WTA Roma, Swiatek: “Affronto i punti importanti senza particolare pressione. Oggi meno dura che a Madrid ma sono fiera di me allo stesso modo”

“A Parigi il ranking dice che sono favorita, ma il ranking non scende in campo…” dice la tre volte regina di Roma

Di Danilo Gori
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Iga Swiatek - Roma 2024 (foto Francesca Micheli/Ubitennis)

Un dato che colpisce negli ultimi tre match giocati agli Internazionali BNL d’Italia da Iga Swiatek, oggi vincitrice su Aryna Sabalenka in finale, è il numero di palle-break annullate dalla campionessa polacca: ben diciotto su diciannove. Dopo i classici complimenti riservati alla vincitrice del torneo, la domanda iniziale è infatti questa: cosa ti rende così difficile da superare in quei frangenti? Iga sottolinea il lavoro svolto e anche la tranquillità interiore che proviene dalla consapevolezza dei propri mezzi. “Quando affronto quei momenti” – dichiara Swiatek – “in realtà non sento una pressione particolare; vado incontro ai punti decisivi come se avessero la stessa importanza degli altri. Mi conforta poter contare sulle mie buone risorse in ribattuta; se cedo il servizio ho comunque la possibilità di rifarmi subito”.

Alla numero uno della classifica WTA viene fatto notare che solo Serena Williams, in una occasione, in passato è riuscita a vincere Madrid, Roma e Parigi nella stessa stagione, ma lei come sempre non si scompone, resta calma e professa prudenza: “a Parigi sono la favorita, così almeno dice il ranking. Ma il ranking non scende in campo… sono tranquilla anche perché questa finale è stata molto diversa da quella in Spagna. Questo però non toglie nulla al successo di oggi: sono felice, fiera di come ho saputo giocare e di come sono rimasta concentrata e disciplinata nell’affrontare le partite”.

L’atleta di Varsavia confida di essere meno interessata ai punti e alla classifica rispetto alle stagioni precedenti: “in passato ero molto più attenta all’andamento del ranking e alla questione dei punti da difendere. Ora cerco di concentrarmi di più sul gioco, sapendo che se un torneo va male, potrò comunque fare bene già a partire da quello successivo, come è accaduto alle WTA Finals. Pensare troppo a come funziona la graduatoria non aiuta molto”.

L’unica perplessità durante la conferenza stampa per la campionessa polacca deriva dalla domanda sui motivi per i quali non riesce a vincere su tutte le superfici come sul rosso, dal momento che ormai le differenze tra tipi di terreno di gioco si sono assottigliate. “Secondo te” – risponde Iga – “sono uguali? Hai giocato su tutte le superfici? La verità è che sono differenti”. Questione chiusa. L’ultimo pensiero della regina di Roma va alla famiglia: “alla fine ho avuto una videochiamata con mio padre e mia sorella. Durante il torneo vivo nella mia bolla e non sento nessuno, ma quando termina la gara allora provo il bisogno di comunicare con loro. Senza mio padre oggi io non sarei nemmeno qui. Mi è sembrato giusto chiamarli”.

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