Moya non fa drammi: “Rafa è umano, può capitare di perdere”

L’ex n.1 al mondo ha ricordato come anche l’anno scorso Nadal perse contro Thiem a Roma. Ma sappiamo tutti come è andata a finire a Parigi

Di Valerio Vignoli
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Rafa Nadal e Carlos Moya - ATP Finals 2017 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)
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Nonostante l’inattesa sconfitta contro l’austriaco Dominc Thiem tra le mura amiche di Madrid, nel clan di Rafa Nadal regna la tranquillità. A mandare questo messaggio è stato Carlos Moya, suo attuale allenatore nonché grande amico, subito dopo la partita. “Questo è lo sport”, ha dichiarato Moya, cercando di “umanizzare” il re della terra battuta,  “La gente prende un sacco di cose per scontate. Vedono solo il giocatore, non vedono l’uomo che ci sta dietro”. Secondo l’ex n.1 al mondo, l’eccessivo nervosismo di Rafa e un’eccezionale prestazione di Thiem sono la spiegazione del risultato negativo del match. “Tutti hanno esitazioni, tutti passano dei momenti in cui si sentono nervosi”, ha proseguito, “Si è innervosito alcune volte durante la scorsa stagione ma ha trovato la maniera di superare queste situazioni. Oggi non ci è riuscito. Anche a causa del suo avversario che ha giocato benissimo”.

Moya ha anche rivelato che fin dal riscaldamento della mattina Rafa gli era sembrato un po’ nervoso e poco in palla. Ma che non aveva fatto troppo caso a questo dettaglio. “Il riscaldamento non è stato buono oggi”, ha sottolineato, “Cerco di non dare importanza alla maniera in cui si riscalda di mattina ma oggi siamo stati in campo un po’ più a lungo di quanto perché vedevo che era nervoso e non era soddisfatto della maniera in cui colpiva la palla. Ho avuto queste sensazioni la mattina ma in tante occasioni non ha fatto un buon riscaldamento e poi ha giocato un’ottima partita e viceversa”.

Questa sconfitta è un passo indietro nella marcia del fenomeno iberico verso l’11esimo Roland Garros? “Non penso. Non lo è per noi almeno”, risponde fermamente Moya. Anche l’anno scorso Rafa perse una sola partita nei tornei di preparazione allo slam parigino, sempre contro Thiem, sempre nei quarti di finale, però agli Internazionali d’Italia. Tuttavia a Bois de Boulougne triturò come al solito tutti i suoi avversari, vincendo il torneo senza perdere un solo set. Il vincitore del Roland Garros 1998 non esita a rammentare il precedente ai giornalisti ma indirettamente anche agli atri pretendenti al secondo Major stagionale. “Forse i suoi avversari ora sanno che hanno una chance di batterlo”, ha detto Moya, “Ma sapevamo che sarebbe stata dura vincere tutti i tornei su terra. Sapevamo che questo sarebbe potuto accadere. È successo l’anno scorso a Roma e poi lui ha giocato in maniera fantastica al Roland Garros”. Che la storia sia destinata a ripetersi?

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