Da Torino a Bologna, il tennis italiano si prepara a vivere due settimane di grande prestigio, ma senza il suo protagonista più atteso. La decisione di Jannik Sinner di chiudere anticipatamente la stagione 2026 priva le ATP Finals e la fase finale di Coppa Davis del numero uno del mondo, costretto a prolungare lo stop per i problemi al ginocchio.
Se per Torino l’assenza dell’altoatesino rappresenta soprattutto una perdita in termini di spettacolo e richiamo, a Bologna rischia di incidere direttamente sugli equilibri della competizione. L’Italia di Filippo Volandri andrà a caccia della quarta Insalatiera d’Argento consecutiva, un’impresa storica da inseguire senza il suo giocatore più forte e con le condizioni di Lorenzo Musetti ancora da valutare.
Due appuntamenti ravvicinati, due sfide differenti e una certezza condivisa dai vertici del tennis italiano: la salute di Sinner viene prima di qualsiasi trofeo. Lo hanno ribadito il capitano azzurro, intervistato da la Repubblica, e il presidente della FITP Angelo Binaghi, che ha parlato a La Stampa.
Volandri: «Sinner fondamentale anche per lo spirito di squadra»
Soltanto due settimane fa, in occasione del sorteggio di Bologna, Volandri aveva espresso un cauto ottimismo sul recupero di Sinner. Il numero uno del mondo aveva ripreso ad allenarsi e sembrava procedere verso un graduale ritorno all’attività agonistica.
Le cose, evidentemente, non sono andate come sperato.
«A Montecarlo è sceso in campo due giorni con Flavio Cobolli, e poi coi ragazzi della Accademia di Riccardo Piatti: sembrava fosse tutto come previsto, poi deve avere alzato l’intensità e si vede che non ha retto», ha raccontato il capitano azzurro a la Repubblica.
Volandri non esclude che il problema al ginocchio richieda ancora parecchio tempo per essere risolto completamente. E condivide la prudenza del giocatore e del suo entourage, intenzionati a non forzare il rientro prima di aver recuperato la piena efficienza fisica.
Per la Nazionale, però, la perdita è importante e non riguarda soltanto gli aspetti tecnici.
«Tutti i capitani del mondo vorrebbero avere Jannik: ma non solo perché è il numero 1 del mondo. In gruppo è fondamentale, sa fare squadra», ha sottolineato Volandri.
Il capitano, tuttavia, non vuole trasformare l’assenza del suo fuoriclasse in un alibi. Al contrario, ricorda come la profondità del movimento italiano abbia consentito alla squadra di superare situazioni complicate anche nel recente passato.
«Abbiamo vinto le ultime tre Insalatiere d’Argento con tre formazioni diverse. La nostra forza è proprio quella di esserci costruiti e preparati per gestire le emergenze con tanti giocatori».
Anche Musetti preoccupa: le convocazioni dopo Vienna e Parigi
L’assenza di Sinner non è l’unica incognita che accompagna la preparazione dell’Italia. C’è infatti da valutare la situazione di Lorenzo Musetti, alle prese con una frattura da contusione all’anulare della mano destra.
Al momento dell’intervista, Volandri aveva spiegato che il carrarino stava riprendendo gradualmente gli allenamenti, senza avere ancora certezze sui tempi del ritorno in campo.
Il capitano non intende comunque affrettare le scelte. Le convocazioni per Bologna arriveranno soltanto dopo aver verificato lo stato di forma dei possibili protagonisti negli ultimi appuntamenti del circuito.
«Prima di pensare alla formazione preferisco aspettare i tornei europei indoor: vediamo chi c’è a Vienna, e Parigi», ha spiegato Volandri, indicando con chiarezza i criteri che guideranno le sue decisioni.
«Convocherò chi in quel momento mi darà più garanzie dal punto di vista tecnico, fisico e mentale. Non sono preoccupato».
L’obiettivo, naturalmente, resta quello di difendere il titolo. L’Italia farà il suo esordio il 25 novembre contro la Corea del Sud, avversaria che il capitano invita a non sottovalutare, richiamando in particolare le qualità di Hyeon Chung.
E se il primo ostacolo appare sulla carta affrontabile, il percorso verso il quarto titolo consecutivo presenta insidie ben più significative. Volandri cita soprattutto la Repubblica Ceca e la Spagna di Carlos Alcaraz, qualora lo spagnolo riuscisse a presentarsi all’appuntamento nelle migliori condizioni.
Per il momento, dunque, nessun proclama: «Un passo alla volta».
Binaghi: «Sinner è una Formula 1, non può vivacchiare»
Se Volandri deve soprattutto preoccuparsi delle alternative a disposizione, Angelo Binaghi guarda alla vicenda da una prospettiva differente: quella della tutela di un patrimonio sportivo che, a soli 25 anni, ha ancora davanti a sé una parte potenzialmente lunghissima della carriera.
Intervistato da La Stampa, il presidente della FITP ha ammesso di non aspettarsi uno stop così prolungato. L’entourage del giocatore lo aveva informato soltanto poco prima dell’annuncio, mentre i precedenti contatti avevano alimentato una certa fiducia sulla possibilità di rivedere Jannik in campo entro la fine dell’anno.
Di fronte alla necessità di interrompere la stagione, tuttavia, Binaghi non ha dubbi sulla priorità da seguire.
«Il bene più importante sono le sue condizioni e il suo futuro, Jannik ha 25 anni e può durarne altri 10. È una Formula uno, ogni volta che va in campo vince o ci arriva molto vicino. Non può vivacchiare».
Secondo il presidente federale, il problema sarebbe legato a un processo infiammatorio particolarmente delicato da gestire, piuttosto che a una lesione traumatica.
«Il suo stop non è frutto di un trauma o di una rottura, ma un’infiammazione difficile da gestire. Ergo, bisogna aver pazienza e andarci molto cauti».
Binaghi ha inoltre raccontato che la federazione si è messa a disposizione dello staff del campione anche per alcune necessità legate alle cure, ribadendo la volontà di offrire tutto il supporto possibile.
La sfida di Bologna: dimostrare che l’Italia non dipende da un solo campione
La rinuncia di Sinner rappresenta indubbiamente un duro colpo per le ambizioni azzurre, ma offre anche un’occasione per misurare fino in fondo la profondità del tennis italiano.
Le tre Davis consecutive hanno avuto protagonisti e formazioni differenti, e proprio su questa capacità di trovare risorse alternative Volandri intende costruire la prossima spedizione.
La vera incognita, più ancora dei nomi, sarà la condizione dei giocatori al termine di una stagione lunga e fisicamente impegnativa. Da qui la scelta di rimandare le convocazioni e valutare non soltanto il rendimento tecnico, ma anche le garanzie atletiche e mentali.
Nel frattempo, l’Italia dovrà imparare a convivere con un’assenza che inevitabilmente ne modifica le prospettive. Non significa rinunciare alle proprie ambizioni, ma affrontarle con una consapevolezza diversa.
Per Sinner, invece, comincia un periodo nel quale il risultato più importante sarà recuperare completamente. Una scelta che Volandri considera necessaria, anche alla luce delle sollecitazioni sempre maggiori imposte dal tennis moderno.
«A volte è meglio fermarsi», ha osservato il capitano, convinto che il tempo possa diventare un alleato del suo giocatore.
«Potrà prepararsi al meglio fisicamente e questa esperienza lo farà crescere ancora. Tornerà più forte di prima».
L’Italia, intanto, proverà a continuare a vincere anche senza di lui.
