Zverev: “La mia caviglia peggiora quando la partita si allunga”

Dopo la vittoria su de Minaur, il tedesco parla delle proprie condizioni fisiche e dell'abitudine di far rimbalzare troppe volte la pallina prima di servire: “Non voglio distrarre i miei avversari, voglio vincere con il tennis”

Di Luca De Gaspari
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Alexander Zverev - US Open 2026 (x @usopen)

Nella conferenza stampa successiva alla vittoria di questa sera su Alex de Minaur, Zverev ha espresso grande soddisfazione per il livello del proprio tennis, sottolineando i progressi rispetto alle precedenti uscite: “Credo sia stata una partita piuttosto buona, soprattutto da fondo campo. Su una superficie come questa de Minaur è davvero difficile da affrontare, perché è velocissimo, colpisce molto piatto e la palla schizza via dopo il rimbalzo. Oggi il mio livello è stato decisamente superiore rispetto alle ultime due partite e sono molto soddisfatto dei miglioramenti”.

Il tedesco ha poi parlato delle condizioni della caviglia destra, che continua a procurargli qualche problema: “Oggi stavo facendo talmente bene alcune cose, indipendentemente dalla condizione fisica, che non ho avuto bisogno di compiere grandi sforzi. Più la partita si allunga, più la mia caviglia peggiora. Sono riuscito a giocare velocemente, senza dover affrontare scambi lunghi o punti molto dispendiosi dal punto di vista fisico”.

Zverev ha spiegato anche come il problema influisca sul servizio: “È proprio quando servo che avverto maggiormente la caviglia, ma dipende dallo sforzo accumulato negli scambi precedenti. Se riesco a evitare quello sforzo, mi sento meglio anche al servizio”.

Troppe palline fatte rimbalzare prima del servizio: Zverev promette di correggersi

Non è mancato un curioso episodio al termine dell’incontro, quando Zverev si è brevemente intrattenuto con il giudice di sedia. Il tedesco ha spiegato che l’arbitro gli aveva semplicemente consigliato di prestare maggiore attenzione allo shot clock, il cronometro che scandisce i 25 secondi a disposizione tra un punto e l’altro.

“Non so perché, ma quest’anno faccio rimbalzare la pallina tantissime volte prima di servire”, ha ammesso sorridendo. “È cominciato allo US Open, non so nemmeno perché. Me ne rendo perfettamente conto e sto cercando di correggermi. Credo sia un’abitudine piuttosto inutile da parte mia”.

Zverev ha aggiunto che contro de Minaur spesso era pronto a servire rapidamente, ma doveva aspettare che l’australiano tornasse dall’asciugamano. Quando l’avversario era pronto, rimanevano talvolta appena dieci secondi sul cronometro, troppo pochi per completare tranquillamente la propria routine.

“Comunque lo faccio già meno rispetto a New York, dove ero arrivato a livelli estremi. Non me ne rendevo conto, perché tenevo il telefono spento e non seguivo i social. Ma ci sono questioni che riguardano la correttezza del gioco e il rispetto dell’avversario. Se quello che faccio può distrarre qualcuno, non voglio continuare. Voglio vincere grazie al mio tennis“.

In semifinale c’è Davidovich Fokina

Il prossimo ostacolo sarà Alejandro Davidovich Fokina, al quale Zverev ha riservato parole di grande considerazione: “Sta giocando davvero bene, soprattutto qui in Asia. In questo momento il suo livello è incredibilmente alto. Ha vinto un torneo e adesso è arrivato in semifinale anche qui. Mi aspetto una partita di altissimo livello da parte sua e, spero, anche da parte mia. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida”.

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