Elena Rybakina è il nome del momento. La 26enne kazaka sta vivendo un periodo di forma straordinario negli ultimi mesi. La vittoria alle WTA Finals, ma soprattutto quella all’Australian Open le hanno permesso di tornare al suo best ranking di numero 3 al mondo. “Ho sempre creduto di tornare al top”, ha affermato Rybakina in conferenza stampa dopo il successo a Melbourne. Con Stefano Vukov reinserito nel team a fine estate, dopo che al coach croato è stata revocata la sospensione comminatagli dalla WTA nel mese di febbraio 2025, la tennista kazaka è tornata a fare la differenza nel tennis che conta.
Venti vittorie nelle ultime ventuno partite disputate, dieci successi consecutivi contro le top 10, una qualità di gioco elevata e maggior cinismo nei momenti importanti le hanno consentito di alzare al cielo il suo secondo trofeo Slam dopo Wimbledon 2022. Il merito va al lavoro svolto, al coach, al team in generale, ma anche a chi l’ha sempre sostenuta in questi anni a livello economico. “Vorrei ringraziare i miei sponsor e anche il presidente della nostra Federazione tennis, Bulat Utemuratov”, ha affermato in campo Rybakina durante la premiazione. “Grazie per essere sempre presenti e sostenerci. Oggi sono andate in scena anche altre partite con giocatori del Kazakistan e ne sono davvero orgogliosa. Speriamo di poter continuare a fare un ottimo lavoro”.
Chi c’è dietro al passaggio di Rybakina al Kazakistan?
Il percorso della nativa di Mosca nel mondo del tennis non è però sempre stato tutto rose e fiori. Ed è qui che in passato è entrato in gioco Utemuratov. Il Presidente della Federazione tennistica kazaka – ma anche uomo d’affari, filantropo e diplomatico con un patrimonio di 3.7 miliardi stimato da Forbes – anni fa stilò un piano rendere più accessibile il tennis, economicamente parlando, in Kazakistan. La Federazione investì 200 milioni di dollari (la maggior parte provenienti dalle tasche di Utemuratov) per costruire strutture e iniziò a reclutare giocatori dalla Russia promettendo di finanziare le loro carriere.
Alexander Bublik, Alexander Shevchenko, Mikhail Kukushkin, Andrey Golubev, Yulia Putintseva e la stessa Elena Rybakina nel tempo hanno tutti deciso di cambiare bandiera, iniziando così a rappresentare il Kazakistan nelle competizioni internazionali. Un po’ quello che sta accadendo lì vicino in Uzbekistan, con la Federazione che nell’off season ha svolto un’importante campagna acquisti. La due volte campionessa Slam prese la scelta di iniziare a giocare per i colori kazaki nel 2018, quando aveva 19 anni.
“Felice che il Kazakistan abbia creduto in me”
“Hanno creduto in me”, aveva dichiarato in passato Rybakina, che a inizio carriera non navigava di certo nell’oro. “È passato molto tempo; è stata una decisione difficile e importante da prendere perché ero giovane e dovevo davvero scegliere la mia strada”, ha poi spiegato la terza tennista al mondo, come ha riportato ‘The Age’, a seguito del titolo conquistato a Melbourne. “Sono davvero felice che il Kazakistan abbia creduto in me e mi abbia sostenuta. Rappresentare il Kazakistan significa molto per me, soprattutto considerando quanto il tennis sia cresciuto negli anni e quanti bambini lo praticano ora, specialmente dopo la mia vittoria a Wimbledon. Spero che il mio successo in Australia spingerà ancora più bambini a voler giocare a tennis”.
Rybakina non è una che si fa notare. Preferisce lasciar parlare la sua racchetta. E quando questa le restituisce gioie tennistiche la sua compostezza non viene intaccata dalle emozioni che prova. “Non sono espressiva come le altre giocatrici. Non urlo né mi butto a terra, ma ero felicissima anche se forse la mia espressione facciale non lo dimostrava”, ha chiosato la kazaka.
