreeva, ma la 19enne nativa di Jrasnojarsk è bravissima a non scomporsi e a non mostrare nessun passaggio a vuoto prolungato. La reazione è immediata e il controbreak riporta subito la russa in carreggiata.
Bartunkova ha però il merito di non disunirsi. Nonostante Andreeva continui a dare la sensazione di avere qualcosa in più negli scambi, la ceca rimane agganciata ai propri turni di servizio e riesce a trascinare il secondo set fino al tie-break. Qui Andreeva sembra inizialmente mettere la parola fine alla partita: parte fortissimo e vola 4-0. Bartunkova, però, trova un ultimo sussulto. Recupera entrambi i minibreak e riapre completamente un jeu décisif che sembrava già indirizzato. La tensione sale e si arriva fino alle battute conclusive in equilibrio.
Sul 6-5, però, arriva il primo match point per Andreeva. La russa non cerca una soluzione affrettata, accetta di prolungare lo scambio, costringe Bartunkova a giocare un colpo in più e alla prima occasione utile chiude la partita. Andreeva raggiunge così per la prima volta gli ottavi a Flushing Meadows, aggiungendo un altro tassello a una stagione che l’ha già vista conquistare il Roland Garros. Bartunkova riesce a trasformare il secondo set in una vera battaglia, ma nei momenti decisivi emerge la maggiore solidità della numero 5 del mondo.
[8] I. Swiatek b. [25] M. Bouzkova 7-6(3) 7-6(3)
(Di Beatrice Becattini)
Iga Swiatek vince una partita per niente semplice con Marie Bouzkova e avanza gli ottavi dello US Open. Servono ben due tiebreak alla polacca per piegare la resistenza della sua avversaria – 7-6(3) 7-6(3) il punteggio finale –, la quale paga la scarsa concretezza nel capitalizzare i momenti a lei propizi. La ceca spreca davvero troppo per pensare di avere la meglio sulla ex numero 1 del mondo e incassa la quarta sconfitta in altrettanti incroci, con zero set vinti.
Il match si apre con una serie di quattro break consecutivi. Swiatek cede immediatamente la battuta, ma è brava a rifarsi subito. Nonostante i rimpianti per le due occasioni sfumate con altrettante imprecisioni – un diritto e una volée in corridoio – alla terza fa 1-1. Da fondocampo quando la polacca prende in mano le redini dello scambio costringe a continue rincorse Bouzkova, a cui spesso non basta una difesa estrema. Tuttavia, a tradirla sono gli errori. Quando sembra essersi regolarizzata con i propri fondamentali, Iga torna nella versione fallosa di sé e cede ancora il servizio. Neppure la ceca prende ritmo alla battuta e offre il controbreak alla rivale.
In seguito, i ritmi trovano la strada della regolarità. Se Swiatek è la prima a salvare il proprio turno, anche Bouzkova fa lo stesso fino a un ulteriore punto di rottura nel primo set. Sul 5-5 la numero 26 del mondo si procura tre palle break, che, se convertite, la porterebbero a servire per il vantaggio. Le prime due sfumano grazie all’attenzione e alla determinazione di Iga, ma la terza è quella buona. La ceca cambia l’inerzia dello scambio con un diritto incrociato che coglie impreparata l’avversaria. Ciononostante, la ex numero 1 del mondo non si lascia irretire dall’incidente di percorso e piazza il controbreak che le vale il tiebreak. Il tredicesimo gioco premia Swiatek per 7 punti a 3.
Il secondo parziale è altrettanto caotico. Da una parte il set portato a casa non dà tranquillità a Swiatek, dall’altra le occasioni mancate non abbattono Bouzkova. Così, la 28enne di Praga scappa subito 3-0. Iga reagisce e recupera il break, ma quando deve completare il riaggancio sul 3-3 perde ancora il servizio. La ceca non fa meglio e subisce un altro break. La numero 8 del mondo tentenna ancora alla battuta, ma annulla una chance di 5-3 all’avversaria e rimette la frazione in parità. Poi sul 6-5 salva anche tre set point e obbliga Bouzkova a un secondo tiebreak, dove è ancora Swiatek a prevalere per 7 punti a 3. Ora per la campionessa del 2022 c’è Qinwen Zheng.
[4] C. Gauff b. C. Bucsa 6-3 6-4
(Di Beatrice Becattini)
Coco Gauff stacca il pass per gli ottavi di finale dello US Open, superando in due set, 6-3 6-4, Cristina Bucsa, già battuta nell’unico precedente a Indian Wells nel 2023.
La trionfatrice del 2023 parte in maniera deficitaria. Sprecata una palla break nel secondo gioco, è la statunitense a perdere la battuta sull’1-1. Imprecisioni e poca concretezza fanno capolino anche nel quarto game, in cui la numero 4 del mondo manca due opportunità di controbreak. Bucsa è regolare nella sua azione,che accompagna con qualche sortita a rete, con fortune alterne. Dal 3-1, però, Gauff cambia definitivamente passo, per la gioia dell’Arthur Ashe. Dapprima ricuce lo svantaggio, poi opera il sorpasso con una striscia di cinque giochi consecutivi.
