Nelle settimane in cui si parla ripetutamente e insistentemente del calendario tennistico, con particolare riferimento al futuro della gira sudamericana, in Repubblica Dominicana è tutto pronto per la seconda edizione della Copa Cap Cana, torneo del circuito Challenger di categoria 175 che sogna in grande. Se le competizioni del Golden Swing sono messe in crisi dalla sovrapposizione con gli ATP 500 in Medio Oriente, più appetibili per superficie – il cambio di terreno di gioco è sempre particolare e dare continuità al cemento, invece di dedicarsi a una parentesi sulla terra rossa, è la scelta dei più – e per risvolti economici, a Punta Cana la collocazione tra i due Masters 1000 da 12 giorni del Sunshine Double non spaventa, anzi.
E gli investimenti sono stati così ingenti da far fantasticare gli organizzatori di un possibile passaggio di grado, con un salto di categoria da Challenger a ATP 250. Forse è solo una chimera, un’illusione accecante che turba la realtà. Ciò che è certo è che le ambizioni della Copa Cap Cana sono talmente grandi da bramare una possibile partecipazione di Carlos Alcaraz–
I tornei di categoria 500 e 250 si accaparrano i top player a suon di ricchi compensi, sfruttando la norma relativa al “promotional fee” del regolamento ATP – è per questo, tra gli altri, che i tabelloni di Doha e Dubai straripano di giocatori d’élite.
Non solo soldi, però. La competizione dominicana proporrebbe la propria versione della regola, perché vorrebbe tentare Alcaraz e company con lussuose ville con vista sul mare dei Caraibi e giri illimitati su campi da golf esclusivi. “Oltre al tennis, i giocatori vengono qui per vivere un’esperienza“ confessa Laura Fernandez, direttrice della Copa Cap Cana, a CLAY.
Punta Cana tra il sogno Alcaraz e il quasi ingaggio di Tsitsipas e Berrettini
La volontà dell’ATP di inserire un Challenger tra i Masters 1000 di Indian Wells e Miami per consentire ai giocatori eliminati anzitempo dalla prima tappa del Sunshine Double di rimanere nei paraggi ha decretato l’affermazione della Copa Cap Cana.
Il paradiso caraibico ha bruciato la concorrenza del Messico, soddisfacendo tutte le richieste dell’ATP, tra cui una una meta turistica come scenario. In Repubblica Dominicana i tennisti possono trovare campi uguali a quelli di Miami e la chiamata elettronica. Dalle strutture attrezzate partono i sogni di gloria che porterebbero diretti alla trasformazione in un ATP 250 – addirittura un 500 nella testa del proprietario.
Alla domanda su quale giocatore desidererebbe vedere sui propri campi più di ogni altro, la direttrice Fernandez non ha dubbi: “Carlos Alcaraz! Quest’anno siamo stati molto vicini a portare Stefanos Tsitsipas, ma alla fine ha scelto di iscriversi al tabellone di doppio di Indian Wells insieme a Novak Djokovic“.
Sulla possibile partecipazione di Tsitsipas aggiunge che non hanno negoziato nessun possibile accordo – sappiamo quanto il greco sia attento agli aspetti finanziari quando programma i propri impegni.
“Quello che gli abbiamo detto è stato: ‘Hai perso al primo turno a BNP Paribas Open, perché non vieni qui per mantenere il ritmo? Ti daremo una wild card’”.
Poi fa altri nomi che sono stati vicini all’approdo ai Caraibi, dove presenziano 6 top 100: “Anche Jiri Lehecka stava per venire, Matteo Berrettini era quasi dei nostri… siamo stati davvero vicini! Stiamo per riuscire a portare altre stelle. Oggi abbiamo Hubert Hurkacz, che è stato numero 6 del mondo, e David Goffin, finalista una volta alle ATP Finals”.
La appearance fee possibile per Punta Cana non sarebbe solamente un compenso economico. La leader del torneo è ben consapevole che finché resterà confinato al circuito Challenger le velleità di avere Alcaraz si spengono automaticamente, ma con una promozione e una diversa collocazione…
E c’è già una prima offerta: “Una villa fronte mare per lui e tutta la sua famiglia. Sarebbe disponibile in qualsiasi periodo dell’anno. Potrebbe venire in vacanza lì o fare la preparazione pre-stagionale. Potrebbe portare gli amici, la fidanzata, chiunque voglia per scoprire la Repubblica Dominicana”.
Poi la tentazione di poter giocare a golf in paradiso: “Avrebbe accesso a Punta Espada Golf Club, il miglior campo dei Caraibi, e a Las Iguanas Golf Club, appena inaugurato. […] Un’altra idea che mi entusiasma molto è mettere i giocatori a bordo di un catamarano per navigare nel Mar dei Caraibi“. Insomma, la fantasia non manca.
