ATP Roma, Bolelli e Vavassori: “Abbiamo sempre lavorato con il sorriso, nelle vittorie e nelle sconfitte”

“Oggi avevamo chiaro cosa fare nei game di risposta”, ha affermato Bolelli. “Pellegrino? Si è meritato questo gran torneo. I suoi risultati è come se fossero i miei”, ha dichiarato Vavassori

Di Andrea Binotto
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Simone Bolelli (Italia), Andrea Vavassori (Italia) Hamburg, 23.05.2025, Tennis, Bitpanda Hamburg Open 2025, ATP 500

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È di nuovo semifinale al Foro Italico per Simone Bolelli e Andrea Vavassori. La coppia azzurra, settima favorita agli Internazionali BNL d’Italia, a due anni di distanza è tornata al penultimo atto del 1000 romano. L’ottima vittoria in due set, su Harri Heliovaara e Henry Patten, ha anche spalancato nuovamente le porte della top 10 virtuale al tandem azzurro, che ora affronterà in semifinale la coppia vincitrice del match di quarti tra Christian Harrison/Neal Skupski, e Marcelo Arevalo/Mate Pavic.

D: Avete trovato l’antidoto per battere Heliovaara/Patten?
Simone Bolelli: “Diciamo che ci giochi talmente tante volte, quasi ogni settimana, che qualcosa prima o poi ti devi inventare. Oggi siamo entrati in campo che avevamo bene in mente cosa fare soprattutto nei game di risposta. E poi abbiamo servito sempre bene, abbiamo giocato un tennis aggressivo. Poi qualche punto killer, qualche punto che determina il match, c’è sempre. Abbiamo giocato con un’intensità molto alta oggi. Avevamo tanta voglia di vincere, di fare bene. E poi oggi c’era un grande pubblico”.

Andrea Vavassori: “Abbiamo perso sempre delle partite toste contro di loro, come quella in finale in Australia, per pochi punti. Siamo stati bravi, soprattutto nella finale di Miami, a giocare un gran match che ci ha dato molta fiducia. Ci avevo giocato contro anche a Montecarlo con Berrettini. Quindi, avevo anche delle informazioni in più su come giocano sulla terra. L’abbiamo studiata molto bene. In doppio è importante avere le idee chiare. È sempre importante sapere cosa fare. Siamo stati bravi in molte occasioni. Anche a non demoralizzarci quando ci hanno fatto il contro break nel secondo set. Poi abbiamo giocato un grandissimo tie-break. Sono contento. Domani saremo carichi a palla per giocare sul Centrale”.

D: Voi siete una delle poche coppie che resiste insieme. State giocando insieme da tre anni ormai. Come ci si adatta al fatto che bisogna spesso sfidare alcune coppie che si dividono, e se ne creano quindi delle nuove?
Simone Bolelli: “Secondo me quello che fa la coppia forte, chiaramente fino a che si va d’accordo, con il lavoro quotidiano, la ricerca del miglioramento, nei momenti delicati delle partite viene fuori. Qua a Roma abbiamo iniziato piuttosto male, giocando un tennis non bellissimo. Ma secondo me l’abbiamo vinta perché in campo c’è stata energia, sincronia e carica di coppia, che nel doppio sono fondamentali”.

Andrea Vavassori: A volte vinci alcuni primi turni che ti possono cambiare il torneo. A Miami, ad esempio, abbiamo vinto un torneo in cui all’esordio abbiamo dovuto annullare due match point. Anche quando abbiamo fatto la prima finale in Australia abbiamo dovuto annullare match point al primo turno. A volte bisogna essere bravi a vincere quelle partite giocando male. Con questo punteggio ormai sappiamo che si può perdere con chiunque. Bisogna riuscire a sfruttare le poche occasioni che si presentano. Il rapporto umano aiuta tanto. Abbiamo sempre lavorato insieme con il sorriso, sia nelle vittorie che nelle sconfitte, nei momenti migliori e in quelli più complicati in cui si vince meno. Quando c’è l’occasione bisogna cavalcare l’onda. Però tra di noi non abbiamo mai avuto problemi, e quello aiuta a mantenere una coppia solida”.

D: Arrivando quest’anno qui a Roma, all’esordio avete pensato un po’ alla sconfitta al debutto nel 2025, e quindi avete provato un po’ di tensione? Oppure siete talmente rodati che avete cancellato tutto e siete partiti tranquilli?
Simone Bolelli: “Di sottofondo magari c’era quella sensazione. Però è passato un anno. Match brutti e prestazioni del genere capitano. Fanno parte dello sport. Dobbiamo cercare di lasciare il passato alle spalle e guardare il qui e ora. L’anno scorso abbiamo giocato una brutta partita qui a Roma, ma poi abbiamo messo insieme un ottimo anno. Un match, quindi, non determina la nostra condizione”.

Andrea Binotto, Ubitennis: Rispetto ai deciding point, ho visto che agli ottavi rispondevi più tu Andrea, mentre oggi te ne sei occupato più spesso tu, Simone. In base a cosa decidete chi risponde in quei momenti?

Andrea Vavassori: “Molto dipende dalle sensazioni. Sappiamo che entrambi siamo due che possono rispondere sul 40 pari. Poi ci sono momenti in cui si riesce a farlo bene, in altri meno bene. Dipende anche dall’avversario e dal servizio che gioca. Oggi Simone ha giocato un gran 40 pari sul 5-4 e con il dritto ha tirato una mazzata (sorride, ndr). Diciamo che all’inizio del nostro rapporto in doppio giocava un pochino più lui questi punti, perché la combinazione migliore era lui a fondocampo e io a rete. Adesso ci siamo abbastanza livellati. Siamo entrambi forti da dietro, ma anche a rete. Oggi, ad esempio, sono andato io sul primo 40 pari, poi è andato lui sul secondo e di nuovo io sul terzo. Anche l’avversario almeno non ha riferimenti. A volte guardiamo anche quanto bene serve l’avversario da un lato rispetto che dall’altro. Quindi, cerchiamo un po’ di mixare”.

D: Andrea, ti volevo chiedere di Andrea Pellegrino. Tu lo conosci bene, ci hai giocato molto spesso il doppio insieme. Che effetto ti fa vederlo in questi palcoscenici?

Andrea Vavassori: I suoi risultati è come se fossero i miei. Gli ho anche scritto un bel messaggio. Eravamo a Montecarlo e lui era mezzo infortunato. L’avevo vista la sua partita e l’ho supportato negli spogliatoi durante un momento di difficoltà. Gli ho sempre detto che, quando le cose si fanno bene, i risultati arrivano. Questa è una cosa che vale per tutti e io lui l’ho sempre visto sul pezzo a lottare. Soprattutto quest’anno ho visto che ha fatto uno switch mentale, se lo merita. È un po’ una rivincita personale. Adesso ha vissuto gli ottavi a Roma, sul Centrale, con Sinner. Sono felicissimo per lui e spero sia solo un punto di partenza per realizzare i sogni che ha nel cassetto e che si meriterebbe di realizzare”.

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