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Interviste

Australian Open, Sinner: “I risultati ottenuti da molto giovani contano davvero poco”

Jannik Sinner parla dei cambiamenti al servizio, della sua off-season e della relativa importanza dei risultati giovanili, nel tennis e nello sci

Ultimo aggiornamento: 20/01/2026 12:23
Di Redazione Pubblicato il 20/01/2026
10 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Jannik Sinner - Australian Open 2026 (foto X @ATPTour_ES)

📣 Segui tutti gli Australian Open sui canali Eurosport, disponibili su DAZN 

MODERATORE: “Jannik, congratulazioni. Come ti sei sentito là fuori per il tuo primo match ufficiale da più di due mesi?”

JANNIK SINNER: “Sì, sono stato molto felice. Abbiamo lavorato tanto per tornare in campo. È stata una bella sensazione. Ovviamente non è il modo in cui vuoi vincere una partita. Gli auguro una pronta guarigione e spero che non sia niente di troppo grave. Dal mio punto di vista sono molto felice di essere tornato in campo.”

D: Di che cosa sei stato più soddisfatto oggi in campo?

JANNIK SINNER: “È difficile scegliere una sola cosa. Per me è stata soprattutto la sensazione generale di essere tornato a competere. Ho passato tanti, tanti giorni lunghi in off-season cercando di diventare un tennista migliore. Ma alla fine la cosa più importante è andare in campo e divertirsi. È molto speciale iniziare la stagione qui in uno Slam, in sessione serale, con lo stadio pieno, cercando solo di dare il massimo. Ho avuto la sensazione che lui fosse partito molto bene, tirando grandi colpi. Ho cercato di capire un po’ il suo gioco. Ci eravamo già affrontati qualche anno fa, le cose sono cambiate un po’, quindi ho provato a comprendere il suo stile. Poi ho cercato di alzare il mio livello, e ha funzionato molto bene.”

D: Una domanda un po’ più generale. Puoi parlare dei cambiamenti che hai apportato al servizio, in particolare dallo US Open, perché li hai ritenuti necessari e che cosa avete fatto esattamente?

JANNIK SINNER: “Non riguarda solo lo US Open. Sentivo che il servizio era, ed è ancora, un colpo su cui devo migliorare. È l’unico colpo che abbiamo in cui possiamo decidere tutto da soli. C’è molto margine di crescita. Abbiamo cambiato un po’ il movimento, il ritmo del servizio. Prima era un po’ troppo veloce all’inizio, ora è un po’ più lento. E il lancio di solito era più in avanti e un po’ sulla destra, ora è un po’ più arretrato e sopra la testa. A volte lo perdo ancora, non è un colpo con cui mi senta totalmente al sicuro. Allo stesso tempo però ci stiamo lavorando. È uno, se non il più importante, dei colpi che abbiamo, perché può darti tantissime cose positive. Vediamo come servirò in questa stagione.”

D: Jim Courier ti ha chiesto dell’off-season. Quanto tempo hai passato in “palestra mentale” in questa off-season, se hai lavorato con il dottor Ceccarelli e il suo team e quanto è importante questo aspetto?

JANNIK SINNER: “Sì, ne abbiamo parlato, io e Riccardo, sicuramente. Non sono stato fisicamente nella sua palestra, ma siamo in contatto per cercare di capire e lavorare su un paio di aspetti. Ho il mio kit personale con me, così ogni volta che ho bisogno di lavorare su qualcosa, quando sento di poterlo fare, lo uso. Va un po’ a periodi, in base a come mi sento e allo stato mentale in cui mi trovo. Sicuramente c’è ancora margine di miglioramento. Sono stato in contatto costante con lui. È bello avere una figura stabile anche da questo punto di vista. Ora mi conosce un po’ meglio e col tempo ci capiamo sempre di più a vicenda. Io capisco la sua etica del lavoro e cerchiamo di lavorare su questo.”

D: Hai giocato un’esibizione in Corea prima di venire in Australia. Quanto ti ha aiutato a preparare la partita qui?

JANNIK SINNER: “Quella in Corea? È stato bellissimo. Soprattutto per connettermi con le persone, tornare a giocare davanti a tanta gente. È stato molto, molto piacevole. Il livello di tennis era un po’ diverso perché la superficie non era facile su cui giocare, però ho comunque avuto la sensazione che il livello fosse buono. Sapevo anche che non avrebbe avuto un impatto diretto sull’inizio qui, perché le condizioni e tutto il resto sono molto diversi. Ma è stato fantastico conoscere nuovi tifosi e nuove persone in Corea. Non c’ero mai stato. Mi piacerebbe passare più tempo lì in futuro. È un posto molto bello. Le persone sono state gentilissime con me, con Carlos e con tutto il team. Sono stati davvero un paio di giorni molto belli. Poi siamo venuti qui, ovviamente. Le priorità sono cambiate e cerchi di andare il più lontano possibile in questo torneo.”

