Già parecchi tennisti, durante la stagione, lamentavano un trattamento brusco e, a tratti, maleducato durante i test antidoping. Non è infatti un caso la denuncia di Marketa Vondrousova, attraverso una storia Instagram, riguardo a ciò che le è accaduto di recente. La campionessa di Wimbledon 2023 ha ricevuto un controllo antidoping fuori dall’orario concordato. Il controllo, stando a quanto affermato dalla tennista, si sarebbe svolto al di fuori dell’ora da lei dichiarata nel sistema di reperibilità obbligatorio degli atleti. Vondrousova ha spiegato di attenersi quotidianamente alla regola che impone di essere disponibili per un’ora specifica, ma sostiene che questa volta l’operatore sia arrivato alle 20:15, ignorando la finestra stabilita. E la giustificazione, per questa visita a sorpresa, è stato un banale “così è la vita di un atleta professionista”.
“Ogni giorno siamo tenuti a essere a casa per un’ora specifica per il controllo antidoping. Rispetto questa regola, ogni singolo giorno. Stasera, tuttavia, un addetto al controllo è arrivato alle 20:15 e mi ha detto che l’orario da me dichiarato non aveva importanza e che dovevo sottopormi al test immediatamente. Quando ho fatto notare che era fuori dalla mia finestra temporale per il test e che si trattava di una grave intrusione nella mia privacy, mi è stato risposto: Questa è la vita di un atleta professionista. È normale che i funzionari antidoping si siedano nei nostri salotti di notte ad aspettare che facciamo pipì? Non si tratta di evitare i test, ma di rispetto. Rispetto per le regole che seguiamo e per la vita personale a cui abbiamo diritto dopo una lunga giornata di allenamenti e competizioni. Le regole dovrebbero valere per tutti. Anche per chi le fa rispettare”.
Marketa Vondrousova on Instagram. pic.twitter.com/qy9YGFodfM
— José Morgado (@josemorgado) December 3, 2025
In ogni caso, va puntualizzato che, seguendo il Tennis Anti-Doping Programme, l’ITIA avrebbe il diritto di effettuare controlli al di fuori delle competizioni a proprio piacimento, anche non rispettando l’orario concordato con l’atleta.
