[13] K. Khachanov b. [Q] D. Prizmic 6-1 7-6(2)
Fifth time lucky 🍀
— Tennis TV (@TennisTV) May 12, 2026
After four previous last-16 defeats, Karen Khachanov reaches his maiden Rome quarter-final with a 6-1 7-6(2) win over Prizmic!#IBI26 pic.twitter.com/nieuZZxNyN
Per la prima volta in carriera, al quinto tentativo Karen Khachanov si qualifica per i quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia, dove affronterà Casper Ruud. Con questo risultato, nella sua personale bacheca di piazzamenti, al russo mancano soltanto Cincinnati e Shanghai per completare il quadro dei Masters 1000 con almeno una presenza negli ultimo otto in tutti e nove gli eventi. L’ex n°8 al mondo non vinceva tre partite consecutive dalla finale raggiunta a Toronto, lo scorso agosto. Sconfitto 6-1 7-6(2) il qualificato Dino Prizmic, che in precedenza aveva battuto Djokovic, in 1h57‘ di gioco nell’unico incontro di singolare di giornata – e ultimo del torneo – ospitato dalla SuperTennis Arena.
Da sottolineare che sul 5-4 del secondo set, perciò momento a dir poco delicato, ci si è fermati per qualche minuto per permettere il passaggio delle frecce tricolore sopra il complesso del Foro Italico, come forma di omaggio per ricordare la memoria di Nicola Pietrangeli.
Il match
Il primo set se lo aggiudica il russo con il punteggio di 6-1 in 48 minuti, ma come si può facilmente intuire dalla durata è stata tutt’altro che una frazione a senso unico. Cinque dei sette games del parziale sono stati decisi ai vantaggi e ad eccezione degli ultimi due giochi del set, il tennista in risposta ha sempre avuto a disposizione almeno una palla break. Karen è salito subito 4-0 nel punteggio, tuttavia per completare i primi due games del match sono serviti 20 minuti di cui solo 14 per il secondo game (in cui si sono giocati 22 punti). Nonostante i tre break subiti, che di fatto hanno compromesso il set, Dino ha avuto chances di break in due diversi turni di servizio di Khachanov per un totale di cinque opportunità: tutte salvate dall’ex top ten.
Con l’andare del parziale, si è però evidenziato un problema fisico per il croato che sul 4-1 (dopo aver vinto l’unico game del set, dovendo peraltro cancellare un break point) ha perfino chiamato il fisio. Al cambio di campo, dopo la fine del set, Prizmic ha richiesto addirittura un ulteriore intervento facendosi massaggiare entrambe le cosce per via di un probabile fastidio muscolare causato da un indurimento o una contrattura. Già a metà frazione, si era intuito che qualcosa nel ventenne di Spalato non andasse alla perfezione dal punto di vista fisico: se un giocatore come lui, che fa della resistenza nella sofferenza, dello scambio lungo in cui far valere la propria indubbia qualità difensiva, accorcia così tanto il palleggio per scelta utilizzando soluzioni a lui non così frequenti e congeniali (vedi smorzate e discese a rete) vuol dire che qualcosa non va come dovrebbe.
L’approccio al secondo set presenta un incredibile cambiamento. Il n°79 ATP sembra d’improvviso rigenerato: torna a muoversi come sa, brillante ed esplosivo. E così a sorpresa, ecco il break balcanico in avvio. Ma la fiammella di rinascita dura molto poco per Dino, il ventinovenne moscovita ricomincia a far la voce grossa e prende nuovamente in mano il match. La costante negativa per il classe 2005 continua ad essere il servizio. Ciononostante, la seconda frazione si rivela decisamente più equilibrata con Prizmic che, messi da parte i dubbi fisici, innalza parecchio il proprio livello e in generale la propria tenuta, insistendo anche con la scelta tattica di verticalizzare molto di più rispetto alle sue abitudini.
