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Australian Open

Australian Open: Cocciaretto spreca troppo, Grabher ringrazia

Nonostante i 60 gratuiti, Julia Grabher ottiene la seconda vittoria nei main-draw Slam. Cocciaretto discontinua e scarica sul piano fisico

Ultimo aggiornamento: 20/01/2026 6:59
Di Cipriano Colonna Pubblicato il 20/01/2026
13 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Elisabetta Cocciaretto in action during a women's singles match at the 2025 US Open on Monday, Aug. 25, 2025 in Flushing, NY. (Brad Penner/USTA)

📣 Segui tutti gli Australian Open sui canali Eurosport, disponibili su DAZN 

J. Grabher b. E. Cocciaretto 7-5 2-6 6-4

Sezioni
Primo Set: Cocciaretto spreca tanto all’inizio e quando si va in lotta il serbatoio è in riservaSecondo Set: Coccia non fa nulla di straordinario, ma Grabher sforna errori in quantità industriale e l’azzurra pareggiaTerzo Set: Elisabetta va avanti di un break, ma si fa riprendere e sul rettilineo finale è ancora la meno lucida

Neppure il suo libricino verde, letto durante i cambi di campo e sul quale è ipotizzabile fossero contenuti annotazioni tattiche e frasi motivazionali, è stato in grado di aiutare Elisabetta Cocciaretto nel raddrizzare l’incontro di primo turno con Julia Grabher, che alla fine si è imposta sull’azzurra per 7-5 2-6 6-4 in due ore e mezza esatte di gioco. La ventiquattrenne di Ancora esce sconfitta nonostante i 60 gratuiti avversari, con 10 doppi falli. Le sensazioni in campo non sono mai state del tutto positive anche per via di una sfida che non è mai decollata, non dandole mai la possibilità di sentire la palla come avrebbe voluto.

L’austriaca ottiene appena la seconda vittoria (su cinque incontri) nei main-draw Slam, dopo aver battuto Arantxa Rus al Roland Garros 2023 oltre che soltanto il quarto successo su 23 tentativi sul cemento contro Top 100. Prosegue invece il tabù dell’allieva di Scolari nell’Happy Slam: sei partecipazioni al tabellone principale, l’unica vittoria con Lulu Sun due anni fa.

Innumerevoli i rimpianti della marchigiana che sicuramente complici le sette partite consecutive disputate nella cavalcata vittoriosa di Hobart, appena una settimana prima di Melbourne, si è presentata in campo non al meglio (fasciatura sulla coscia sinistra e un paio di tape posizionati sulla spalla e sull’avambraccio destro) e con un livello energetico in riserva. E sappiamo quanto sia fondamentale per Coccia avere una condizione fisica ottimale, vista la complessità del suo tennis: basta che arrivi anche una frazione di secondo ritardo per avere un timing fuori sincro e non trovare così la precisione con i suoi colpi filanti.

Sta di fatto che nonostante tutto ciò, il match poteva benissimo girare dalla sua parte: nel primo set è andata avanti di un break e si è consegnata subito col contro-break ma più in generale ha sciupato 8 break point – tra cui anche uno 0-40, ha chiuso il match avendone convertite 6 su 16 – mentre la rivale si è fatta bastare la metà delle occasioni per vincere il parziale. Probabilmente avesse sfruttato meglio le sue chances impendendo al set di andare in lotta, avrebbe avuto più forza per chiudere la partita in due. Infine nel set finale Betta si è ritrovata 2-0 prima di vedere ancora una volta ribaltata l’inerzia: ha avuto un sussulto sotto 5-3 ma l’ennesimo basso della sua prestazione, altamente discontinua, ha messo il punto esclamativo sulla sua eliminazione.

