Il 2025 segna per Emma Raducanu una fase di rinnovamento. Dopo stagioni altalenanti, tra infortuni, pressioni e cambi di staff, la britannica sta ritrovando continuità e convinzione. I risultati mostrano una giocatrice più solida, risalita sino al numero 29 del ranking. Si tratta della seconda stagione per lei chiusa all’interno della top 30, dopo il 2021 in cui vinse lo US Open. Fuori dal campo, invece, la 23enne ha intrapreso un percorso di stabilità emotiva che le sta permettendo di gestire con maggiore consapevolezza l’esposizione al pubblico.
All’inizio dell’anno, la stagione di Raducanu era stata segnata da un grave episodio di stalking. Durante il Dubai Duty Free Tennis Championship, la britannica era crollata in lacrime dopo pochi game contro Karolina Muchova. Si sentiva schiacciata dall’ansia, provocata da un uomo che l’aveva seguita in più paesi e avvicinata anche nelle ore precedenti la partita. Emma ha raccontato di non riuscire a vedere la palla attraverso le lacrime e di riuscire a malapena a respirare.
La tennista scelse di non sporgere denuncia, ma all’individuo è stato vietato l’accesso ai tornei. Oggi, tuttavia, afferma di aver elaborato quell’esperienza e di non lasciare che condizioni la sua quotidianità. La giocatrice del Regno Unito, intervistata al National Tennis Centre, ha spiegato di sentirsi finalmente più libera nei contesti pubblici. Emma si sente più al sicuro: “Non mi sento più necessariamente come se mi stessi nascondendo da qualcosa“. E paradossalmente i momenti migliori per spostarsi sono quelli di punta. Il viavai dei pendolari, immersi nei loro pensieri, le permette di muoversi con discrezione, quasi inosservata.
L’unico aspetto che continua a destare inquietudine è la presenza dei paparazzi. Raducanu ha citato un episodio recente, quando un tabloid ha pubblicato una sua foto scattata a Londra di nascosto per insinuare una relazione inesistente. “Ma è letteralmente il fratello della mia migliore amica. Ho pensato: Dai ragazzi, fate meglio“. Il fatto che la foto fosse stata scattata di nascosto rimane per lei motivo di turbamento, pur riconoscendo di sentirsi oggi più protetta: “Mi sento bene perché qualcuno mi guarda sempre le spalle“. Si tratta sicuramente di un modo positivo di vedere la fama.
Ripercorrendo la stagione, Emma ha vissuto una grande crescita personale, tradotta infatti poi sul campo. “Penso di aver imparato molto su me stessa quest’anno“. Le difficoltà iniziali, con o senza la racchetta in mano, l’hanno costretta a mettere a fuoco le proprie fragilità ma anche la capacità di rialzarsi. Un percorso che passa anche dal lavoro interiore: studiare, imparare e prendersi cura della propria salute mentale sono, dice, parte integrante del suo ritorno.
