Il tema ormai è noto, montano le polemiche a riguardo, ma come spesso accade c’è un filino di incongruenza a far capolino e inquinare qualsiasi protesta. Perché i giocatori si lamentano di un calendario troppo fitto se poi accettano di giocare le amichevoli? È questo il focus, questo il ritornello che risuona di questi tempi nel frenetico ambito tennistico. A rispondere una delle voci più eminenti del circuito, e non potrebbe essere altrimenti: Carlos Alcaraz.
Lo spagnolo ha chiuso la stagione con la sconfitta in finale contro Jannik Sinner alle ATP Finals di Torino, ma l’agenda impone, per scelta non per obbligo ça va sans dire, di cerchiare due date dove il sei volte Campione Slam delizierà con le sue giocate il pubblico a stelle e strisce il 7-8 dicembre. Il back to back del muricano fa tappa prima nel New Jersey dove affronterà Frances Tiafoe al Prudential Center a Newark, impianto che solitamente ospita partite di hockey su ghiaccio e basket.
Il day after vedrà Alcaraz di scena a Miami dove a vestire i panni dell’avversario di lusso sarà Joao Fonseca, con il brasiliano già idolo degli spettatori in Florida dopo il terzo turno raggiunto all’ultimo Master 1000. Il teenager carioca, incurante delle polemiche, ha rinunciato a difendere il titolo alle Next Gen ATP Finals ufficialmente per un infortunio, ma che l’8 dicembre evidentemente gli concederà un giorno di tregua per scendere in campo contro il murciano.
L’esibizione avrà luogo al LoanDepot Park che abitualmente è teatro degli incontri dei Miami Marlins, squadra di baseball della MLB. Il filo conduttore tra i due impegni di Carlos sarà la presenza in palinsesto di Amanda Anisimova e Jessica Pegula con le due statunitensi che si affronteranno sia nel New Jersey che a Miami.
Le 80 partite totali giocate in stagione, 71 vittorie e 9 sconfitte, e la rinuncia a vestire la maglia della Spagna alle Finals Eight di Coppa Davis, culminate con il tris azzurro, ha fatto storcere il naso a molti considerando l’adesione di Alcaraz alle due esibizioni sopracitate. Interpellato sulla questione da Associated Press, il diretto interessato ha provato a spiegare le sostanziali differenze tra prendere parte a un torneo ufficiale e partecipare a un’amichevole:
“Prima di tutto, è normale che la gente pensi in questo modo e non capiscano perché ci lamentiamo del calendario fitto e poi partecipiamo ai match di esibizione. Per me la più grande differenza è che in un torneo devi rimanere concentrato ed è dispendioso sia da un punto di vista fisico che mentale. Un’esibizione è solo un giorno.
“Devi solo rimanere concentrato, scaldarti, allenarti non tanto e solo per un match. Puoi interpretare un’esibizione in modi diversi. Puoi farlo solo per divertirti, giocare un buon tennis, buoni colpi e divertirti. Oppure puoi approcciare giocando in modo molto serio e usare tattiche e schemi da riproporre nei tornei. Cercherò di prendere sul serio queste partite, ma allo stesso tempo divertirmi più che posso”.