Nel secondo parziale, invece, succede tutto verso la fine. Fino al 3-3 i turni di servizio scandiscono il ritmo all’insegna della normalità. Poi d’improvviso Coco riesce a riaccendersi. La numero 40 del mondo non rintraccia più l’efficacia nelle proprie soluzioni e perde per due volte di fila il servizio, propiziando di fatto la vittoria in due set della padrona di casa. Per la quarta forza del seeding agli ottavi si prospetta una sfida con un’avversaria più giovane di lei – la tennista della Florida è classe 2004 –. Infatti, incrocerà la racchetta con Iva Jovic.
[13] N. Osaka b. [23] E. Mertens 6-3 3-6 7-5
La tennista fiamminga prova a non offrire angoli alla rivale ma Osaka sembra iniziare con sufficiente pazienza per aspettare il momento dell’affondo; inizialmente Mertens fa suoi alcuni scambi in diagonale ma nel quarto gioco la campionessa giapponese riesce ad alzare la cadenza dello scambio e mette a segno il primo break.
La numero 13 del seeding non è impeccabile nella misura dei colpi ma accetta di commettere qualche errore pur di tenere la belga sotto pressione; inoltre il servizio pare rispondere bene, nonostante la battuta principale non entri spesso, e tiene Elise a distanza. Mertens rompe lo schema da fondocampo con un intervento pregevole al volo di rovescio ma la soluzione resta estemporanea, insufficiente a turbare la serenità di Osaka.
L’atleta belga si avvicina comunque nel punteggio fino al 3-5 avendo annullato due setpoint, e nel game successivo si avvale di un errore di rovescio della nipponica per casncellarne un terzo, ma a sua volta non sfrutta due palle-break e finisce per cedere 6-3. L’ultima fase di gioco vede Elise comunque alla ricerca di soluzioni più arrischiate in risposta, strada da percorrere nella seconda frazione per ottenere il break.
Il secondo parziale registra il break a favore della favorita della vigilia già nel terzo game, ma Mertens, nonostante la pericolosità della prima palla della rivale, non perde di propositività in ribattuta. Osaka mostra segni di nervosismo, picchia i piedi per terra dopo un errore ed è imprecisa con il dritto: il break di vantaggio sfuma e la belga sale sul 3-2 e poi sul 4-3 dopo aver annullato due palle-break consecutive.
Elise si sta appoggiano bene ai colpi di Naomi, che sta smarrendo accuratezza nei colpi e alza il numero degli errori, concedendo con un rovescio lungolinea in corridoio il turno di battuta che vale il 3-5. Mertens ha paura, manca una volée facile di dritto e concede una palla-break, ma non si perde d’animo e rimonta fino al 6-3 che ristabilisce l’equilibrio nel contoe dei set. Gli errori non forzati di Osaka nella seconda frazione sono 16.
Alla ripresa del confronto nel decider Naomi conferma di non saper dare continuità al suo forcing e, dopo aver rischiato di subirlo nel terzo gioco, nel quinto concede il break con un rovescio che si spegne in mezzo alla rete. Sarebbe il momento della belga ma Elise mostra scarsa personalità, gettando un paio di punti malamente oltre le righe che causano il 15-40.
Osaka però sa far peggio e spreca tutto; Mertens rivede così la possibilità di consolidare il break di vantaggio e lo fa, mettendo a segno, tra l’altro, un dritto in cross che lascia di stucco la rivale: 4-2. E’ qui che la quattro volte campionessa Slam reagisce da par suo: sul 3-4 chiede conforto al fisioterapista, forse spezando il ritmo della belga, che cede il vantaggio del break e non sfrutta una palla per togliere nuovamente il servizio alla giapponese. Osaka chiede tutto al suo colpo di inizio gioco e sale 5-4.
Mertens serve per prolungare la partita ed è sul punto di cedere quando Osaka arriva al 30-40, ma Naomi allunga troppo un dritto innocuo ed Elise è bravissima a cavarsi dalla buca con coraggio e con il dritto a uscire. La tennista giapponese sa però aspettare e sul 6-5 in suo favore usufruisce di altri due matchpoint: il primo sfuma per bravura della belga, sul secondo il dritto in cross oltrepassa la riga del corridoio, ma il terzo, quarto nel complesso, è quello che, dopo due ore e trentanove minuti di gioco, la spinge verso l’ottavo di finale, con Rybakina oppure Starodubtseva.
[14] I. Jovic b. [17] A. Eala 7-5 3-6 7-5
Jovic riesce a far patire la differenza di peso di palla sin da subito alla mancina delle Filippine, il cui servizio di riserva viaggia troppo piano per dare pensiero all’americana, che sale fino al 4-1 con due break di vantaggio. Qui però Eala sceglie un atteggiamento più aggressivo in risposta e i ritorni giungono prestissimo: la tennista asiatica toglie la battuta all’avversaria una prima volta e si procura due palle-break nell’ottavo gioco, la seconda con una formidabile risposta di rovescio in cross.
