Roland Garros, Berrettini: “Non era un fastidio, ma un dolore nuovo all’anca sinistra”

L'azzurro: "Ai dolori non posso passare sopra. Più giocavo e più peggiorava la situazione. Speriamo di rivederci a Wimbledon"

Di Pellegrino Dell'Anno
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Matteo Berrettini - Roland Garros 2026 (foto X @ATPTour_ES)

Matteo Berrettini si ferma nel modo più amaro possibile. Costretto a ritirarsi dai quarti del Roland Garros contro Matteo Arnaldi per un problema all’anca sinistra. Un dolore nuovo, che fa star male. Tutti i fan, tutti gli addetti ai lavori. Ma soprattutto lui, che esce dal campo tra le lacrime. E arriva deluso, pesantemente colpito dalla situazione, in conferenza stampa.

D: Matteo, quando hai iniziato a sentire dolore?
Berrettini: “A metà del primo set ho sentito qualcosa mentre servivo ma la partita era dura, non ci ho pensato molto, ho provato a fare del mio meglio. Più giocavo, più servivo e colpivo dritti, peggio mi sentivo. Provavo ma il dolore era troppo e spero di non aver fatto nessun danno serio. Vedremo cosa è stato, spero nulla di brutto. Sono deluso, ma giocando avrei potuto fare peggio e recuperare sarebbe stato più lungo. Non potevo non ritirarmi“.

D: Com’è stato dover decidere di fermarsi?
Berrettini
: “La scelta è stata molto difficile, sono stanco di ritirarmi, non volevo finire così. Quando vinci vinci, e se perdi vai a casa ma è una sensazione diversa, pensi a cosa avresti potuto fare perdendo. Questo mi ha tolto la chance di competere, come successo spesso negli ultimi anni. Però un paio di settimane fa sarebbe stato folle pensarmi ai quarti, tornerò con il sorriso per come ho approcciato queste settimane. Sono fiero di come ho giocato“.

Ubaldo Scanagatta: L’erba è sempre stata il tuo paradiso. Riuscirai a recuperare in tempo? Sei super pessimista o moderatamente ottimista?
Berrettini: “Mi piacerebbe saperlo, se fosse stato l’addominale ti avrei detto esattamente quanto tempo e quanti giorni servivano (sorriso amaro). Ma questa zona non la conosco, il dolore è forte e non so quanto starò fermo, farò decidere ai dottori. Nella mia testa c’era il pensiero di non star fermo tre mesi, quando dovevo scegliere se proseguire o meno. Spero di essermi fermato in tempo, non era un fastidio, ci sarei passato sopra avendo fastidi da inizio torneo, ma ai dolori non passo sopra. Mi sentivo in ritmo, belle sensazioni in campo. Speriamo di rivederci a Wimbledon“.

D: Cosa ti ha fatto male di preciso?
Berrettini
: “È l’anca, spero che le radiografie mi diranno cosa è stato. Non ho mai sofferto qui, avevo sofferto un dolore diverso all’anca destra tra il 2019 e il 2020. È uno sport singolo, dovevo decidere su un palcoscenico del genere. Non avrei volto farlo, non vorrei mai, è la peggior sensazione possibile. Ma non è l’ultimo torneo che gioco, devo pensare al mio futuro e alla mia ripresa. Non al 100% non avrei potuto giocare, va dato il giusto rispetto ad Arnaldi. Prendere questa decisione è stato molto difficile ma ne va dela mia carriera“.

D: Di solito sei tu che mandi bellissimi messaggi ai colleghi. In queste due settimane hai ricevuto qualche messaggio che ti ha toccato?
Berrettini
: “Tanti, un sacco di persone che mi scrivevano anche quando le cose andavano meno bene. La cosa più bella è avere le persone che hanno sempre creduto in me, come la mia famiglia, mio fratello Jacopo, Ale, Thomas, che sono qui con me oggi. Mi hanno visto nei momenti più tristi e hanno vissuto queste settimane intense con me. Per loro e per me volevo finire in un’altra maniera, anche perdere ma poi berci una birra insieme. Rimane l’amaro in bocca di non averci potuto provare. Devo prendere il buono ma sono state due settimane pazzesche“.

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