Primo Set: Cocciaretto spreca tanto all’inizio e quando si va in lotta il serbatoio è in riserva

La sfida presenta tanta intensità sin dai primi scambi, all’interno di un volume di gioco inspessito da ambo i lati. Ma soprattutto, assistiamo immediatamente ad una lotta forsennata su ogni singolo game con svariate chances sfruttate e sprecate da tutte e due le protagoniste. Dopo il classico – in particolare per i match femminili – scambio di break a freddo, rispettivamente si palesano quattro palle break per Grabher e addirittura il doppio per Elisabetta: ben otto opportunità.

Da questo punto di vista, il terzo gioco del match si staglia come un bel rimpianto per la marchigiana: che non è riuscita a fare suo un secondo break pur ritrovandosi 0-40. Dal sesto gioco in poi però, le battute vengono registrate e le risposte raccolgono le briciole con il ritmo della battaglia ad aumentare di spessore. Coccia a a livello tattico riesce a fare la differenza quando arriva col tempo gusto per trovare il timing anticipato sul rovescio e disegnare qualsiasi traiettoria. Bisogna tuttavia evitare di mettere eccessivamente in palla i lungolinea di dritto dell’austriaca, che altrimenti possono seriamente far male. Purtroppo mancate le innumerevoli occasioni nella prima parte del match, non riuscendo a far pagare l’iniziale 0 su 7 di Julia nella tenuta con la seconda palla di servizio, Cocciaretto finisce per cedere la frazione con il break decisivo subito nel dodicesimo gioco.

Sicuramente l’azzurra è stata svantaggiata dal dover servire per seconda, ritrovandosi a soffrire maggiore pressione emotiva nei frangenti cruciali. L’aspetto più importante da ciò che si è percepito dal campo finora è che alla nativa di Ancora manchi energia, sia nello spostamento laterale sia nel caricamento dei colpi (si è presentata sul court 15 con una fasciatura alla coscia sinistra e con due diversi tape, applicati alla spalla destra e all’avambraccio destro). Conosciamo quanto sia complesso il gioco dell’allieva di Scolari, e quanto sia minimo il suo margine di errore, per cui anche arrivare una frazione di secondo in ritardo sulla palla diventa per lei letale in senso negativo: dopo 59 minuti va in archivio il primo set.

Secondo Set: Coccia non fa nulla di straordinario, ma Grabher sforna errori in quantità industriale e l’azzurra pareggia

Anche col servizio la n°56 WTA sta spingendo decisamente meno rispetto per esempio a quanto fatto vedere ad Hobart. Inoltre non trovando con continuità profondità nei colpi, pur avendo un ritmo di palleggio superiore, l’azzurra mette così l’austriaca nelle migliori condizioni di esprimersi avendo più tempo sulla palla e di conseguenza con un’intensità di gioco media Julia non ha problemi a prendere ritmo. Dopo il set in perso, Cocciaretto si concede una pausa in bagno e quando ritorna in campo ha un’altra carica energetica, lo si intuisce anche da un ritrovato sorriso. Anche aiutata da Grabher che commette un doppio fallo, va a prendersi quel break in avvio che si era sì guadagnata anche ad inizio match ma questa volta la differenza è che lo conferma a zero per salire 2-0.

Adesso finalmente l’azzurra riesce ad esprimere la sua identità tennistica con più costanza: i suoi anticipi, le sue esecuzioni in controbalzo fanno capolino maggiormente. E di riflesso anche la qualità della risposta sale di livello, ma rimane il problema atavico di non convertire le palle break: in un altro game lunghissimo, Elisabetta si costruisce un paio di occasioni una dietro l’altra per scappare via col doppio break ma ancora una volta manca l’appuntamento conclusivo.

E come già accaduto nella prima frazione, quando si spreca così tanto si rischia di dover pagare dazio. Per sua fortuna, la velocità e la precisione del servizio marchigiana – sinora non presenti nel tennis azzurro – sventano una pericolosa palla break e alla seconda chance Coccia si prende il 3-1 facendo suo il quinto game deciso ai vantaggi dell’intero match. È il momento in cui poteva girare nuovamente set e match, superato indenne l’azzurra spicca il volo: breakka ancora, peraltro a zero, portandosi 4-1 e servizio. D’improvviso Grabher esce dalla partita, non trova più il campo e il conto dei gratuiti gonfia la propria presenza.

