Assente in un main draw dall’ultima edizione dello US Open Nicolas Jarry taglia il nastro del suo 2026 al Movistar Chile Open, il torneo di casa sua a Santiago; sarà per lui la sesta volta sulla terra rossa dell’evento tennistico principale in Cile, gara da lui vinta nel 2023 dopo un acre duello con l’argentino Etcheverry. Nico viaggia alla posizione numero 143 e la sua presenza direttamente nel tabellone principale è passata attraverso l’opportuna assegnazione di una wild card, dopo l’uscita dal tabellone delle qualificazioni a Rio de Janeiro.
La posizione di classifica e la desuetudine al confronto agonistico lo mette certamente al riparo da ogni possibile aspettativa del pubblico cileno, lui ne è ben conscio e cerca un approccio il più possibile disteso all’impegno, che lo vedrà esordire con un qualificato e, nell’eventuale secondo turno, impegnato con il vincitore tra il connazionale Soto e proprio l’argentino Etcheverry.
Intervistato alla vigilia del torneo da La Tercera, Nico si esprime dapprima proprio sulle sue posiiblità nella manifestazione casalinga. “Non mi aspetto molto, a Rio ho servito abbastanza bene e sono più tranquillo. Devo pensare a me stesso e ricostruire la mentalità della lotta fino all’ultimo punto; ho ancora un po’ di paura per il gomito, vediamo chi sarà l’avversario e poi studieremo come comportarci. È inutile” – dice – “concentrarsi troppo sui numeri, soprattutto quando parlano in negativo; mentalmente sono contento perché finalmente dopo cinque mesi ho giocato una partita decente e questo è l’atteggiamento che deve tenere un buon giocatore per evitare di bloccarsi su quanto riguarda solamente il passato”.
Il doppio con il fratello Diego
La folla amica avrà ovviamente un effetto benefico su di lui, ma Jarry sa bene che da questo evento non dipende la qualità dei suoi futuri risultati. “Se tutto andrà bene nel 2026 non sarà certo per un torneo positivo, ma per il lavoro fatto nei mesi precedenti. Certo essere vicino a casa, alla famiglia, aiuta molto e per questo cercherò di trarne ogni beneficio possibile”. Il tennis rosso in altura, tra l’altro, è il suo preferito: “ho vinto Santiago, a Medellin il primo Challenger e il primo match ATP a Quito; ci vuole più pazienza, il tennis in quota ha degli errori del tutto peculiari”.
Nel doppio Nico farà coppia con il fratello Diego, circostanza che lo mette di buon umore e in un certo senso lo responsabilizza: “sarà divertente, lui ha fatto tanta strada per arrivare a questo livello, alternando il tennis agli studi, quindi sono molto felice per lui. Parliamo di tennis ma di poco altro perché io sono sempre lontano; cerco di aiutarlo un po’, ora non so come sarà ma al momento giusto saprò come comportarmi”.