Ciao. Hai già parlato molto della partita, io volevo farti una piccola domanda extra tennis sul ritorno: è tornata Federica Brignone da un lungo infortunio. So che vi conoscete, anche a Torino è venuta alle Finals. È tornata sulle tue piste, Plan de Corones, e ha fatto bene. Volevo sapere, a parte immagino un augurio per lei per l’Olimpiade, che cosa vuol dire tornare dopo tanto tempo, che cosa si prova a riprendere, cosa può essere la difficoltà più grande?

JANNIK SINNER: “Sai, quello che ha passato lei lo può spiegare solo la persona a cui succede. Non possiamo paragonarlo con quello che ho avuto io nel passato, io non ho mai avuto fino ad ora un infortunio tale da restare fuori per tanto tempo. Lo sci e il tennis sono due sport totalmente diversi, perché se ti succede qualcosa durante la stagione nello sci sei fuori tutta la stagione. Nel tennis è diverso: se succede magari oggi qualcosa puoi tornare tra due, tre mesi di nuovo, ovviamente dipende sempre che infortunio hai. Nel tennis c’è molto meno rischio, nello sci ti serve anche il coraggio di andare lì di nuovo, sei al cancelletto e ti devi buttare. Sono due sport totalmente diversi e quello che ha fatto lei o quello che sta facendo lei, a prescindere dal risultato che farà, le auguro solo il meglio alle Olimpiadi, perché so quanto ha speso in palestra e per fare tutto bene. Le auguro solo il meglio, però, a prescindere da quello che succede, ha fatto una cosa che probabilmente quasi nessuno riesce a fare. E quindi ci sono questi fenomeni come lei, come Sofia Goggia, a cui magari è successo qualcosa prima delle gare. Ci sono questi atleti che hanno qualcosa in più, sicuramente Federica è una di quelle.”

Ciao Jannik, mi ricollego sempre a una domanda a tema sciistico. È venuta fuori in settimana questa chicca di questo tuo gigante vinto nel 2009 e la chicca di Andrea Antonio Comi, è giusto citarlo: hai battuto Franzoni di quattro secondi. Volevo chiederti se ti ricordavi di questa gara, se hai un rapporto con lui, se vi conoscete, se hai visto qualche sua gara.

JANNIK SINNER: “No, le gare le segno tutte, quindi sono super contento per lui. La gara in sé non me la ricordo più, però ti fa capire quanto è relativo essere forte o scarso quando sei giovane, soprattutto quando hai magari 13-14 anni, che i risultati in sé non possono essere così importanti. Lui non lo conosco di persona, quindi non so, però sembra uno che ha veramente un grande cuore. Da quello che ho visto io nelle interviste è uno che ci va sotto con tanto lavoro. Gli auguro il meglio anche a lui. Della gara in sé e di tutte quelle cose lì, sapevo che ero forte nello sci, però è abbastanza relativo quando sei giovane.”

Ci sono stati diversi ritiri, oltre a quello tuo di oggi, e anche parecchi giocatori che sono stati interessati da crampi, nonostante le condizioni non siano così estreme come a volte può capitare qui o a New York o a Cincinnati. Secondo te è una coincidenza oppure ci sono delle condizioni che possono rendere più facile l’arrivo dei crampi ai giocatori?

JANNIK SINNER: “Sai, è anche il primo grande slam, il primo grande torneo che c’è, c’è un po’ più di tensione. Sono tante cose messe insieme. Nelle giornate prima non faceva così tanto caldo, ieri e oggi faceva un po’ più caldo e sudi un po’ di più, magari non bevi la quantità giusta d’acqua e di integratori, quindi dipende. Abbiamo visto parecchi infortuni, oggi questo non era un crampo di Hugo, secondo me era un’altra cosa. Però sì, l’avversario con Di Lorenzo aveva crampi, Ali ha detto che aveva crampi. È importante fare tutte le cose per bene per diminuire il rischio di crampi e adesso vediamo per tutto il resto del torneo.”


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TAGGED:Australian Open 2026featuredJannik Sinner
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