ATP Montecarlo, Berrettini: “Il servizio non ha funzionato. Fonseca? Non ha lacune”

Il romano analizza la sconfitta con Fonseca: “Ha un potenziale incredibile. Roma? Per me è un regalo, sto mettendo dei tasselli importanti".

Di Carlo Galati
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Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Matteo Berrettini (ITA), Thursday, April 9, 2026. Photo Felice Calabro'

Matteo Berrettini saluta agli ottavi il Rolex Monte-Carlo Masters perdendo dal brasiliano Joao Fonseca. Il punto di partenza, nel raccontare la partita è inevitabile: il servizio, da sempre architrave del suo tennis e che durante il match non ha funzionato come sperava, tanto da fargli esclamare, durante il match, “sto servendo come mio padre”. 
Sicuramente il servizio, non è un segreto, è un’arma molto importante e oggi non sono riuscito a farlo funzionare come di solito, ammette senza cercare scorciatoie. Un mix di fattori, tra meriti dell’avversario e responsabilità proprie: “Un po’ per merito suo, un po’ per demeriti miei”.
Quando il colpo d’inizio scambio si inceppa, tutto il resto si incrina: Quando perdo un po’ di ritmo lì, anche il gioco da fondo ne risente. Perdo fiducia perché non ho la tranquillità di andare a servire con serenità

Fonseca impressiona: “Non ha lacune, può diventare il terzo incomodo”

Se da un lato c’è l’analisi della propria prestazione, dall’altro Berrettini non si sottrae nel riconoscere il valore dell’avversario, con parole che cercando di collocarlo gerarchicamente in una scala, che sta salendo e quindi il confronto generazionale è inevitabile: alla sua età non giocavo neanche i future, lui è già tra i primi trenta, ha vinto un 500, ha fatto quarti Slam.

Ma è soprattutto il margine di crescita a colpire: Se penso a quanto sono migliorato io dai diciannove anni in poi, lui ha un potenziale incredibile. Nessuna etichetta affrettata, ma una direzione chiara: È un giocatore che fondamentalmente non ha lacune: colpisce benissimo, si muove bene, serve bene, lotta. Tutti hanno la fretta di definirlo il terzo incomodo; arriverà ha il potenziale, poi non so se vincerà 3-5 o 20 Slam ma ha tutto per poter arrivare a contrastare Sinner e Alcaraz”

Guardare avanti: “Roma è un regalo, sto costruendo qualcosa”

Nonostante la sconfitta, il bilancio del torneo resta positivo per Berrettini: “Bisogna prendere ciò che di buono c’è stato, e per me è stato tanto positivo questo torneo”.

Il percorso conta quanto il risultato: Devo ricordarmi sempre da dove arrivo, da quello che sto sentendo. Sto mettendo dei tasselli importanti, senza però nascondere la necessità di migliorare: “Con calma analizzeremo quello che non è andato”.

Lo sguardo va già alla stagione sulla terra: “Il programma è Madrid e Roma, poi settimana per settimana”. E proprio il Foro Italico resta un punto speciale nella sua carriera e nella sua motivazione: Roma è un grandissimo regalo che faccio a me stesso per tutto il percorso che ho fatto.

L’obiettivo è semplice e diretto: Vorrei finire il torneo magari con l’incazzatura di aver perso, come qui oggi, senza altri pensieri strani, qui il riferimento agli infortuni che ne hanno condizionato le sue ultime apparizioni è palese, ma la chiusura è sempre improntata all’ottimismo: “mi sto allenando con grande dedizione, sto bene e sto facendo passi importanti. Devo avere ancora un po’ di pazienza”.

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