Chi non salta è Zverev. Non mettetevi a fare balzi selvaggi, magari appena esce questo pezzo che è notte fonda e c’è gente che dorme e poi “saltare” è nel senso di teste di serie eliminate anzitempo nella metà bassa, quella presidiata da Jannik Sinner, mentre in quella alta, deposto re Carlos Alcaraz, è anarchia.
In ogni caso, dopo l’uscita all’esordio di Shelton e Rublev (e di altri quattro del seeding tra cui Tien), non hanno superato il secondo ostacolo Medvedev, battuto da Cerundolo, Auger-Aliassime, sconfitto da Atmane, e Mensik che, vedremo tra poco, ha anche avuto due match point a favore contro Tiafoe. Felix e Jakub erano nel quarto di Jannik, mentre i due candidati più probabili a trovare l’azzurro in semifinale ora sono Cerundolo e naturalmente Sascha. Ma è il torneo delle sorprese, quindi vale la regola di Scream 3 che recita: chiunque, protagonista incluso, può, ehm, uscire di scena. Intanto, agli ottavi per Sinner c’è Alex Michelsen che in rimonta (3-6 6-3 6-4) ha avuto la meglio su Tabilo, il mancino cileno che aveva battuto Andrey. E ai quarti, per il Rosso di Sesto, uno tra Atmane e Tiafoe.
[3] A. Zverev b. M. Cilic 6-2 5-7 6-4
Non basta lo smanicato rosso da giovane atleta a Marin Cilic per invertire la tendenza dei confronti diretti con Alexander Zverev che, in virtù di questo 6-2 5-7 6-4 in due ore e 37 minuti (di cui metà per i palleggi pre-servizio di Cilic) si porta 8-1, sconfitto solo nel primo confronto datato 2015. Troppi errori non forzati per Marin, 38 a fronte di 20 vincenti, mentre 15-22 è il bilancio tedesco.
Primo set senza storia ma con episodio bizzarro
Break immediato di Sascha che con il rovescio fa male, mentre con lo stesso colpo il croato fa male a sé stesso. Il resto del set prosegue su questo leitmotiv, con la diagonale sinistra quella più battuta e Marin che mette meno di una prima su due in campo. Simpatico però l’episodio sul 5-1, quando il n. 3 del mondo dubita della non chiamata del sistema elettronico sulla seconda di Cilic, per lui lunga. L’arbitro, che ha già annunciato il 15-0, contatta la regia, che mostra una palla fuori di mezzo metro: allora 0-15. No, perché Marin (e non solo lui) pensa che quello potrebbe essere il primo servizio, non il secondo. Così è, in effetti, e allora di nuovo 15-0.
Secondo set, Cilic ci prova
Cilic aumenta però la percentuale e annulla con l’ace (allo scadere dello shot clock) una palla break per salire 5-4. Sono addirittura cinque da sinistra le chance non sfruttate da Zverev all’undicesimo game, ma il classe 1988 tiene sempre in mano lo scambio; sull’ultima, bravo Sascha a girarlo con il bimane lungolinea, ma la successiva smorzata è un assist. Break mancato, break subito, con doppio fallo tedesco a chiudere il set, 7-5 per Cilic che di rovescio continua a sbagliare, ma dal lato destro ha fatto piovere vincenti su uno Zverev piuttosto passivo.
Terzo set, vince chi sbaglia meno
Sascha sorpassa al terzo gioco facendo valere il solito rovescio. Non gli riesce il doppio break, ma si fa bastare quel vantaggio per avanzare agli ottavi. È atteso dal n. 111 Quentin Halys, vincitore 7-6(4) 6-1 di Kamil Majchrzak.
[19] F. Tiafoe b. [12] J. Mensik 7-6(4) 4-6 7-6(11)
Sei match point non sfruttati e due cancellati prima di chiudere il tie-break del terzo con il punteggio di 13-11: un tranquillo lunedì in ufficio per il n. 20 ATP Frances Tiafoe che supera 7-6(4) 4-6 7-6(11) il n. 12 Jakub Mensik pur non riuscendo mai a strappargli la battuta, vedendosi annullare entrambe le palle break a disposizione. 250^ vittoria nel Tour per lui.
Il servizio perso da Big Foe al nono gioco del secondo parziale ha permesso al ventenne ceco di allungare la faccenda dopo che lo statunitense aveva avuto bisogno del quarto set point consecutivo per far suo il primo tie-break, quasi un assaggio del finale. Servizi immacolati per arrivare al tie-break, con Mensik che prova l’allungo, restituendolo con gli interessi – due doppi falli di fila.
Tiafoe sale 6-3 ma non gli basta. Se ne va anche il quarto match point, poi arriva il primo per Jakub, annullato con due smash non complicati se non fosse per la classica situazione “e se lo sbaglio?”. Un’altra palla potenzialmente finale che non è finale a testa – Frances tiene fino all’errore ceco sul ventiquattresimo tiro, 21-12 per lui nei punti oltre gli otto colpi – altro cambio campo, Mensik getta l’ace numero 22 per sul sesto match point Usa, ragazzi non è un super tie-break, c’è altra gente che deve giocare, poi Tiafoe riesce a rispondere a una sassata centrale, si prende il mini-break e questa volta chiude sull’errore in risposta di Jakub nel tentativo di aggredire la seconda in kick. Ottavi contro Terence Atmane, vittorioso di Auger-Aliassime.
