Rolex per Andreeva, Jacob & Co. per Zverev: il Roland Garros si vince anche al polso

La russa celebra il primo Slam con un Rolex Datejust in oro giallo e diamanti. Il tedesco cambia Jacob & Co. tra campo e premiazione: prima lo scheletrato in titanio nero, poi il bianco in ceramica

Di Carlo Galati
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Mirra Andreeva - Roland Garros 2026 (x @rolandgarros)

A Parigi, alla fine, non si è misurato soltanto il tempo della partita, ma si è misurato anche quello di due carriere arrivate a un punto di svolta. Mirra Andreeva e Alexander Zverev hanno qualcosa in comune: entrambi hanno conquistato il loro primo titolo Slam al Roland Garros, entrando definitivamente nella dimensione dei grandi, solo che per la giovane russa di 19 anni era un passaggio non ancora obbligato, mentre Alexander Zverev ha spezzato il tabù più pesante, vincendo finalmente il primo Major della carriera dopo anni di rincorse, cadute e finali sfuggite. Due trionfi, due storie simili ma molto diverse e due modi opposti di stare dentro la scena. E anche due orologi molto diversi al polso.

Andreeva, il primo Slam con il Datejust al polso

Nel caso di Andreeva, la scelta racconta qualcosa in più di un semplice dettaglio estetico. La russa, entrata nella Rolex Family nel 2025, ha festeggiato il titolo con un Rolex Datejust 31 in oro giallo 18 carati e diamanti, referenza 278288RBR. Un orologio da 31 mm, misura elegante e compatta, ma tutt’altro che timida. La cassa Oyster è in oro giallo, la lunetta è incastonata di diamanti, il quadrante rosso ombré è a sua volta impreziosito da indici con diamanti e il bracciale è il President, uno dei segni più riconoscibili della maison.

Il valore indicato per il modello è attorno ai 49.100 euro, dato da trattare come stima di mercato/listino non ufficialmente confermata nella pagina Rolex italiana. La scheda tecnica, invece, è chiara: movimento meccanico a carica automatica calibro 2236, spirale Syloxi in silicio, ammortizzatori Paraflex, riserva di carica di circa 55 ore, precisione dichiarata di -2/+2 secondi al giorno dopo l’incassaggio e impermeabilità fino a 100 metri. Un gioiello, sì, ma costruito secondo la grammatica Rolex: solidità, precisione, riconoscibilità.

Su Andreeva, poi, il Datejust ha funzionato quasi da controcanto. Lei, 19 anni, ancora con l’aria di chi sta scoprendo la grandezza mentre la abita; l’orologio, invece, appartiene a una tradizione che non ha bisogno di alzare la voce. Oro, diamanti e quadrante rosso ombré, ma senza eccesso, un segno di ingresso, molto distintivo: il primo Slam al Roland Garros, il primo grande rito pubblico da campionessa, il tempo che cambia davvero.

Zverev, lo scheletro nero da battaglia

Zverev, durante la finale del Roland Garros, aveva invece al polso un Jacob & Co. Epic X Skeleton Black Titanium, un orologio che appartiene a un’altra famiglia estetica: più muscolare, più tecnica, più aggressiva. La referenza è EX110.21.AA.AF.A. La cassa è da 44 mm in titanio con trattamento DLC nero, quindi leggera e resistente, due caratteristiche fondamentali per chi decide di giocare davvero con un orologio al polso. Il cinturino in caucciù honeycomb aiuta ad assorbire movimento, sudore e sollecitazioni, mentre la costruzione scheletrata alleggerisce visivamente l’insieme e mette in mostra il calibro.

Il movimento è il JCAM45, meccanico a carica manuale, composto da 158 componenti, con riserva di carica di 48 oree frequenza di 28.800 alternanze/ora, pari a 4 Hz. Le funzioni sono essenziali, ore e minuti, perché qui il punto non è la complicazione, ma la struttura. L’Epic X Skeleton è un orologio architettonico: ponti scheletrati, forma a X, vetro zaffiro antiriflesso, fondello zaffiro, impermeabilità fino a 100 metri. Non è un segnatempo discreto, e non vuole esserlo. 

Il cambio prima della coppa del Roland Garros: dallo scheletro nero alla ceramica bianca

Poi è arrivato il siparietto. Finita la partita, dopo essersi cambiato la maglietta, Zverev si è girato verso il proprio angolo con l’espressione di chi aveva già capito la risposta, ma voleva comunque la conferma: doveva cambiare anche orologio? Dal box è arrivato il sì. E allora via lo scheletrato nero da combattimento, dentro l’Epic X White Ceramic per la premiazione.

Anche qui si resta nella famiglia Jacob & Co., ma cambia completamente il linguaggio. L’Epic X White Ceramicmantiene la cassa da 44 mm, il disegno sportivo e la costruzione contemporanea, ma la ceramica bianca porta tutto su un piano più scenografico. È più luminoso, più da fotografia con la coppa, più adatto al momento in cui il campo smette di essere campo e diventa palcoscenico. La leggerezza e la resistenza della ceramica lo rendono coerente con l’idea di sportività, mentre il movimento manuale, la riserva di carica di circa 48 ore e l’impostazione scheletrata conservano l’identità tecnica della collezione Epic X.

Così, nella domenica dei primi Slam, gli orologi hanno raccontato due mondi al polso di campioni Slam che possono essere ufficialmente definiti come tali.  

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