PTPA, dura risposta: “Gli attacchi da parte di terzi non giocatori non ci distrarranno. Intimidazioni… “

"Siamo stati oggetto di campagne diffamatorie e intimidazioni attraverso la diffusione di narrazioni inaccurate e fuorvianti", ha spiegato la PTPA

Di Fabio Barera
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Vasek Pospisil ed Ahmad Nassar, membri della PTPA (@X PTPA)
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Per molti di voi Ubitennis non è soltanto un sito da aprire quando c’è una notizia. È un’abitudine, un luogo familiare, una voce che accompagna la stagione del tennis. Dagli Slam ai tornei più piccoli, dalle grandi finali alle storie che spesso restano ai margini. Vi sarò grato se vorrete proseguire a leggermi.

Nella serata di domenica 4 gennaio, Novak Djokovic ha deciso di far parlare di sé ancora una volta tramite la comunicazione della scelta di separarsi dalla PTPA, che lui stesso aveva fondato nel 2019 con il canadese Vasek Pospisil. Nole, in modo particolare, aveva fatto accenno alla preoccupazione per la mancanza di trasparenza e alla differenza di valori che si era venuta a creare. Non si è fatta attendere, in ogni caso, la risposta dell’associazione in questione (non direttamente al serbo a quanto pare), che ha pubblicato un comunicato sui propri canali social. Ecco, dunque, il corpo della nota.

I giocatori hanno creato la PTPA per garantire una voce più forte e trasparente nel tennis professionistico. La PTPA è governata dai giocatori e opera con comunicazione aperta, decisioni collaborative e impegno regolare. Accogliamo sempre con piacere l’opportunità di affrontare i problemi con qualsiasi giocatore e rimaniamo disponibili a farlo”.

“Come parte della sua missione, la PTPA ha avviato un contenzioso contro i circuiti e gli Slam per promuovere riforme relative alla governance, alla trasparenza e ai diritti dei giocatori. Di conseguenza, siamo stati oggetto di campagne diffamatorie e intimidazioni attraverso la diffusione di narrazioni inaccurate e fuorvianti intese a screditare la PTPA, il suo staff e il suo lavoro. Un tribunale federale ha già dichiarato improprio questo tipo di molestie e ne ha ordinato la cessazione”.

Stiamo lavorando a stretto contatto con consulenti legali, forze dell’ordine e giocatori per valutare tutte le opzioni disponibili per affrontare la diffusione della disinformazione. Gli attacchi da parte di terzi non giocatori non ci distrarranno dalla nostra missione: ottenere riforme significative per tutti i tennisti”.

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