PREMIUM Zverev campione al Roland Garros! Ora chi è il più forte a non aver mai vinto uno Slam?

La vittoria di Zverev rispolvera un quesito sul Grand Slam. Berdych, Nalbandian, Rios. O forse Ferrer? Chi è il più forte a non aver mai vinto uno Slam?

Di Pietro Sanò
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David Ferrer (foto via Twitter @RFETenis)

Chi gode del privilegio di calpestare il regale manto rosso del Philippe Chatrier, non può esimersi dall’essere trasportato dalla gloriosa frase incisa sugli spalti. “La victoire appartient au plus opiniâtre”“La vittoria appartiene ai più tenaci”. Un mantra, scolpito sul campo centrale del Roland Garros, per ispirare i gladiatori in campo, protagonisti di ardue battaglie. In un Open di Francia particolarmente caotico, intriso di maratone, upset e storie di riscatto, Alexander Zverev è riuscito a spezzare il tabù del primo Grand Slam, divenuto una condanna per il tedesco dopo la triplice chance sfumata negli anni precedenti.

Sascha, per la prima volta, si è presentato ad una finale Major da grande favorito. Una sorta di “Last call”, a Parigi, contro Flavio Cobolli, che ha speso tutte le energie che aveva in corpo per trascinare il teutonico al quinto set. Ma nella volata finale, il gap tra i due è diventato abnorme, consacrando dunque Zverev come nuovo campione del Roland Garros.

Zverev – Il sapore della vittoria

L’immagine di Sascha steso a terra dopo il punto della vittoria, racconta molto di più di un successo tennistico. Il tedesco ha convissuto – nel corso della carriera – con dinamiche piuttosto delicate fuori dal campo. In primis, il diabete di tipo 1:Ci sono due partite che si giocano contemporaneamente: quella che tutti vedono e quella che sento solo io”, ha detto Zverev a proposito della malattia autoimmune che sopporta dalla tenera età di quattro anni. E allora sì, non v’è dubbio. “La vittoria appartiene ai più tenaci”. E Sascha è uno di questi. Ci sono voluti anni per scrollarsi di dosso quella scomoda etichetta del “Più forte tennista a non aver mai vinto uno Slam”.

Una volta seppellite le sconfitte più dolorose, il nativo di Amburgo si è finalmente liberato di questo peso. E adesso, il mondo è curioso di capire se esisterà uno Zverev diverso dopo il trionfo parigino. Magari, finalmente capace di intimidire quei due fenomeni lì davanti. Il percorso di vita – e professionale – dell’attuale numero 3 del mondo è d’ispirazione per tutti. Ma prima di lui, nella storia del tennis, c’è chi si è spinto in cima senza però assaporar mai il dolce gusto di un trionfo del Grand Slam. E adesso che Zverev è entrato a far parte della cerchia d’élite dei campioni Major, possiamo finalmente spostare lo sguardo altrove, guardando anche al passato.

Chi è (o chi è stato) il più forte a non aver mai vinto uno Slam?

Ogni epoca ha il suo campione. O meglio, i suoi campioni. Gli anni ’10 del 2000 sono stati memorabili per via di una dose di talento straripante spalmato omogeneamente in Top 50. Tennisti straordinari. Personalità debordanti. Ma pur sempre eclissati dai Fab 4. Nonostante ciò, la loro presenza non limitò la nascita di campioni – divenute leggende – del calibro di Stan Wawrinka, Cilic o Juan Martin Del Potro, tutti e tre entrati nel novero dei campioni Slam. Trovare un varco tra questa fucina di talenti significava davvero avere qualcosa in più.

Berdych e Tsonga – Una sola opportunità

Basti pensare che due giganti del tennis come Tomas Berdych e Jo Wilfried Tsonga, non siano mai riusciti a conquistare un trofeo Major. Il primo, scuola ceca, ha ottenuto la bellezza di 151 vittorie a livello Slam, raggiungendo 7 semifinali ed una sola finale, a Wimbledon 2010. In quest’occasione, dopo aver fatto fuori Djokovic e Federer a Church Road, il signor Rafael Nadal Parera gli rifilò un 3-0 senza storia nell’atto decisivo, sbarrandogli la strada nella sola ed unica finale Slam disputata. Il classe ’85, bombardiere “elegante” dell’epoca – quasi precursore del tennis aggressivo che conosciamo oggi – non si spinse oltre il 4° posto in classifica (suo best ranking), terminando la carriera con un solo successo Masters, ottenuto a Parigi 2005.

Vincere un trofeo così importante a soli 20 anni (battendo Ljubicic in finale) aveva fatto impennare – e di parecchio – le aspettative sul ceco, che in quasi vent’anni di convivenza con quei tre mostri, raramente è riuscito a incidere nel confronto diretto con Rafa, Nole e Roger. Un discorso ben diverso per Tsonga. Il francese – sicuramente personaggio anche molto più amato del glaciale Berdych -, a dispetto di quest’ultimo, col quale condivide lo stesso numero di finali Slam (1), è stato uno dei pochi che in un’epoca così monopolizzata, ha dato filo da torcere ai Big 3. Un tennis versatile, creativo. E un talento che avrebbe certamente meritato qualcosa in più in carriera, specialmente a livello Slam.

Ferrer – un gigante senza Slam

Restando in tema “anni ’10 del 2000”, non si può fare a meno di citare David Ferrer. L’ex numero 3 del mondo, connazionale di Rafa, è stato un atleta semplicemente straordinario, e dal punto di vista fisico che mentale. Insomma, uno di quelli che non si dava per vinto sino alla bandiera a scacchi, per intenderci. Le lotte con Nadal hanno rappresentato una pietra miliare di quell’epoca, anche se i testa a testa con Federer e Djokovic non gli rendono giustizia (0-10 con entrambi). Ferrer ha conquistato ben 27 titoli a livello ATP, ma nei Major ha raccolto soltanto 6 semifinali, ed una finale, al Roland Garros 2013. Lo zampino di Rafa Nadal ha mandato in frantumi i sogni di gloria di Ferrer, senza dubbio uno dei più grandi della storia senza uno Grand Slam in bacheca.

