Ubitennis Ubitennis Ubitennis
Notification Show More
Font ResizerAa
  • HOME
  • ULTIME
  • SCANAGATTA
  • FOCUS
    • Pronostici
    • Ranking
    • (S)punti Tecnici
    • Area tecnica
    • Al femminile
    • Nei dintorni di Djokovic
    • Pagelle
    • Tennis e TV
    • Circoli in vista
    • INTERVISTE
  • ATP
  • WTA
  • SLAM
    • Australian Open
    • Roland Garros
    • Wimbledon
    • US Open
  • VIDEO
  • PODCAST
    • DIRETTE LUCA & VANNI
    • Il DIRETTORE
  • UBIGAMES
    • UBICONTEST
    • UBIVERBA
Reading: Libreria – “I quattro Gianni” di Giuseppe Smorto: cronache, memorie e genialità del giornalismo italiano
Font ResizerAa
UbitennisUbitennis
Search
  • HOME
  • ULTIME
  • SCANAGATTA
  • FOCUS
    • Pronostici
    • Ranking
    • (S)punti Tecnici
    • Area tecnica
    • Al femminile
    • Nei dintorni di Djokovic
    • Pagelle
    • Tennis e TV
    • Circoli in vista
    • INTERVISTE
  • ATP
  • WTA
  • SLAM
    • Australian Open
    • Roland Garros
    • Wimbledon
    • US Open
  • VIDEO
  • PODCAST
    • DIRETTE LUCA & VANNI
    • Il DIRETTORE
  • UBIGAMES
    • UBICONTEST
    • UBIVERBA
Follow US
  • Lavora con noi
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Cookie policy
  • Privacy Policy
  • Servizi Vincenti
  • Il Grande Slam
  • UBICONTEST
Libreria

Libreria – “I quattro Gianni” di Giuseppe Smorto: cronache, memorie e genialità del giornalismo italiano

Brera, Clerici, Minà, Mura e lo sport di Repubblica. Un viaggio nella storia del giornalismo sportivo e culturale italiano, fatto di incontri memorabili, ironia, stile e passione

Ultimo aggiornamento: 10/02/2026 19:39
Di Redazione Pubblicato il 10/02/2026
6 min di lettura 💬 Vai ai commenti

📣 Non perderti un commento: Iscritivi al canale YouTube di Ubitennis

di Antonio De Florio Palopoli

Con Gianni Clerici ho condiviso più di una cena e un po’ di filosofia lungo i vialetti di Wimbledon. Gianni Brera l’ho incontrato una sola volta su un pullman che dall’albergo al centro di Londra portava allo stadio di Wembley per un’amichevole della Nazionale, dove giocava Capello. Con lui ho condiviso un Messaggero, vecchio di un giorno: “Ti spiace – mi disse, mentre sfogliavo il giornale – se do un’occhiata all’oroscopo di Branko? Lo trovo imperdibile…”.

Il terzo Gianni, Mura, l’ho solo letto e un suo pezzo attaccava così:
“Le api operaie possono finire in cassa integrazione? È possibile privatizzare il debito pubblico? Se vado dove mi porta il cuore rischio l’infarto? (…) È possibile cominciare un pezzo con 15 domande?”

All’esame per diventare giornalista professionista Gianni Mura probabilmente sarebbe stato bocciato per i suoi dubbi amletici, ma lui era qualcosa di più. Un “intramontabile”, avrebbe detto Gianni Brera, inventore di una lingua del calcio, con cui condivideva la passione della buona cucina, dell’ottimo vino e tantissimi libri.

Chi non amava l’alta cucina ma riusciva a mettere assieme nello stesso tavolo di un ristorante di Trastevere Cassius Clay, Robert De Niro, Sergio Leone e il Nobel Gabriel García Márquez per una chiacchierata-intervista è il quarto Gianni, Minà, a cui qualsiasi giornalista avrebbe voluto rubare l’agendina. Diego Armando Maradona, prima di morire, telefonò a lui e non a un cronista argentino, per chiedere aiuto.

“I quattro Gianni” – è il titolo del libro, edizione Minerva – hanno trovato un autore, Giuseppe Smorto, partito da Reggio Calabria con la vaga idea di fare lo psicologo e dopo una borsa di studio si è ritrovato nell’avventura più bella della sua vita: coordinare il lavoro di questi quattro personaggi fuoriclasse, che poi sono diventati suoi grandi amici.

Smorto sulla sua strada trovò un altro mezzo calabrese, Eugenio Scalfari (il padre era di Monteleone, l’attuale Vibo Valentia), che quando fondò Repubblica nel 1976 scelse deliberatamente di farlo senza lo sport e senza foto. Per fortuna l’uomo che cambiò il giornalismo italiano qualche anno dopo cambiò anche idea, con una redazione sportiva di quattro gatti, vicino alla stanza dei dimafonisti – altra categoria estinta nei giornali – che con una cuffia e un disco davanti raccoglievano i pezzi dettati di corsa dagli inviati e dai corrispondenti, per spedirli con la velocità di un fulmine in tipografia.

