La settimana monegasca di Matteo Berrettini si è conclusa nella giornata di giovedì con la sconfitta rimediata dal baby prodigio Joao Fonseca. Ma nelle 24 ore precedenti, è riuscito a farsi un regalo anticipato per il suo 30° compleanno, battendo con un doppio bagel (epocale) Daniil Medvedev, steso in 50 minuti tondi tondi.
La primavera ci ha presentato un Berrettini rinnovato, più frizzante, più vivo. L’aria di Montecarlo, poi, mette sempre di buon umore l’azzurro, che l’altr’anno mandò in visibilio il Court Rainier III grazie a una rimonta straordinaria inflitta a Sascha Zverev, arresosi a Matteo al termine di una lotta estenuante. Il tennista capitolino si godrà questa speciale giornata lontano dai riflettori, e adesso che è entrato nel team degli “enta”, scorrerà una nuova linfa in The Hammer, chiamato a ritornare in auge, e nella zona del ranking che più gli compete.
Berrettini, il precursore
Berrettini è stato il precursore del nuovo – e vincente – movimento tricolore. Mentre i più giovani connazionali si forgiavano per l’avvenire, il classe ’96 ha preso in mano le redini del tennis nostrano, ergendosi a trascinatore, a capo del nuovo ordine azzurro. Nel 2019, staccò il pass per le Finals di Londra, divenendo il primo atleta italiano a partecipare al torneo dei maestri come lo conosciamo oggi.
Per poi ripetersi nel 2021 – quando s’infortunò, lasciando spazio ad un giovane e timido Sinner, eroico sotto i riflettori dell’Inalpi Arena. La finale raggiunta a Wimbledon da Matteo fu motivo d’orgoglio per tutto il popolo tricolore, che non aveva mai visto un atleta del Bel Paese spingersi sino all’atto decisivo sul prato di Church Road – oggi la storia è ben diversa. Il capitolino ridiede speranza al tennis maschile, e in ogni tappa Major, l’Italia schierava Berrettini come propria punta di diamante.
Matteo è stato tormentato negli ultimi anni da diversi problemi fisici che non gli hanno consentito di vivere tranquillamente le sue stagioni nel tour. Ma la luce sembra esser tornata. Il capitolino, accompagnato da un super Flavio Cobolli, ha riportato l’ItalDavis sul tetto del mondo per la quarta volta nella storia (3^ consecutiva) e adesso, con l’esperienza dei trent’anni, e un talento innato, The Hammer punta a riconquistarsi un posto tra i grandi.
Buon compleanno Matteo!
