Roland Garros: ecco chi è Juan Manuel Cerundolo, l’avversario di Sinner al 2° turno

Mancino, argentino, terraiolo fino al midollo e reduce dal titolo Challenger di Bordeaux, Juan Manuel Cerúndolo sfida Jannik Sinner al secondo turno di Parigi

Di Carlo Galati
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SARDEGNA OPEN 2026 ATP CHALLENGER Tennis Club Cagliari 29/04/2026 Juan Manuel Cerundolo Foto Giampiero Sposito

Nella sua carriera in generale, a Parigi oggi nello specifico, prima ancora di scendere in campo, Juan Manuel Cerundolo deve vincere una piccola partita personale: ricordare a tutti che non è Francisco. Perché il primo pensiero, a leggere il cognome, per molti (anche tra gli addetti ai lavori, ma fortunatamente non tutti…) corre quasi automaticamente al fratello maggiore, il più noto, il più stabilmente abituato ai piani alti del circuito.

E invece sulla strada di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros non ci sarà lui, ma il fratello minore: Juan Manuel Cerundolo, argentino, mancino, classe 2001, specialista della terra battuta e giocatore molto meno appariscente, ma assai più insidioso di quanto possa raccontare una lettura frettolosa del tabellone.

Chi è Juan Manuel Cerundolo: profilo da classico terraiolo sudamericano

Il dettaglio non è secondario, anche perché i due fratelli vengono confusi spesso. A volte capita, ci mancherebbe. Però quando l’errore si ripete, il lapsus smette di essere una semplice svista e può diventare un piccolo (grande) cortocircuito narrativo.
Perché Juan Manuel Cerundolo non è “l’altro Cerundolo” e basta: è un giocatore con una storia sua, con un tennis suo e con una carriera personale che ha già conosciuto lampi importanti, frenate brusche e ripartenze pazienti.

Nato a Buenos Aires il 15 novembre 2001, Juan Manuel è mancino, gioca il rovescio a due mani ed è alto 183 centimetri. Professionista dal 2018, cresciuto in una famiglia in cui il tennis è quasi una lingua madre, ha avuto nel padre Alejandro una figura tecnica centrale.

Meno potente e meno verticale di Francisco, ma più naturalmente legato alla terra battuta, Juan Manuel è uno di quei giocatori che sembrano nati per giocare esclusivamente sulla terra rossa, di quelli che provano a farti giocare sempre una palla in più, spostandoti, alzando traiettorie, cambiando ritmo e togliendo pulizia allo scambio. Il concetto di terraiolo sudamericano che torna prepotentemente.

Il colpo di Cordoba e una carriera da ricostruire

Cerundolo junior si era preso la copertina molto presto, forse persino troppo presto per il percorso che avrebbe poi dovuto attraversare. Nel 2021, al torneo ATP 250 di Cordoba, entrò in tabellone dalle qualificazioni e finì per vincere il titolo al debutto assoluto nel circuito maggiore. Una di quelle storie che nel tennis sembrano scritte apposta per illudere che tutto possa correre dritto, senza deviazioni e che il destino fosse quasi scritto, nella perpetua ricerca del predestinato di turno. 

La realtà però si scontra con i desiderata perché quel successo resta, ancora oggi, il suo unico titolo ATP. Ciò che resta invece è che sulla terra Juan Manuel sa giocare, sa sporcarsi le mani, sa costruire punti lunghi e sa stare dentro partite che diventano una questione di pazienza prima ancora che di colpi.

Il suo tennis non nasce per togliere il tempo come quello di Sinner, ma se volessimo definirlo meglio è un tennis, più ragionato, più da trincea: rotazioni, traiettorie mancine (che sulla terra richiamano a ben altri colpi e personaggi), capacità di aprire il campo e di costringere l’avversario a giocare un colpo in più.

Dopo quel successo di Cordoba sono arrivati anche momenti complicati, tra problemi fisici, stop, rientri e una classifica da rimettere insieme, ma nelle ultime settimane Cerundolo ha ritrovato continuità. A Bordeaux, nel Challenger 175 francese, ha conquistato un titolo pesante per fiducia e ranking alla vigilia di Parigi, confermando di essere tornato competitivo sulla superficie che più gli appartiene.

La conferma è arrivata subito al Roland Garros, dove al primo turno ha eliminato Jacob Fearnley in tre set: 6-2 7-6 7-6, con due tie-break gestiti meglio del britannico e una partita giocata da terraiolo vero, senza bisogno di effetti speciali. 

Sinner e il precedente di Wimbledon: un’altra superficie, un altro mondo

Con Sinner, però, il livello cambierà inevitabilmente. L’unico precedente tra i due risale a Wimbledon 2023, quando Jannik vinse al primo turno con un netto triplo 6-2. Un precedente paradossale che dice qualcosa e allo stesso tempo dice pochissimo. Da una parte racconta la differenza di cilindrata tra i due, la capacità dell’azzurro di togliere riferimenti e di trasformare ogni scambio in una pressione continua, dall’altra restiuisce pochissimo perché si giocava sull’erba, cioè nel territorio meno naturale per Cerundolo e in un momento diverso della carriera di entrambi.

A Parigi sarà tutta un’altra partita, o perlomeno un’altra cornice. Sinner arriva da numero uno del mondo, da favorito del torneo e da un esordio autoritario con Clement Tabur, battuto 6-1 6-3 6-4 sul Philippe-Chatrier. L’azzurro ha confermato subito di non voler disperdere energie inutili e di voler entrare nel torneo con il passo di chi sa che il Roland Garros è diventato il centro dichiarato della sua stagione.

Per Cerundolo, quindi, il tema sarà semplice solo in apparenza: provare a portare Sinner dentro una partita più lenta, più fisica, più sporca, togliendogli ritmo e appoggi. Dovrà usare il mancino per aprire angoli, cambiare altezze, evitare di dare sempre la stessa palla all’azzurro e soprattutto non farsi travolgere nei primi colpi dello scambio. Certo, facile a dirsi, o meglio, facile a scriversi.

Sinner infatti ha più potenza, più peso di palla, più servizio, più risposta, più abitudine a gestire i grandi palcoscenici e un margine tecnico che rende l’incrocio decisamente sbilanciato. L’attenzione per Sinner dovrà comunque essere massima perché parliamo di un giocatore che ha comunque le sue armi, anche se sulla carta non sufficienti ad impensierire il numero 1 al mondo, ma bisognerà comunque farsi trovare pronti. Juan Manuel Cerundolo non sarà Francisco ma è un giocatore che può dire la sua e allungare il match, cosa di cui Sinner non sente alcuna necessità.

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