Alexandra Eala smuove le masse. La ventenne nata a Quezon City è l’unica tennista professionista di origine filippina in un Paese di circa 115 milioni di abitanti. Va da sé che la mancina sviluppatasi tennisticamente alla Rafa Nadal Academy sia quindi diventata in pochi mesi un volto noto in quelle zone del mondo. Copertine di giornali, interviste e in generale una grande attenzione mediatica; Eala, anche seguendo l’idolo Nadal, è oramai un riferimento per i suoi conterranei, che come si è visto in quest’ultimo periodo la supportano calorosamente in tutti gli appuntamenti del circuito.
“In Australia c’è stato molto fermento e una grande affluenza al mio incontro”, ha raccontato l’attuale numero 45 al mondo in un’intervista concessa al The National. La partita giocata (e persa in tre set) contro Alycia Parks al primo turno dell’Australian Open ha raccolto centinaia di tifosi attorno al campo. Un tutto esaurito che ha colto alla sprovvista anche la stessa Eala, non ancora del tutto abituata a questa mole di attenzioni. “È stata una sorpresa per me, non avevo mai visto una fila così lunga per una mia partita. Ho giocato in campi più grandi, ma non saprei fare un confronto. In ogni caso è stata un’esperienza fantastica che dimostra quanto il tennis stia crescendo nel mio Paese. Penso che questo ne sia un riflesso e ne sono molto orgogliosa”.
Status e prospettive
Ora Eala è impegnata nel WTA 500 di Abu Dhabi, dove nelle ultime ore ha sconfitto all’esordio Zeynep Sonmez con un convincente 6-4 6-3. Solamente un paio di anni fa la giocatrice filippina era appena dentro la top 200 mondiale – nel 2022 invece vinceva lo US Open junior – e prendeva parte a questo torneo grazie ad una wild card offertale dagli organizzatori. “È davvero bello perché mi trovo in una posizione diversa rispetto all’ultima volta che sono stata qui, due anni fa. Sono cambiata e cresciuta molto ed è bello vedere l’accoglienza che mi è stata riservata”.
Questo cambio di status Eala se l’è guadagnato nel marzo del 2025 con quell’impronosticabile cavalcata nel 1000 di Miami, dove Nadal aveva battuto per la prima volta Federer nel 2005. Da wild card Alexandra ha sbaragliato la concorrenza sconfiggendo nomi del calibro di Madison Keys e Iga Swiatek, finendo per cedere in tre set, in semifinale, a Jessica Pegula. “Ovviamente la corsa a Miami è stata piuttosto improvvisa. Dopo di che ho proceduto un passo alla volta e non ci sono stati grandi cambiamenti”, ha raccontato la tennista asiatica.
Tornei minori e crescita
Tra le prime esperienze nei grandi tornei e il boom psicologico che ne deriva, Eala ha continuato a seguire il suo percorso talvolta prediligendo qualche presenza nei tabelloni di eventi minori. Dopo l’avventura straordinaria in quel di Miami, la giocatrice filippina ha raggiunto la sua prima finale nel circuito maggiore sull’erba di Eastbourne, dove ha perso sul filo del rasoio contro Maya Joint. Poi, verso l’epilogo della stagione, in alcune settimane ha preferito scendere di categoria. Ed è qui che ha fatto suo il 125 di Guadalajara.
In avvio di 2026 Eala ha seguito lo stesso modus operandi portato avanti negli ultimi mesi dell’anno passato. Inizialmente ha giocato il 250 di Auckland, nel quale si è spinta sino al penultimo atto. Poi, a seguito dello Slam oceanico, è tornata a casa. Qui ha partecipato al 125 di Manila (la capitale delle Filippine), ma si è fatta ‘fregare’ da Camila Osorio a livello di quarti di finale. “Mi sono adattata gradualmente ai cambiamenti che derivano dall’essere tra le prime 100 e penso che qualcosa di simile stia accadendo all’inizio di questa stagione, con le persone e l’esposizione mediatica che sto ricevendo. Quindi, cerco di procedere un passo alla volta. Provo a ricordare a me stessa che tutto questo non sarebbe possibile se non avessi lavorato sodo”.
Eala tra Nadal e i sogni
Nonostante non sia ancora riuscita a spiccare il volo definitivo, Alexandra sta continuando a perfezionare il suo tennis, che al momento attuale è forse ancora un po’ leggero. Ma l’allenamento di qualche mese fa, con Rafa Nadal nella sua Accademia, ha regalato ad Eala molto dal punto di vista tennistico, e non solo. “È stato pazzesco. Era la prima volta che giocavo con lui ed ero molto nervosa. È stato un allenamento molto fisico e impegnativo per me. Lui era lontano dai campi da circa un anno, mentre io mi ero allenata duramente. Ma mi sentivo molto lontana da lui. È stata un’esperienza fantastica e ho assorbito molte conoscenze. Solo poter dire di aver giocato con Rafa è incredibile, mi sento davvero fortunata”.
Soprattutto per un suggerimento che Nadal le ha ripetuto più volte nel corso della sessione di allenamento: “Rafa ripete spesso nei suoi discorsi che è importante circondarsi di persone positive e penso davvero che questo sia un ottimo consiglio. Mi ha detto anche altre cose sul mio gioco, ma questa è quella che mi è rimasta più impressa”.