Rios – Grand Slam, amore mai sbocciato

Scavando negli archivi tennistici, risaliremmo a decine di tennisti (almeno) meritevoli di un trofeo Slam, ma in questo caso si parla soltanto dei “casi più eclatanti”, dunque non possono non far parte di questa lista Marcelo Rios e David Nalbandian. Il cileno è ancora tutt’oggi l’unico numero uno del mondo della storia del tennis a non aver vinto uno Slam. Il mancino classe ’75, che di incontri Major, in carriera, ne ha vinti 51, ha lottato una sola volta in finale per un titolo, a Melbourne nel ’96. Ma fu una disfatta. Petr Korda – padre di Sebastian – lo spazzò via in 1 ora e venticinque minuti (triplo 6-2).

L’Australia ebbe un epilogo dolceamaro per il cileno, che non raggiunse nemmeno una semifinale nelle altre tre tappe Major, fermandosi sempre ai quarti. Il Grand Slam non era affatto il pezzo forte di Rios, che però, in quella fatidica annata del 1998 mise a soqquadro il circuito, ottenendo 6 titoli ATP (inclusa la Grand Slam Cup, nella qualle sconfisse Agassi), regnando in vetta al ranking per un totale di 6 settimane.

Nalbandian – Magica Madrid, ma quel trofeo Major…

L’argentino David Nalbandian, invece, raggiunse la 3^ casella come best ranking (nel 2006), e dal suo debutto nel circuito ATP – avvenuto nel 2000 – si candidò come antagonista degli allora dominatori della classifica. Nel 2002, raggiunse la prima ed unica finale Slam in carriera, a Wimbledon, dove affrontò proprio il più forte dell’epoca, Lleyton Hewitt. L’australiano s’impose in tre set su Nalbandian, che negli anni successivi ottenne il pass per quattro semifinali Major, uscendo però sempre sconfitto.

La fantastica carriera di David, però, ha un punto focale: Madrid 2007. Qui fa fuori i big 3, diventando anche l’unico della storia a riuscirci, trionfando in finale contro Federer (1-6 6-3 6-3). Un paio di settimane dopo, Nalbandian centrò una storica doppietta, conquistando anche il masters parigino, annientando Rafa in finale (6-4 6-0). Prima di appendere la racchetta al chiodo, i titoli del sudamericano raggiungeranno quota 11, ma lo Slam resterà soltanto un sogno nel cassetto.

Ruud – Non abbastanza

Nel tennis contemporaneo invece – dati alla mano -, c’è un giocatore che è andato più vicino di altri alla conquista di uno Slam, ed è proprio Casper Ruud. Il norvegese, nella notte di Flushing Meadow 2022, si contese con Carlitos Alcaraz il posto di numero 1 al mondo e il primo Grand Slam in carriera, ma il destino aveva già in serbo una storia straordinaria per il murciano. Pochi mesi prima, Casper si era già arreso nella sua prima occasione Major, contro Nadal, a Parigi. Vedendo Rafa saltellare e riscaldarsi intensamente nel tunnel d’ingresso dello Chatrier, pare che Ruud sia rimasto atrofizzato da quest’immagine del suo idolo, disputando poi una finale non impeccabile. Casper tornò poi ad avere la terza occasione Slam, l’anno seguente (2023), sempre a Parigi. Questa volta sfidò Nole, ma l’esito fu lo stesso.

Il norvegese, in quel biennio, è riuscito a risalire la china con grande costanza e buone prestazioni, ma una volta chiamato all’impresa, è rimasto quasi passivo. Soltanto contro un acerbo (ma già straripante) Carlitos, Ruud ha quanto meno portato a casa un set, ma senza mai dare l’impressione di potersi laureare per la prima volta campione di un Major. Forse, a differenza dei casi sopracitati, sono i numeri a premiare il nativo di Oslo. Abile nello sfruttare le chance per disputare tre finali Slam in carriera. Ma non talentuoso a tal punto da capitalizzare almeno una di queste.

Stefanos Tsitsipas – Nemesi Djokovic

Per questa volta, preferiamo non infierire. Che Stefanos Tsitsipas abbia subito un’involuzione scientificamente inspiegabile, ormai, lo sanno anche i muri. E dunque non ribadiremo questo concetto per la milionesima volta, ma ci soffermeremo soltanto ad analizzare le occasioni Slam sfumate dal greco.

Nel momento più alto della sua carriera, Stef era l’uomo da tenere d’occhio per un eventuale exploit, che in quella primavera parigina del 2021, non stentò ad arrivare. Fatti fuori gli acerrimi nemici Medvedev e Zverev (coi quali non è mai scorso buon sangue), Tsitsipas si procurò l’accesso alla prima finale Slam, dove affrontò la leggenda di Belgrado. Il greco vola in vantaggio di due set, e il Roland Garros si prepara alla resa del mito vivente, che però registra una rimonta storica in 4 ore e 11 di gioco. Nole vieta a Stefanos di entrare a far parte dei grandi della storia, reiterando due anni dopo, a Melbourne. Addirittura con un crudele 3-0. Alle olimpiadi di Parigi (l’anno successivo) si chiuderà un cerchio. Il greco raggiunge quota 10 sconfitte (su 10 incontri) con Novak Djokovic, l’incubo di Tsitsipas.

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