Per la dodicesima volta, la settima come Repubblica Ceca dopo i cinque allori della Cecoslovacchia, il titolo di vincitrici della Billie Jean King Cup (già Federation Cup) prende la strada di Praga. Tre vittorie per 2-0 sei incontri con solo un set perso, il secondo del primo incontro, tra Bouzkova e l’inglese Kartal.
Da lì in poi una corsa senza ostacoli con Muchova splendido numero due e Noskova ormai leader del movimento, dolcissima e spietata, dalla battuta (32 ace) alla risposta, passando per una cadenza da fondocampo irresistibile e senza soste. Sicuramente per lei il valore delle avversarie salirà sin dalle fasi decisive del torneo di Pechino che inizia lunedì, ma l’antipasto agonistico della competizione a squadre è parso il miglior riscaldamento possibile per la stagione asiatica.
Per le ragazze sconfitte Kalinina ha potuto poco mentre Svitolina non ha lasciato il court senza griffare il match con alcune soluzioni di classe autentica, il tutto corredato dal suo consueto spirito battagliero, ma oggi tutto il suo bagaglio di esperienze le è valso solo il diritto a giocare un tie-break; di più era davvero difficile chiederle. Hanno vinto le migliori.
Cechia-Ucraina 2-0
[CZE] L. Noskova b. [UKR] E. Svitolina 6-3 7-6(5)
La seconda di Svitolina fa le bizze, Noskova recupera un break di ritardo e conduce in porto il set (di Cipriano Colonna)
L’aspetto più interessante di questo confronto è senza ombra di dubbio il confronto di stili anche nel modo in cui le due giocatrici ricercano la palla, Noskova sprigionando tutta la propria superiore potenza e accettando spesso e volentieri di colpire in open stance. Differentemente, Svitolina cerca sempre di impattare di fianco evitando il più possibile di dover eseguire i suoi colpi in allungo, che vorrebbe dire giocare sistematicamente di ricorsa perdendo pedissequamente campo.
La chiave per Elina sarà capire quanto riuscirà a comandare il gioco e soprattutto ad essere protagonista nei game di risposta. Più l’ucraina controllerà il comando delle operazioni, maggiormente riuscirà a muovere Linda non dandole così la possibilità di lasciare andare i suoi comodini con gli appoggi ben piantati. Difatti, fin da subito la veterana di Odessa esprime grandissima aggressività nei turni di ribattuta, impedendo alla ceca di fare il suo gioco. Al contrario, col servizio a disposizione Svitolina lavora molto di più gli scambi per stanare Noskova imbrigliandola in punti laboriosi che la costringano a frequenti spostamenti laterali.
All’ordine tattico e l’ingegno strategico dell’ucraina controbattono tutta la qualità di colpitrice della campionessa di Wimbledon unita al suo talento manuale nel pescare soluzioni alquanto complesse. Dopo uno scambio di break tra quarto e quinto gioco, arriviamo sul 3-3 dopo che Linda rimonta dal 15-30 e ai vantaggi tiene il servizio. A metà set, Elina ha un andamento agli antipodi col servizio: 11 punti vinti 13 prime mentre appena uno sulle sei seconde. In generale dopo un avvio convincente, le battute sporcano la loro efficacia. Nel contro-break subito, Svitolina aveva rimontato dallo 0-40 prima di capitolare alla quarta chance offerta e lo stesso copione si ripete nel settimo gioco che addirittura dura oltre 7 minuti con Noskova che ha bisogno della settima palla break del game per cominciare a fare gara di testa.
La ventunenne ceca consolida il vantaggio nonostante due doppi falli che le complicano i piani dal 40-15, ma riesce comunque a portarsi 5-3. A quel punto, Elina accusa il contraccolpo psicologico e cede per la terza volta il servizio.
Nel tie-break tre ace per Svitolina ma Noskova trionfa 7-5
Nei primi minuti del secondo set Elina si cimenta nella soluzione in contropiede in un paio di occasioni, con il passante e con la volée, imbrogliando la rivale, ma l’ostacolo principale alla rimonta rimane la differenza di velocità della prima palla, che, scagliata dalla ceca, viaggia con 20 chilometri all’ora in più. Inoltre, Svitolina non pare perfettamente centrata anche con la seconda palla di Noskova, che sa alternare traiettorie ed effetti e si porta sul 2-1 dopo 11 minuti di gioco.
La tre volte vincitrice di Roma riesce comunque a fermare la serie di sei game consecutivi al passivo e, soprattutto, serve più prime palle e in maniera più incisiva, neutralizzando temporaneamente l’aggressività della numero sei del mondo in risposta. Anche due ace figurano nel pallottoliere della tennista di Leopoli e il settimo game potrebbe essere il momento della riscossa: l’ucraina si porta sul 15-30 resistendo duramente al forcing della morava, ma di nuovo Linda sa ricorrere alla battuta e smorza le aspirazioni della rivale.
Svitolina sa capitalizzare i frutti della vena alla battuta e può spostare con maggiore efficacia l’avversaria, condizionandone la precisione dell’affondo; Noskova prova a rompere lo schema portandosi a rete sulla seconda battuta, ma la soluzione rimane isolata e non impedisce alla tennista in gialloazzurro di approdare al 4-4.
La campionessa di Wimbledon sale sul 5-4 impiegando soltanto quattro punti e qui Elina mostra di che pasta è fatta perché rende immediatamente la cortesia, esordiendo con un rovescio da destra verso sinistra che lascia di sasso la rivale. La regola del servizio impera fino alla fine e il tie-break è l’epilogo naturale: Svitolina arriva a servire un tris d’assi ma anche a mettere in rete un dritto e un rovescio sicuramente evitabili.
Noskova ha così il coraggio di scendere a rete una volta sola, per il 5-3 con una volée di rovescio un pochino approssimativa ma efficace, e sul 6-3 aspetta di avere la battuta per tuonare sul campo avverso e chiudere con un dritto inside in. E il pronostico d’inizio torneo è rispettato.