Giuseppe Smorto era uno della prima infornata. E da praticante è diventato poi capo dello sport, dopo Mario Sconcerti, geniale osservatore del calcio, che convinse Gianni Brera a lasciare il Giornale dopo essere stato, a 31 anni, direttore della Gazzetta dello Sport, per la neo-redazione sportiva di Repubblica, che nei primi anni non usciva neanche il lunedì, ignorando i campionati di calcio.

Per 233 pagine scorre la vita dei quattro Gianni, un romanzo con tante piccole perle. Clerici si trova in Australia, in un ristorante italiano, con il suo inseparabile amico e conduttore televisivo Rino Tommasi. “Vedono da lontano – racconta Smorto –, in una specie di privé, Andre Agassi e Steffi Graf che si scambiano effusioni a lume di candela. Gianni chiede consiglio a Tommasi: “Sono molto combattuto, devo scriverlo o no? Sarebbe uno scoop sensazionale: ne parlerebbero tutti i giornali del mondo.” Tommasi gli risponde: “Io non lo farei, sarebbe giornalismo da sciacalli.”
Aggiunge l’autore: “Agassi e Steffi Graf furono lasciati in pace e vivono felici e contenti. Immaginate cosa succederebbe oggi.”

Clerici è imprevedibile. Dopo la sconfitta di Federer nella finale dell’Australian Open a opera di Nadal, con cui piangerà mano nella mano il giorno dell’addio al tennis, Gianni regala a Roger L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud. Federer qualche anno dopo incontra Clerici e gli porta un altro libro con questa dedica:
“A Gianni Clerici, delizioso raccontatore di tennis e compagno di strada. Con la mia amicizia.”

I quattro personaggi sono a volte poeti, scrittori; Clerici si definisce scriba o “giornattore” e soffre più degli altri il fatto che il mondo della cultura guardi loro con una certa sufficienza perché raccontano storie di sport. Brera è lapidario:
“Lo scrittore può rifare una pagina cento volte, il giornalista è fortunato se può rileggere quanto ha scritto.”
E a Umberto Eco, che lo etichetta “Un Gadda spiegato al popolo”, replica a muso duro:
“Il professor Eco non dà credito ai giornalisti sportivi di aver un minimo di cultura. Quindi merita una sola risposta: Pirla. Essendo molto colto, capirà il dialetto.”

Un altro duello a viso aperto Brera lo ebbe con Carmelo Bene, uomo di teatro, che dalle colonne del Messaggero magnificava la Roma di Falcao. Nicolini, effervescente assessore alla cultura del Comune di Roma, li fece incontrare e poco ci mancò che si arrivasse alle mani.

Minà e Mura – annota Smorto – restarono fuori dalla contesa e quando Brera perse la vita in un incidente stradale, Mura gli dedicò questi versi:

“Ti sia lieve la terra, Gianni Brera
come scrivevi tu per chi va via
e lascia vuoto il posto in osteria
vuoto il posto allo stadio, nella sera”.

Con buona pace di Eco.


Tabelloni ATP / WTA | Rassegna Stampa | ⚠️ Iscriviti a Warning | Commenta l'articolo

TAGGED:flashgianni breragianni clericiGianni MinàGianni MuraGiuseppe Smorto
Leave a comment

Ultimi articoli

Antidoping: assolto Dominguez Collado, positivo al clostebol
Focus
ATP Rotterdam: Fils non regge il ritmo di de Minaur, Griekspoor non tradisce 
ATP
ATP Buenos Aires, Darderi: “Obiettivo top 10. Sinner e Alcaraz alieni, come Federer e Nadal”
Interviste
ATP Finals: maxi-offerta Mediaset per i diritti TV in chiaro, accordo pluriennale con ATP Media
Tennis e TV
  • Lavora con noi
  • Pubblicità
  • Newsletter
  • Cookie policy
  • Privacy Policy
  • Servizi Vincenti
  • Il Grande Slam
  • UBICONTEST

“la migliore lettura sul tennis”

Così dicono i fan di Warning, ma ci sono anche i detrattori. La nostra newsletter arriva una volta la settimana, ci sono oltre 9000 iscritti.

Stay Connected

FacebookLike
TwitterFollow
InstagramFollow
YoutubeSubscribe
TiktokFollow
LinkedInFollow
TwitchFollow
UbitennisUbitennis
© Ubitennis, dal 2012 il posto del tennis.
  • ENGLISH
  • ESPANOL
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?