Ciononostante, la qualità della prestazione azzurra non riesce a distaccarsi da una perenne discontinuità: Elisabetta rimette in corsa la rivale, rimpicciolendo il proprio bottino. Fase dell’incontro adesso veramente insufficiente per il tennis proposto, troppi errori non provocati (17 unforced azzurri, 41 austriaci che ha però realizzato più winners: 22 a 9) e soprattutto non si riesce a intuire alcun filo di trama. Appare tutto molto estemporaneo, ma Cocciaretto ha il merito di riconoscere il momento e saper stare lì: solida, centrata senza fare nulla di eccezionale ma limitarsi – si fa dire – ad aspettare l’errore avversario. A tennis si può vincere anche così: 6-2 in 43 minuti.

Terzo Set: Elisabetta va avanti di un break, ma si fa riprendere e sul rettilineo finale è ancora la meno lucida

Le sensazioni che una giocatrice avverte in campo dipendono anche dal livello prestativo dell’avversaria e certamente Julia non ha aiutato l’azzurra a esprimere il suo miglior tennis. Si riprende dopo un altro lungo break, stavolta è Grbaher a lasciare il terreno di scontro.

L’esito dell’abbandono però è profondamente diverso da quello sprigionato in Cocciaretto. Dopo i 45 gratuiti fatti registrare nei primi due parziali, l’austriaca riparte da dove aveva lasciato. Al contrario di Elisabetta, la cui palla finalmente sembra uscire dalle corde con una qualità e una pesantezza che prima si sognava: le geometrie italiche divengono più appuntite, anche grazie ad una superiore parabola acquata dei colpi, lo stretto bimane comincia a lasciare traccia del suo passaggio. Così, la ventiquattrenne azzurra si porta rapidamente sul 2-0 mentre la ventinovenne di Doinbirn continua a litigare col servizio (9 doppi falli) anche a causa di un lancio di palla decisamente asincrono con il resto del movimento.

L’illusione che il tennis della classe 2001 avesse aumentato il proprio livello dura una fiammata: altro calo di Coccia, che si fa riprendere (2-2). Ora anche il vento prende corpo e inizia ad incidere sulla sfida: il match è di nuovo pari, Julia ha fatto qualche passo indietro per darsi più tempo e gli errori sono diminuiti. Inoltre il dritto austriaco è tornato a frullare come non faceva dal primo set. Ci si avvicina alle fasi finali della contesa con l’azzurra che ha vinto 15 punti in più, ma questo nel tennis conta il giusto: è più importante il peso del momento di quando ottiene un punto, che il numero complessivo asettico. E di fatto è Cocciaretto ad inciampare nell’ultimo scatto, dal 2-0 l’austriaca vince 5 dei successivi sei giochi con Betta che cede il servizio nell’ottavo game.

Ma questo incontro non smette di stupire, premiata la tempra dell’anconetana e la sua ferrea volontà di non mollare: al servizio per andare al 2°t, avanti 5-3 Grabher sul 30-30 sbaglia la direzione di un rovescio d’attacco in avanzamento a colpo sicuro dando il là al contro-break azzurro. Paradossalmente Julia sta trovando la sua migliore versione da fondo, sia in difesa che a livello di veemenza nelle accelerazioni, proprio sul finale di partita. Elisabetta prima sbaglia un lungolinea di dritto in contropiede che termina di poco largo – dopo una gran difesa rivale in back – per poi giocare una seconda morbida su cui si avventa la risposta di dritto austriaca che trasforma così il primo match point a disposizione.


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TAGGED:australian openAustralian Open 2026Elisabetta CocciarettoflashJulia Grabher
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