Alexandra riceve la seconda di servizio di Iva un metro prima della riga di fondo e condiziona la rivale, che sporca le percentuali della prima palla e commette anche un doppio errore. Il coraggio premia Eala, che recupera per intero lo svantaggio ma che paga lo sforzo subendo, a zero, un terzo break, che definisce il 5-4 per l’americana, a un passo dal primo set.
Jovic muove benissimo con il drive ma nuovamente la battuta la sostiene poco; Eala manca una palla-game ma ne trova un’altra grazie a un contropiede di dritto che sorprende la statunitense. L’atleta asiatica non demorde, spinge e ritrova la parità a quota cinque, la sua personaità e il suo coraggio paiono influenzare il rendimento di Iva. La statunitense è però bravissima a recuperare da 30-0 e pescare il poker di punti che le porge il nuovo break del 6-5 e poco dopo il 7-5 che chiude la prima frazione. In un’ora e due minuti i colpi vincenti sono 13-12 per chi l’ha vinta.
All’inizio del secondo set Eala è subito in difficoltà ma pone riparo a un pericoloso 15-40; la mancina asiatica monta con il dritto in risposta su una seconda palla dell’americana e conquista la rete, ma il lob di Jovic la costringe ad arretrare e lo smash casca in corridoio. Alex non ha perduto in iniziativa e dapprima si porta alla prima pausa lunga sul 2-1, conquistando poi una palla per togliere la battuta all’americana.
Jovic cancella la minaccia ma la prima battuta continua ad andare e venire e allora Eala le entra in casa con la risposta e il 3-1 è cosa fatta, la ragazza delle Filippine ha grande coraggio e con il rovescio incrociato sfida e batte il temibile dritto della rivale.
La numero 17 del seeding ha un nuovo calo di tensione e restituisce all’americana quanto tolto poco prima ma è in grado di ridarsi corrente in maniera formidabile e sul 30-40 nel sesto gioco prima ribalta una situazione di ritardo in difesa con un lob e successivamente con un recupero in chop di rovescio, poi chiude il break del 4-2 con un dritto lungolinea che riceve un lungo applauso dell’audience.
Il match continua ad avere un andamento fuori dagli schemi del servizio e abbiamo altri due break consecutivi prima che Eala si aggiudichi la battaglia di nervi che le consente di tenere la battuta sul 5-3 e di pareggiare così il conto dei set: per lei nella frazione c’è il 56% di punti con la prima palla, Jovic si ferma a 44.
L’americana ha più punch ma sembra più stanca della rivale, che non si concede pause nel forcing e si porta sul 4-2 con un parziale di 8 punti a zero. E’ il momento più difficile per Iva che però risponde in maniera splendida e con un contro-parziale di 8-2 toglie la battuta all’avversaria e si sistema sul 5-4. Eala si risveglia bruscamente e prova a reagire inventando un chop di dritto corto per il 15 pari.
Nemmeno lei ha troppe energie e deve concedere la palla-gara, ma l’americana sbaglia un dritto e rimette in corsa la filippina, che dopo la paura intasca il 5-5. Jovic però ha superato le difficoltà fisiche e nel dodicesimo game sale fino al 30-40 che le vale il secondo matchpoint e stavolta l’ultima, coraggiosa azione di Eala termina con un dritto in rete. Tre ore e quattro minuti di battaglia, piacevole e piena di capovolgimenti di fronte; per Jovic ora agli ottavi c’è Gauff.
[2] E. Rybakina b. Y. Starodubtseva 7-6(6) 6-3
La campionessa kazaka ha la dinamite nella battuta e sparge ace (saranno 11) con generosità nel primo set; Elena è però generosa anche nel gettar via dritti e rovesci, agevolando la resistenza della rivale. Starodubtseva addirittura arriva a togliere la battuta alla testa di serie numero due nel nono game, ma Rybakina le rende lo sgarbo immediatamente, evitando una capitolazione che sarebbe stata davvero imprevedibile.
La kazaka non ha finito di rischiare perché nel tie-break deve servire per cancellare un setpoint, ma da lì in poi per lei c’è un tris di punti che le dà il parziale. Il successo nella frazione ha inizialmente l’effetto di caricare la kazaka, che trova resistenza inferiore e può distribuire le sue soluzioni con maggiore controllo del colpo. Due break, al termine del primo e del quinto gioco, le danno il 4-1 della tranquillità apparente.
C’è infatti ancora spazio per una reazione dell’atleta ucraina, che riesce a recuperare uno dei due break di ritardo; la battuta di Rybakina è meno tonante che non nel primo set, Yulia è brava nel tenere il campo ma nel complesso il tutto sembra dipendere soprattutto da un momento di pausa della campionessa, che recupera la necessaria attenzione e guida sino al termine, con il 6-3 che la iscrive al quarto turno, nella stessa casella di Naomi Osaka.
