Il BNP Paribas Open entra nel vivo con due storie diametralmente opposte ma ugualmente affascinanti. Da una parte la conferma di un dominio quasi tirannico, quello di Carlos Alcaraz, numero 1 del mondo, che continua la sua striscia di imbattibilità stagionale senza mostrare crepe. Il fuoriclasse iberico, alla sua prima uscita sul cemento del cosiddetto Tennis Paradise, ha regolato il tennista bulgaro Grigor Dimitrov con il punteggio finale di 6-2 6-3, strappando così un pass per il prossimo turno del prestigioso torneo californiano, dove affronterà il francese Arthur Rinderknech (avanti senza giocare per via del forfait di Juan Manuel Cerundolo).
Dall’altra, l’esplosione emotiva e tecnica di Joao Fonseca (attualmente numero 35 ATP), il giovane brasiliano che, tra lacrime, resilienza e colpi geniali, è riuscito a superare il rivale russo Karen Khachanov (29 anni, n. 16 ATP) imponendosi con lo score definitivo di 4-6 7-6(7) 6-4 e salvando due match point nel tie-break del secondo set. Riviviamo insieme le due partite.
[1] C. Alcaraz b. G. Dimitrov 6-2 6-3
Primo set: un monologo spagnolo
Uno dei match più attesi nel deserto californiano ha visto un Carlos Alcaraz in versione “shuttle”, capace di decollare immediatamente senza lasciare spazio alle geometrie di Grigor Dimitrov. Lo spagnolo si è presentato con una divisa arancione acceso, quasi a voler segnalare visivamente la sua straripante energia fisica. Sin dai primi scambi, la palla del murciano è parsa viaggiare a una velocità doppia rispetto a quella del bulgaro.
Dimitrov ha provato a utilizzare il suo proverbiale slice di rovescio per togliere peso allo scambio, ma la tattica è naufragata contro la capacità di Carlos di piegare sulle gambe e ripartire con colpi aggressivi. Il vento, spesso fattore disturbante a Indian Wells, è stato domato con una facilità disarmante dal numero uno del mondo. Il primo break è arrivato quasi per inerzia, frutto di una pressione costante che ha tolto il respiro al veterano bulgaro.
Nonostante qualche sprazzo di classe cristallina, Grigor è apparso impotente di fronte alla copertura del campo del suo avversario. Alcaraz ha chiuso ogni spiraglio a rete, punendo ogni incertezza con passanti chirurgici. Il 6-2 finale è stato il logico epilogo di una frazione durata poco meno di mezz’ora, dove lo spagnolo non ha concesso nemmeno l’ombra di una palla break.
Secondo set: Alcaraz gestisce da veterano, Dimitrov non incide
Nella seconda frazione, lo spartito dell’incontro non ha subito variazioni sostanziali, nonostante un timido tentativo di Dimitrov di alzare la traiettoria dei colpi. Alcaraz ha continuato a spingere sull’acceleratore. La sua capacità di leggere in anticipo le intenzioni del bulgaro ha reso il match quasi come una sorta di esibizione agonistica.
Ogni volta che Dimitrov provava a farsi aggressivo, Carlos rispondeva con una difesa d’altri tempi trasformata istantaneamente in attacco. Il servizio dello spagnolo ha funzionato come un orologio, garantendogli punti gratuiti nei rari momenti di potenziale affanno. Il break decisivo ha scavato il solco definitivo, spegnendo le ultime velleità di rimonta di un Grigor ormai rassegnato.
Il 6-3 conclusivo mette il sigillo su una prestazione impeccabile che proietta Alcaraz verso il terzo turno senza aver sprecato preziose energie. Con questo successo, il murciano porta il suo record stagionale a un incredibile 13-0 (e un record di 31 partite consecutive vinte su cemento all’aperto), confermandosi l’uomo da battere in questo 2026. Nel prossimo ostacolo troverà il francese Rinderknech (i precedenti dicono 5-0 a favore dello spagnolo).
