Australian Open, Cobolli: “Sono lontano dalla mia forma migliore, ma sono stato sfortunato col sorteggio”

Il tennista azzurro dopo la sconfitta con Etcheverry: "Contando che la mia preparazione non è mai avvenuta ho giocato una buona partita"

Di Christian Attanasio
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Flavio Cobolli - United Cup 2025 (foto Tennis Australia)
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Flavio Coboli non è riuscito a superare l’ostacolo Tomas Martin Etchevvery in questo primo dell’Australian Open da testa di serie numero 32. Per il tennista azzurro purtroppo a fare la differenza è stata la condizione fisica precaria oltre ad una preparazione pressoché assente, come ha spiegato dopo la partita.

Tanta sfortuna tra sorteggio e infortuni:Il sorteggio è sempre un terno al lotto, a volte va bene altre va male, credo di essere stato un po’ sfortunato a riguardo, con il massimo rispetto per tutti gli avversari. Riguardo l’incontro penso di aver disputato una buona partita, anche perché non tutti sanno che la mia preparazione non è praticamente mai avvenuta. C’è tanto rammarico perché potevo sfruttare quel game dove ho avuto il set point, ma non è andata così, ma sono anche contento di come ho gestito i momenti difficili. Mi dispiace ovviamente perché qui mi trovo bene, i campi mi piacciono così come l’atmosfera e il clima quindi volevo dare di più. Devo essere anche realista per come ci sono arrivato, come sto realmente, ancora non mi sento neanche vicino al 100%. Non mi sento bene fisicamente, non sono in forma e mi mancano sia minuti che palle toccate in campo”.

D’obbligo il focus sulle condizioni fisiche: “Dopo Vienna sono andato in vacanza, ottimizzando i tempi. Per tutta la stagione fino al primo giorno in Australia ho giocato massimo un’ora/un’ora e un quarto. A volte non sono nemmeno riuscito a scendere in campo nonostante lo volessi fare. Anche se non è stato così grave come infortunio, mi ha da fastidio non stare bene quindi è un mix di dolori”

Il programma ora è chiaro: Domani ho il doppio con un amico che oggi mi ha tifato (Marco Bortolotti, ndr). È il suo primo Slam quindi vorrei che se la godesse perché è un’esperienza fantastica. Dopo andrò a casa per 5/6 giorni prima di preparare Montpellier. Spero che da lì possa iniziare la mia stagione”. Chiusura col sorriso sul taglio di capelli: “È stata una cavolata che ho fatto ad Auckland. Stavo vivendo dei giorni un po’ così, mi ero anche ritirato dunque ho pensato ci fosse bisogno di un cambio per provare a sistemare le cose. Ho dato via libera al mio barbiere che ha fatto questo danno. È stato un’idea mia e del parrucchiere, ma non pensavo venisse così (ride)”.

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