Una decisione strategica che lentamente comincia a dare i suoi frutti, in particolare perché permette all’ex campione junior del Roland Garros di evitare di incastrarsi nel braccio di ferro sulla diagonale bimane: la più robusta dell’arsenale russo, mentre il diritto è sì più pesante ma anche più macchinoso. Dopo lo scambio di break iniziale, si procede con i servizi inappuntabili sino al 4-4 quando Khachanov è costretto a rimontare dal 15-40: complicatosi la vita con il terzo doppio fallo della partita, Karen rimette le cose apposto con una super volée e la solita prima massiccia (7 gli aces). Sul 6-5, il russo in risposta si ritrova a due punti dalla partita (30-30) ma è un nulla di fatto. Si giunge al tie-break, dove dopo tre mini-break in fila a prendere il sopravvento è la testa di serie n°13 che grazie a un parziale di quattro punti consecutivi vola sul 5-1, prima di sigillare il passaggio a quarti con il 7-2 conclusivo. Decisivo lo smash fallito, e spedito in corridoio, da Prizmic sull’1-1 quando una folata di vento – che tanto aveva dato fastidio al dritto di Karen nel primo set, dal lato a favore, facendogli perdere sistematicamente controllo – si è rivelata mortifera.
[32] R. Jodar b. [19] L. Tien 6-1 6-4
First teenager to reach the QFs since Djokovic in 2007! 😮
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Rafael Jodar dispatches Tien 6-1 6-4 to reach the last eight!#IBI26 pic.twitter.com/l7LF8kBuZq
Dopo i quarti in casa a Madrid, dove è stato fermato solo da Sinner senza sfigurare, Rafael Jodar non si ferma più e si ripete anche a Roma. Schiacciante prestazione offerta dallo spagnolo, con cui ha letteralmente spazzato via dal campo Learner Tien usufruendo di una velocità di palla di un’altra categoria. 6-1 6-4 in 1h15‘ di assoluto controllo, ora il vincente di Darderi-Zverev.
E’ la trentatreesima vittoria della stagione per il classe 2006, la quindicesima sul rosso con appena 9 KO complessivi di cui soli due sulla terra. L’attuale stato di forma e la sostanziale differenza di efficacia nell’adattamento al mattone tritato, già alla vigilia vedeva ampiamente favorito Rafa che sul campo per certi versi è stato ancora più maniacale nel suo predominio ad ogni latitudine possibile: psicologica e tennistica. Lo spagnolo diventa peraltro il primo teenager a raggiungere i quarti di finale a Roma da Djokovic 2007.
Il match
Dominante e asfissiante, la pressione di intensità tecnica ed emotiva che Jodar ha prodotto nel set d’apertura della sfida Next Gen con Tien (al suo miglior risultato di sempre su terra). Un bagel inferto dallo spagnolo al mancino statunitense, prevedibile che fa comunque rumore per la portata dello score e per quel disarmante misto tra lucidità tattica, serenità e consapevolezza mentale, con cui Rafael ha disintegrato Learner. Strabiliante il rendimento sinora della battuta madrilena, oltre il 70% di prime in campo percentuali bulgare di resa sia con la prima sia con la seconda: entrambe attorno al’80%.
Dopo la debacle del primo set, non tarda ad arrivare la reazione dell’allievo di Chang che tuttavia prima di allungare deve comunque frantumare due palle break in apertura. Avanti 3-1, Tien non riesce però a confermare il vantaggio offrendo immediatamente il contro-break. Rispetto a qualche minuto fa, quantomeno adesso c’è un partita con il ventenne di Irvine che alzando la traiettoria dei suoi colpi crea qualche piccolo grattacapo al diciannovenne iberico. Ma l’illusione di un esito diverso da quanto visto finora, per il tennista di origini asiatiche si sgretola rapidamente. La capacità di coprire tutti gli angoli del campo, di riuscire a trovare eccezionale profondità anche in corsa e in situazioni di precario equilibrio che costringono l’avversario a doversi disimpegnare sovente in controbalzo, finiscono per lacerare definitivamente le poche convinzioni di Tien.
Dal 3-1 per l’americano, Jodar vince quattro games consecutivi e ipoteca il successo rimontando dallo 0-30 sul 4-3. Al dunque, deve ricorrere al terzo match point ma alla fine è di nuovo Jodar a gioire così come accaduto nei Round Robin di Gedda a dicembre.
