Nadal e le infiltrazioni al Roland Garros, parla Olivier Niggli (WADA): “Non sono pratiche vietate”

Il direttore dell'Agenzia mondiale antidoping sulle accuse del ciclista Guillaume Martin: "Se Nadal aveva vinto 13 volte a Parigi senza fare infiltrazioni, è probabile che la 14esima non sia dovuta a queste"

Di Matteo Beltrami
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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

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Intervenendo ai microfoni della televisione svizzera RTS, il direttore generale dell’Agenzia mondiale antidoping (la WADA), Olivier Niggli, ha affermato che “Le infiltrazioni a cui si è sottoposto Nadal non sono doping”. Un chiarimento utile per quello che è un tema caldo del momento a seguito della polemica sollevata dal ciclista Guillame Martin, che intervistato da L’Equipe, aveva detto: “Nadal è un eroe perché si fa le infiltrazioni, ma se lo facessimo noi ciclisti passeremmo tutti per dopati. Ho corso al Tour de France e un Giro di Sicilia con una tendinite al ginocchio molto dolorosa. Se avessi fatto delle infiltrazioni forse sarei andato più forte…”.

In merito è intervenuta anche la Società Spagnola di Medicina dello Sport, rilasciando una dichiarazione in cui afferma che le infiltrazioni sono legali anche nel ciclismo: “Le infiltrazioni anestetiche sono procedure terapeutiche di ampio e antico uso, sia in ambito sportivo, sia lavorativo. L’infiltrazione non è un metodo di doping a meno che non venga somministrata una sostanza proibita in quell’iniezione”. E Wiggli, secondo quanto riportato dal media portoghese Bola Amarela, continua:Le infiltrazioni non sono nell’elenco dei prodotti vietati, poiché si stima che non migliorino le prestazioni sportive e che non siano dannosi. Ci si potrebbe chiedere se è accettabile che un atleta d’élite debba sottoporsi a iniezioni prima di una partita. Tuttavia Nadal ha vinto 14 titoli al Roland Garros, e se i precedenti 13 sono stati raggiunti senza la necessità di quelle iniezioni, è probabile che il quattordicesimo non sia stato vinto grazie a loro”.

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