US Open: Sinner e i top player verso il boicottaggio del doppio misto?

La protesta dei giocatori entra in campo: dopo le mosse al Roland Garros, il doppio misto dello US Open potrebbe divenire uno strumento di pressione. Anche Sinner pronto a rinunciare

Di Beatrice Becattini
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Jannik Sinner - US Open 2025 (foto X @usopen)

Nei giorni in cui Wimbledon ha annunciato un cospicuo aumento del montepremi – con una crescita di oltre il 20% per un prize money totale di 64,2 milioni di sterline, circa 74,4 milioni di euro – l’attenzione si divide ora tra Londra e New York.

I tornei in corso tra Stoccarda, ‘s-Hertogenbosch e il Queen’s inaugurano la stagione sull’erba, facendo da ponte tra il Roland Garros e il terzo Slam annuale.
Eppure a tenere banco non sono solamente i temi di campo. L’attualità torna prepotentemente a bussare alla porta.
Dopo il boicottaggio dei giocatori durante l’Open di Francia, con conferenze stampa durante il media day ridotte a 15 minuti e presenze limitate agli eventi con i media, un’altra protesta va prendendo forma.

Considerando che al momento rimostranze nei confronti di Wimbledon non appaiono all’orizzonte, grazie alla mossa degli organizzatori dei Championships, per lo US Open è al vaglio un ostruzionismo del doppio misto.

US Open, Sinner e i top player verso il boicottaggio del doppio misto

Secondo quanto riportato dal “Times”, il doppio misto sarebbe la porta d’ingresso attraverso cui la protesta portata avanti dai giocatori d’élite passerebbe dalla sala stampa al campo.

Il quotidiano britannico, infatti, cita l’evento che si tiene la settimana prima dell’inizio dello US Open come una grossa pedina nelle mani dei tennisti, con cui ribadire le loro richieste. Da una parte c’è la questione dei montepremi, con una ricerca di una ridistribuzione delle entrare più equa. Dall’altra il desiderio di essere ascoltati, di avere voce in capitolo nei processi decisionali.
Tra i possibili boicottatori del doppio misto a Flushing Meadows ci sarebbe anche Jannik Sinner.

Nel 2025 il Major statunitense aveva rivisto le modalità di svolgimento di questa competizione, anticipandola alla settimana antecedente l’inizio degli altri tabelloni. Ma non solo.
Le 16 coppie ammesse sono per lo più – o quasi esclusivamente – composte dalle star dei rispettivi circuiti. Si ricorderanno Carlos Alcaraz e Emma Raducanu, Iga Swiatek e Casper Ruud e il duo composto da Alexander Zverev e Belinda Bencic. Sinner era atteso insieme a Katerina Siniakova, ma l’azzurro si è dovuto tirare indietro dopo il malessere di Cincinnati.

Insomma, l’obiettivo era trasformare il doppio misto in una gara dall’alto valore commerciale, che richiamasse un pubblico più ampio e eterogeneo possibile. L’USTA, inoltre, ha corrisposto un assegno di 1 milione di dollari per i vincitori, confermando di puntare con forza sull’evento. Tra l’altro una collocazione così anticipata ha, per forza di cose, incrementato le entrate al botteghino.

Il doppio misto strumento di pressione nelle negoziazioni

Va da sé che la rielaborazione del format ha la sua forza nella partecipazione dei top player e nell’interesse che le stelle del singolare suscitano. Senza i giocatori di vertice aprire le vendite di biglietti specifici per una due giorni di doppio misto non sarebbe altrettanto remunerativo. E quindi la loro presenza è dirimente, pena il declassamento dell’evento a fatto minore, a livello di pubblico, televisioni e sponsor.

La rivisitazione offerta dallo US Open ha sollevato osservazioni e lamentele. Una su tutti la preclusione dell’ingresso in tabellone ai doppisti di professione, che con questa specialità si guadagnano da vivere. Perché, nonostante il tenore leggero, la competizione non è un’esibizione, ma uno Slam vero. Forse la vittoria di Sara Errani e Andrea Vavassori cela più di un significato collaterale. Ad ogni modo, nel 2025 l’adesione da parte dei big del singolare è stata alta, decretando il successo del torneo nel torneo.

Proprio in virtù di ciò, il doppio misto diviene un vero e proprio mezzo strategico con cui fare pressione agli Slam.
Dal punto di vista economico, la richiesta dei giocatori, portata avanti anche da Jannik Sinner, è di ridistribuire sotto forma di montepremi il 16% dei ricavi, con una crescita costante che arrivi, nel 2030, a destinare il 30% al prize money.

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