J. Fonseca b. [16] K. Khachanov 4-6 7-6(7) 6-4
Primo set: inizio in salita per Fonseca, Khachanov ne approfitta
L’avvio di Joao Fonseca è stato piuttosto in salita. Karen Khachanov, da tennista solido qual è, ha approfittato di alcuni tentennamenti iniziali del giovane avversario per scappare subito nel punteggio. Sul 5-2 in favore del russo, molti sugli spalti temevano una rapida uscita di scena della grande promessa sudamericana.
Ma proprio quando il set sembrava scivolare via, Fonseca ha iniziato a liberarsi delle scorie mentali e dei pensieri negativi legat ai recenti infortuni alla schiena. Il braccio ha cominciato a viaggiare con una fluidità impressionante, costringendo Khachanov a una difesa affannosa che non era nei suoi piani iniziali. Nonostante la rimonta del brasiliano sia arrivata troppo tardi per salvare il parziale, l’inerzia tecnica è cambiata radicalmente.
Il 6-4 in favore del russo ha comunque evidenziato una ritrovata combattività da parte di Joao, che ha chiuso il set in crescendo. Il pubblico, trascinato dal calore dei tifosi brasiliani, ha iniziato a percepire che la partita era tutt’altro che finita. Fonseca ha dimostrato di poter reggere l’urto dei colpi pesanti di Khachanov, ponendo le basi per quello che sarebbe successo poco dopo.
Secondo set: tie-break al cardiopalma, Fonseca salva due match point
Il secondo parziale è stato un autentico inno al tennis di pressione, con entrambi i giocatori capaci di elevare il proprio livello nei turni di battuta. Fonseca ha mostrato una varietà di soluzioni notevole, alternando bordate da fondo a palle corte giocate con estrema sensibilità. Si è giunti così a un tie-break che ha tenuto l’intero stadio con il fiato sospeso per l’intensità di ogni singolo punto.
Il dramma sportivo è iniziato quando Khachanov si è issato sul 6-4, servendosi di tutta la sua esperienza per procurarsi due pesantissimi match point. In quel momento, Fonseca ha deciso di rischiare il tutto per tutto, annullando il primo con una risposta fulminante che ha lasciato il russo di sasso. Il secondo pericolo è stato cancellato da un ace perfetto, scagliato con la freddezza di un veterano consumato.
Rovesciata la situazione, il diciannovenne ha trovato la forza di chiudere per 9-7, trascinando il match al terzo set tra il boato assordante delle tribune. La capacità di restare mentalmente aggrappato all’incontro in una situazione così disperata ha confermato la tempra del giovane brasiliano. Da quel momento in poi, la partita ha smesso di essere solo tecnica per diventare una questione di puro cuore e carattere.
Terzo set: Fonseca sugli scudi, Khachanov è costretto ad arrendersi
Entrato nel set decisivo con una fiducia debordante, Fonseca ha iniziato a dipingere tennis, trovando angoli che hanno letteralmente mandato fuori giri Khachanov. Il brasiliano ha preso subito un break di vantaggio, involandosi sul 4-1 grazie a una serie di vincenti che hanno infiammato la platea. La sua velocità di palla è apparsa fuori scala, mettendo in crisi le certezze tattiche del numero 16 del mondo.
Nonostante il tentativo di rientro del russo, Fonseca non ha tremato, gestendo i momenti di pressione con una maturità che ha sorpreso tutti gli osservatori. I 32 vincenti totali a fine partita sono il manifesto di un tennis proattivo e coraggioso, specchio di un talento che non vuole porsi limiti. Ogni colpo del brasiliano sembrava guidato da una forza superiore, figlia di una ritrovata integrità fisica.
Il 6-4 finale sancisce una vittoria storica, che rende Fonseca il secondo più giovane nell’ultimo decennio a superare due turni nel deserto californiano. Il pianto di gioia a fine match ha testimoniato quanto questo successo pesi dopo i mesi difficili trascorsi ai box. Ora la sfida con Tommy Paul rappresenta il prossimo esame di maturità per un ragazzo che sembra destinato a riscrivere le gerarchie del circuito: chi vince sfiderà Sinner o Shapovalov.
