Nel 2014, qualcuno aveva predetto il tennis in casa… come forma d’arte

Chi l'avrebbe mai detto che, un giorno, la quotidianità avrebbe imitato l'arte contemporanea (e non viceversa)?

Di Redazione
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Benedetto Bufalino, artista contemporaneo francese a cui piace molto lo sport – basta sbirciare il suo portfolio – aveva precorso i tempi del tennis in casa, che durante questo lockdown è stato declinato in varie forme. Dagli scambi a scavalcare lo stendino di Fognini e Pennetta, alla grandeur delle due ragazze liguri che hanno addirittura provato a giocare da un tetto all’altro (riuscendoci). Il tennis in casa pensato da Bufalino è invece un’installazione d’arte del 2014, in una galleria di Digione, di cui l’artista ha riproposto qualche scatto in questi giorni in cui l’affare di racchette e palline entro le quattro mura è diventato all’ordine del giorno.

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Nell’installazione dell’artista francese c’è tutto: reti tra un ambiente e l’altro, un manto di simil-erba sintetica su cui sono state tracciate delle righe e ovviamente dei giocatori che imbracciano racchette più o meno moderne. Nelle cronache dell’epoca, si legge che ai visitatori dell’installazione veniva richiesto di partecipare a un vero e proprio match di tennis. Quella che allora sembrava un’esperienza esclusiva, oggi è la normalità nelle abitazioni dei tennisofili di tutto il mondo. Bizzarro, no?

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