Challenger Cagliari: Berrettini fatica ma vince. Kypson ko dopo quasi tre ore

Matteo Berrettini trionfa fra le montagne russe mentre Travaglia non riesce a concretizzare il set di vantaggio al Sardegna Open

Di Roman Bongiorno
7 min di lettura 💬 Vai ai commenti
Tennis, ATP Monte Carlo Rolex Masters 2026, Matteo Berrettini (ITA), Wednesday, April 8, 2026. Photo Felice Calabro'

Folle pomeriggio in quel di Cagliari al Sardegna Open, dove Stefano Travaglia si fa rimontare da Jesper de Jong e Matteo Berrettini trionfa dopo quasi 3 ore di incredibile battaglia con Kypson.

L’ex numero 6 del mondo ha sprecato la chance di chiudere il match col servizio nel secondo set, perdendolo poi al tiebreak e andando sotto di un break in avvio di terzo.
Merito a lui per non aver mai smesso di crederci, fra mille difficoltà e difficili emozioni.

Travaglia ci ha provato, ma non è bastato: vince il giocatore oggi più forte, in condizioni non facili fra vento e terra non perfetta.

Ora per Berrettini c’è la testa di serie numero 1, Mariano Navone: lo attende un’altra battaglia.

J. de Jong b. S. Travaglia (4)6-7 6-3 6-1
Sette break nei primi sette giochi, a favorire l’esperto azzurro: il pareggio, però, arriva nel decimo gioco.
Dopo gli otto giochi vinti dal giocatore in risposta in dieci giochi totali, gli ultimi prima del tiebreak sono entrambi tenuti a zero.
Nei sette decisivi quindici finali, Travaglia gioca meglio e concretizza due minibreak, chiudendo dopo un’ora e quattro minuti.
Solo quattro punti su quattordici vinti sulla seconda di servizio per de Jong, capace di infilare 15 vincenti e 25 gratuiti.

Al ritorno in campo, la trama cambia: il servizio guadagna valore, Travaglia annulla una palla break nel primo gioco, una nel terzo, e ne manca due in quello successivo.
Alla fine, però, l’azzurro è costretto a cedere al giovane olandese, che guadagna il vantaggio nel quinto gioco e lo raddoppia chiudendo il set nel nono.
Non bastano i 4 ace dell’azzurro, de Jong è bravo a diminuire drasticamente il conto degli errori non forzati e a trovare maggior tranquillità.

Il terzo set, ormai, è quasi pura formalità: break in apertura, raddoppiato immediatamente, e chiusura per sei giochi a uno al primo matchpoint.
Un vincente, quindici errori gratuiti, soltanto sei punti al servizio, due in risposta: statistiche a raccontare un Travaglia completamente uscito dalla partita dopo il secondo set.
Ora per l’olandese c’è Adrian Mannarino.

M. Berrettini b. P. Kypson 6-4 6-7(5) 7-6(5)

Matteo con qualche difficoltà, annulla tre palle break, e sale di livello punto dopo punto. Gestisce alla grande le seconde di servizio, ben colpisce da fondo e conquista lui il break di vantaggio alla primissima occasione.
L’americano in risposta non riesce più in alcun modo ad avvicinarsi, lascia la gestione dello scambio all’avversario e non trova la chiave di lettura sulle sempre perfette traiettorie in battuta dell’ex numero 6 del mondo.
L’azzurro chiude subito al primo set point, ritrovando un mezzo sorriso.

Nel secondo set l’andamento del match resta il medesimo: grande dominio del giocatore in battuta, con Berrettini sempre perfetto anche quando sprovvisto di prima.
Le prime occasioni del parziale arrivano proprio quando il tiebreak pareva già scritto: Matteo torna ad avere chance, 15-40. L’americano annulla la prima, ma l’italiano concretizza appena dopo: serve per la partita.
Proprio sul più bello, a Matteo sembra mancar fiato: al servizio si accartoccia su se stesso, smarrisce completamente la prima, commette un paio d’evitabili gratuiti, e alla fine al tiebreak è costretto ad arrivarci con le peggiori sensazioni possibili.
A sorpresa, è proprio l’italiano il primo a passare in vantaggio, ma un Kypson miracoloso trova un’improponibile passante stretto e ribalta tutto. L’errore di dritto dello statunitense rimette tutto on-serve, ma Berrettini spreca: pareggiato il conto dei set, si fa durissima.

Come prevedibile, l’inizio del terzo set è più che complicato: Matteo ora fatica tanto, apparentemente sempre meno esplosivo sui colpi a rimbalzo ed emotivamente abbattuto. L’ennesimo errore col dritto, concede il break in apertura a Kypson.
Matteo continua a sbagliare tantissimo dal lato destro, completamente incapace di impensierire l’avversario sul suo servizio.
Un po’ a sorpresa, Kypson si spegne improvvisamente: errore dopo errore, Berrettini riconquista il break.
Sul 5 pari, dopo game che avevan fatto ben sperare, lo statunitense torna a palla break: ace di berrettiniana fattura, infiniti punti di lotta a seguito, e tiebreak conquistato
Come nel tiebreak precedente, è Matteo il primo a conquistare un quindici di vantaggio, Kypson pareggia, ma sbaglia ancora: Berrettini a match point. Kypson si salva una volta, ma dopo quasi tre ore di folle battaglia Berrettini trionfa. Ora, tocca prepararsi a un’altra maratona con Navone.

“Questa partita penso di averla vinta quando ho tenuto un paio di game al terzo set che ero sotto di un break; ho ritrovato la giusta energia e ho capito che, nonostante fossi un break sotto, non ero lontanissimo da lui e sarebbero bastati un paio di punti per ritrovare un po’ di energia e il calore del pubblico. La metà del terzo set è stata fondamentale – ha detto Berrettini dopo la partita -. La partita era andata nella mia direzione, perchè stavo servendo per il match, ma ho giocato un game bruttino e il tiebreak è un terno al lotto. Quindi la partita è girata. Ma l’approccio alla partita è stato positivo; sono stato in campo bene, ci sono stati un paio di game in cui ho perso energia ma sono riuscito a ritrovarla e non era scontato perchè le condizioni ventose rendevano il tutto più complicato. Con questo tipo di approccio si possono fare belle cose”.

Leave a comment